mercoledì 28 settembre 2016 - Aggiornato alle 08:49
23 settembre 2016 Ultimo aggiornamento alle 11:59

Sisma, Renzi: «Almeno 4 mld di danni» ed Errani: «Non più crolli con scosse di magnitudo 6»

Conferenza a Palazzo Chigi, Curcio: «Tremila assistiti di cui 2.500 in tenda». Modello Expo per ricostruzione, collaborazione con Anac e liste di merito. Coldiretti consegna quattro casette ad allevatori di Norcia

Sisma, Renzi: «Almeno 4 mld di danni» ed Errani: «Non più crolli con scosse di magnitudo 6»
Renzi in conferenza stampa

di Chiara Fabrizi

«Almeno quattro miliardi di danni, ma la stima è prudenziale». Così il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, venerdì mattina nella conferenza stampa convocata a Palazzo Chigi alla vigilia del primo mese dal terremoto del 24 agosto che ha devastato un angolo di Centro Italia a confine tra Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo. Al suo fianco, oltreché i presidenti delle quattro regioni colpite dal sisma, il commissario per la ricostruzione Vasco Errani che ha assicurato: «Dopo la ricostruzione, che sarà segnata da legalità e trasparenza, non ci saranno più crolli con scosse di magnitudo 6.0». Intanto giovedì mattina a Norcia sono stati consegnati i primi quattro moduli abitativi che la Coldiretti del Friuli Venezia Giulia ha messo a disposizione delle comunità terremotate del centro Italia. I moduli, che sono attrezzati anche per le disabilità, sono stati destinati agli allevatori e agli agricoltori nursini per consentire di restare vicini alle loro attività e aziende.

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Curcio: «Circa 2.500 in tenda, pesa la paura» A fotografare lo stato dell’arte delle attività compiute nei primi 30 giorni di calamità è l’ingegner Fabrizio Curcio, capo del dipartimento nazionale della protezione civile: «La fase di soccorso tecnico urgente è terminata e si sta strutturando sempre di più quella di assistenza ai 3 mila sfollati di cui 2.500 in tenda. La nostra priorità è chiudere le tendopoli, ma questo è un percorso continuo, un dialogo quotidiano con le popolazioni e indicare la data non è semplice perché – ha evidenziato – in questa emergenza il tempo è molto concentrato, faccio solo riferimento all’ultimo sisma dell’Emilia dove le persone sono state in tenda 5 mesi. Qui non è possibile sia per il posizionamento geografico dei territori che per la stagione, tant’è che ci troviamo a ragionare con persone che hanno paura a rientrare anche nelle case agibili anche a causa delle scosse continue , ma sappiamo – ha concluso – ci sarà riduzione importante perché in molti stanno maturando convinzione di lasciare le tendopoli».

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Errani: «Non più crolli con scosse di magnitudo 6» A definire la road map è stato poi il commissario Errani: «Il decreto del governo sarà approvato non oltre il 3 ottobre e proporrà un meccanismo di riconoscimento pieno dei danni del terremoto che eviterà la discussione annuale sulle quote di risarcimento e credo – ha detto l’ex presidente dell’Emilia Romagna – sia un impegno serio verso le popolazioni. Per quanto riguarda la zona del cratere sismico oggi il Consiglio dei ministri lo definirà con criteri scientifici basati sulla mappa macrosismica ma – ha chiarito – riconosceremo anche ai territori non ricompresi i danni causati dal sisma». Poi sulla ricostruzione: «Ricostruiremo attraverso miglioramenti e adeguamenti sismici assicurando che con una scossa di magnitudo 6.0 non ci saranno più crollo e nessuno rischierà più la vita, i danni potranno anche esserci ma gli immobili devono rimanere in piedi. Non faremo – ha proseguito Errani – deroghe generalizzate perché non vogliamo ricostruire seguendo logiche emergenziali, azzerando tutto quello che questo Paese ha finora stabilito, ma dobbiamo gestire questa fase con la programmazione rispettando la dignità delle popolazioni colpite dal terremoto. Costituiremo – è andato avanti – un comitato scientifico che seguirà i centri storici e i borghi, dove la programmazione specie urbanistica è cruciale».

Modello Expo, collaborazione Anac e liste di merito Errani ha poi spiegato che ci sarà un’unica stazione di committenza «per avere un pieno controllo sui lavori negli edifici pubblici e per il patrimonio culturale, anche attraverso un open data che realizzeremo al fine di permettere a tutti di verificare lo stato dell’arte della ricostruzione. I presidenti delle Regioni interessati saranno i vicecommissari alla ricostruzione e gli uffici per la ricostruzione saranno composti da Comuni e Regioni». Anche la presidente umbra Catiuscia Marini sarà quindi investita del ruolo. Discorso a parte per le misure antimafia che per la ricostruzione: «Seguiremo il modello Expo, rafforzeremo la collaborazione con l’Anac e tutte le imprese che lavoreranno sul terremoto con contributi pubblici dovranno essere iscritte alle liste di merito così da assicurare la verifica all’effettivo contrasto delle infiltrazioni criminali». Infine il commissario ha affrontato il tema dell’economia: «Per la riattivazione è previsto un sostegno alle imprese che hanno bisogno di un contributo per non lasciare il territorio, una sorta di prestito d’onore minimo ma immediato. Poi si interverrà con politiche sul turismo, sulla filiera agroalimentare, politiche di rinvio dei termini fiscali, del credito e soluzioni al nuovo patto di stabilità con deroga per le assunzioni al personale di Comuni e Regione per consentigli di svolgere la complessa attività di ricostruzione».

Marini A margine della conferenza stampa la presidente Marini ha commentato: «Come presidenti di Regione abbiamo condiviso le proposte annunciate oggi sul percorso e sulle modalità per la ricostruzione delle aree colpite dal sisma del 24 agosto che sono frutto del lavoro congiunto tra governo, commissario per la ricostruzione, protezione e Regioni. Condivido convintamente e positivamente – ha dichiarato la presidente Marini – l’impostazione della cooperazione istituzionale, attraverso il commissario, tra Regioni e Comuni. In particolare la previsione di ricostruire tutto quello che il sisma ha danneggiato, mettendo in sicurezza gli abitati interessati, con provvedimenti riguardanti sia gli edifici adibiti a prime case, sia a seconde abitazioni, rappresenta una novità particolarmente significativa, al fine di garantire una sicurezza diffusa in un territorio sismico, compresi i locali adibiti ad attività commerciali o economiche. Ciò dà certezza prima di tutto ai cittadini ed alle popolazioni colpite. Inoltre – ha aggiunto – la modalità di costruzione del quadro finanziario offre anche certezza all’altra parte della ricostruzione. Quella che interesserà gli edifici pubblici e strategici, a cominciare dalle scuole. Abbiamo anche condiviso – ha proseguito – la scelta di investire risorse oltre che per la ricostruzione, anche per finanziare una serie di provvedimenti per la ripresa economica e la valorizzazione delle attività produttive presenti nell’ area del sisma. Il nostro obiettivo è consentire, come nel caso dell’Umbria, che la Valnerina molto rapidamente torni in piedi, a cominciare dalla sua vocazione turistica, ricettiva e delle attività dell’agroalimentare. Anche per questo è importante sottolineare che ogni provvedimento di carattere economico e fiscale interesserà tutti i Comuni della cosiddetta ‘area interna” della Valnerina: Arrone, Cascia, Cerreto di Spoleto, Ferentillo, Montefranco, Monteleone di Spoleto, Norcia, Poggiodomo, Polino, Preci, Sant’Anatolia di Narco, Scheggino, Sellano e Vallo di Nera».

@chilodice

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