domenica 25 settembre 2016 - Aggiornato alle 21:06
14 settembre 2016 Ultimo aggiornamento alle 20:12

Sisma, 30% degli sfollati rientra a casa: smontate le prime tende, c’è l’area casette di San Pellegrino

Nell'ultima settimana si è passati da 1.111 assistiti a 799, più della metà a Norcia. Ater incontra 35 famiglie alle prese con inagibilità: «Entro Natale il 90% riavrà l'appartamento»

Sisma, 30% degli sfollati rientra a casa: smontate le prime tende, c’è l’area casette di San Pellegrino
Il dormitorio allestito a Norcia

di Chiara Fabrizi

Si inizia a rientrare nelle case agibili e le prime tende vengono smontate. L’emergenza a Norcia e dintorni è tutt’altro che finita ma il numero delle persone assistite nei centri e campi di accoglienza allestiti dalla protezione civile regionale è sceso sensibilmente. In Umbria nell’ultima settimana si è infatti passati da 1.111 sfollati ai 799 comunicati ufficialmente martedì pomeriggio dal dipartimento nazionale, di questi più della metà risultano a Norcia (418). Martedì anche l’Ater ha fatto il punto sugli alloggi popolari di Norcia, assicurando che il «entro Natale il 90% degli inquilini rientrerà nelle proprie abitazioni».

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In trecento rientrano a casa L’alleggerimento dei campi di accoglienza è particolarmente rilevante, siamo intorno al 28 per cento e, in base a quanto riferito dal dirigente Alfiero Moretti, è principalmente imputabile al rientro nelle abitazioni agibili lasciate in fretta e furia la notte del 24 agosto scorso, anche se non sono pochi gli anziani che si sono spostati nelle città di residenza di familiari. I sopralluoghi vanno avanti e complessivamente si è arrivati ad oltre 700 verifiche statiche eseguite in Umbria con una percentuale di agibilità, riferiscono sempre dalla protezione civile regionale, che gira intorno al 70 per cento. Col calo degli sfollati, i volontari hanno iniziato a smontare le prime tende. L’operazione è già stata compiuta venerdì mattina a Castelluccio, dove le raffiche di vento la scorsa settimana avevano già costretto gli assistiti alla fuga in auto per trovare riparo. Analoghi interventi sono iniziati anche in altre zone sia all’esterno dell cratere del sisma (Norcia, Cascia, Preci e Monteleone di Spoleto) che all’interno dei quattro comuni.

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Resta al proprio posto, invece, la tendopoli di San Pellegrino che ospita un centinaio di persone, anche qui martedì mattina si è patito il temporale con fulmini e tuoni. Nel pomeriggio è invece arrivato il primo modulo abitativo donato da un’azienda di Gualdo Tadino a una famiglia con due figli rimasta senza casa, mentre tutti gli altri dovranno attendere almeno 5-6 mesi, ossia il tempo indicato dal commissario alla ricostruzione Vasco Errani, proprio qui a San Pellegrino dove però manca un’area urbanizzata in cui collocare le casette prefabbricate. In questo senso nei giorni scorsi sono stati compiuti una serie di sopralluoghi sia dai tecnici comunali che da quelli della protezione civile regionale che hanno individuato come idoneo un appezzamento di terreno all’altezza dell’ufficio postale, quindi in posizione centrale rispetto al nucleo principale del paese classificato zona rossa. Completate le valutazioni del caso, il Comune di Norcia formalizzerà al dipartimento nazionale di Prociv la localizzazioni delle aree che ospiteranno i moduli abitativi, dando sostanzialmente il via alla progettazione delle opere di urbanizzazioni che verranno realizzate dopo le procedura di gara. L’altro campo che ospiterà le casette prefabbricate si trova a Norcia, in zona via XX settembre, ed è già raggiunto da tutti i sottoservizi, necessitando quindi di interventi minimali.

Ater: «Entro Natale il 90% riavrà l’appartamento» Martedì si è anche è conclusa la fase relativa alla verifica di agibilità sugli edifici di Ater Umbria a Norcia: «Dei dieci edifici danneggiati dal sisma del 24 agosto scorso- spiega una nota – i primi quattro saranno di nuovo agibili nei prossimi quindici giorni, mentre entro Natale saranno completati gli interventi necessari a far rientrare in casa il 90 per cento degli inquilini». Complessivamente si tratta di 35 famiglie sulle circa 70 che a Norcia vivono in case popolari, tutte presenti all’assemblea col presidente Ater, Alessandro Almadori, il direttore Luca Federici e il sindaco Nicola Alemanno: «Ci sono alcune criticità per nove famiglie per le quali i tempi si allungheranno di più, ma è stato deciso di evitare il trasferimento nei moduli abitativi, e, in sinergia con l’Amministrazione comunale e con i cittadini stessi, di mettere a disposizione 10 appartamenti in una nuova palazzina che è in fase di conclusione nella zona di Vocabolo Case Sparse».

@chilodice

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