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10 maggio 2016 Ultimo aggiornamento alle 08:31

Sir da Perugia a Firenze, Prisco minimizza: «Non mi risulta». Ma il centrosinistra attacca

L'assessore placa le polemiche: «Con Sirci lavoriamo per i prossimi anni ma no all'esclusiva». Giacopetti e Bastianelli: «Piove sul bagnato»

Sir da Perugia a Firenze, Prisco minimizza: «Non mi risulta». Ma il centrosinistra attacca
Sir Safety Perugia al Palaevangelisti (Foto F.Troccoli)

di Ivano Porfiri

«A me non risulta che ci sia il pericolo che la Sir Safety si sposti da Perugia per andare a Firenze. Fra l’altro lo stesso presidente Sirci mi ha chiamato ieri sera per smentirmi di averlo detto. Poi se parliamo di dover fare dei lavori al Palaevangelisti, allora è un altro discorso». Appare molto tranquillo l’assessore allo Sport del Comune di Perugia, Emanuele Prisco, all’indomani del polverone sollevato da un articolo uscito sulla Gazzetta dello Sport in cui si paventava il clamoroso trasferimento.

«Non mi risulta» Prisco ricostruendo quanto avvenuto usa il termine «boutade». «Mi pare – spiega a Umbria24 – che si siano ingigantite le cose e si sia fatta quantomeno una forzatura. Se dovessi rispondere a quel titolo con un altro titolo, direi: ‘Perugia non è un taxi’. Però so che il ragionamento che fa Sirci è un po’ più articolato e pone delle questioni anche giuste. Quindi se dobbiamo ragionare facciamolo in maniera corretta e non forzando la mano». Fra l’altro, parrebbe che da Firenze non giunga nessuna conferma su una disponibilità ad ospitare la franchigia perugina. Così come va fatto notare che i main sponsor della Sir siano comunque legati a Perugia: da Conad e Omg.

Lavori da fare Tralasciando le ipotesi di trasferimento, il patron della Sir ha comunque ribadito, anche lunedì sera a Umbria Tv, tutta una serie di condizioni necessarie per poter ospitare degnamente al Palaevangelisti competizioni come la Champion’s League. «Con la Sir ci stiamo confrontando ormai da mesi – afferma Prisco – e anche Sirci lo ha detto in tv. Stiamo pensando a come aumentare la capienza: si può usare la curva mobile, ma abbiamo anche un’altra idea che è prematuro svelare. Certo, non si può pretendere di fare da un giorno all’altro il PalaPanini o il palazzetto che la Lube sta realizzando a Macerata, specie di questi tempi. L’Amministrazione ha già speso quest’anno più di 200 mila euro tra Palaevangelisti e Pala Pellini per la messa a norma. Del resto parliamo di strutture vecchie 30-40 anni in cui non si è mai fatto niente. Ci metteremo altre risorse nel limite della nostra possibilità».

Esclusiva impossibile Insomma, da Palazzo dei Priori c’è apertura, tranne che su un punto sollevato da Sirci: l’esclusiva. «Il Palaevangelisti per statuto è un impianto polivalente e polifunzionale. Che facciamo, cacciamo i mille anziani che vanno a farci ginnastica? O le centinaia di bambine che giocano a pallavolo? O gli atleti della federazione sportiva del Ju-Jitsu? Quello spazio è di Perugia e dei perugini, va certamente adeguato ed è una gioia che ci sia una squadra di così alto livello, solo che non può essere concesso in esclusiva come il Curi».

Pd all’attacco Sulla vicenda, intanto, si è già innescata la polemica politica. «Non più tardi di un mese fa – attacca il segretario Pd, Francesco Giacopetti – come Partito democratico di Perugia, grazie al lavoro prezioso del forum Sport del Pd Umbria, avevamo organizzato un incontro sugli impianti sportivi di Perugia proprio al Palaevangelisti. Un momento di ascolto e confronto con federazioni e associazioni sportive per fare il quadro della situazione perugina. Oggi, dopo la finale scudetto, piove sul bagnato. Come è possibile che una società di livello internazionale come la squadra di volley maschile di Perugia non possa ad oggi trovare le condizioni ottimali per poter rimanere nella propria città? Non entro nel merito di un rapporto tra gestore dell’impianto e società Sir, ma il Comune di Perugia, che fa? Sta a guardare? La Sir non deve lasciare Perugia, Perugia non può permettersi che la Sir se ne vada». Anche Claudia Bastianelli, coordinatrice nazionale dei SocialDem, sottolinea come «sindaco e l’assessore Prisco non possono consentire che Perugia perda la sua squadra e la tifoseria più bella del volley italiano. I perugini si riconoscono in quei campioni e hanno tutto il diritto di continuare a vivere un sogno. Romizi faccia qualunque cosa affinchè la Sir Safety continui ad essere il cuore di Perugia».

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