giovedì 29 settembre 2016 - Aggiornato alle 07:00
19 luglio 2016 Ultimo aggiornamento alle 13:15

«Si iscrivono al sindacato e vengono licenziati»: la denuncia. Minacciati anche di ricorrere alla «pistola»

E' accaduto a 4 lavoratori di una nota azienda metalmeccanica di Perugia. Il sindacato: «Impugneremo il licenziamento illegittimo e daremo battaglia anche sul fronte penale»

«Si iscrivono al sindacato e vengono licenziati»: la denuncia. Minacciati anche di ricorrere alla «pistola»
Operaio al lavoro

di Maurizio Troccoli

«Si iscrivono alla Cgil e vengono licenziati». Messa così la vicenda rimanda ad ambientazioni di oltre un secolo addietro, dalle conseguenze presumibilmente negative non soltanto per i lavoratori. Se l’obiettivo fosse di allontanare i lavoratori dalle rispettive organizzazioni sindacali di riferimento, nonostante il clima favorevole allo scopo, non è forse così sbagliato ipotizzare l’effetto contrario.

La ricostruzione Ora, da qui a sostenere che qualcuno sia stato beccato sul ‘misfatto’ ce ne vuole, ma la diretta conseguenza degli episodi porta il sindacato a sostenere che sia più di un dubbio il fatto di 4 licenziamenti a causa dell’iscrizione alla Cgil. La denuncia arriva dritta dall’ufficio vertenze del sindacato perugino e riguarda un’azienda che opera nel settore metalmeccanico in città. La Cgil racconta attraverso una nota che i «quattro lavoratori che si sono rivolti al sindacato per verificare la correttezza del proprio rapporto di lavoro» e si sono visti «recapitate altrettante lettere di licenziamento per giustificato motivo oggettivo».

La denuncia «Una coincidenza – scrive il sindacato – quanto mai curiosa in una azienda dove non sono mai stati utilizzati ammortizzatori sociali di nessun genere ma dove, improvvisamente, da una settimana all’altra, si scopre una profonda crisi, che costringe la dirigenza a licenziare 4 lavoratori, guarda caso tutti neo iscritti al sindacato».

Minacce L’ufficio vertenze spiega che da «un controllo delle buste paga erano emerse alcune irregolarità rispetto al contratto nazionale di riferimento e in particolare sui livelli di inquadramento. Di conseguenza il sindacato – come è normale procedura in questi casi – ha inviato una richiesta di incontro all’azienda per cercare di affrontare e risolvere i vari problemi rilevati». Apriti cielo: «Non è stato permesso ai 2 lavoratori di raggiungere il posto di lavoro, obbligandoli a stare in un locale, impossibilitati a muoversi, per tutta la giornata lavorativa», scrive la Cgil in una nota. Come se non bastasse sarebbero seguite «minacce da parte del datore di lavoro, come quella di ‘armarsi di una pistola’».

Battaglia legale Al sindacato non resta che garantire battaglia: «Impugneremo i licenziamenti che sono palesemente illegittimi e evidentemente discriminatori – spiega Rossano Rubicondi, dell’ufficio vertenze della Cgil di Perugia – e porteremo avanti le rivendicazioni relative alle violazioni contrattuali, riservandoci anche la possibilità di agire penalmente per i gravi episodi avvenuti in azienda, che travalicano le questioni lavorative».

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