venerdì 30 settembre 2016 - Aggiornato alle 10:20
16 giugno 2016 Ultimo aggiornamento alle 11:34

Sgl-Elettro, caos in consiglio: De Arcangelis bersagliato, operai gli voltano le spalle

Bruschini: «Sindaco lo svincoli da gestione vertenza», De Rebotti conferma manifestazioni d’interesse per il sito industriale e assume su di sé la cabina di regia della questione

Sgl-Elettro, caos in consiglio: De Arcangelis bersagliato, operai gli voltano le spalle
Il consiglio comunale di Narni

di M. R.

Nuovo blitz dei lavoratori Sgl-Elettro in consiglio comunale a Narni, l’assemblea si affretta a modificare l’ordine del giorno della seduta e il capogruppo di Forza Italia Sergio Bruschini gela subito l’assessore allo sviluppo economico Marco De Arcangelis con la proposta sottoscritta anche dagli altri gruppi di minoranza: «Il sindaco lo svincoli dalla gestione di questa vertenza». Francesco De Rebotti riassume su di sé la cabina di regia.

Lavoratori in consiglio comunale: fotogallery

La denuncia commossa di un operaio: video
TUTTO SU SGL-ELETTRO

Assessore bersagliato e cupo Reiterati gli attacchi dell’opposizione a De Arcangelis che, scuro in volto, prende la parola salvo iniziare il proprio intervento e accorgersi poco dopo che gli operai hanno alzato i tacchi e abbandonato l’aula: «Stai zitto! Vattene!». Al presidente del consiglio comunale, nel clima tesissimo dell’aula, scappa la frase «Se questo è l’atteggiamento, voi qui non ci venite più». Dichiarazione che inasprisce ancor di più i toni dell’opposizione: «Ma scherziamo? Non è mica suo il consiglio».

«Siamo stati illusi da tutti»: video
«Aspettiamo decisione di Sgl casa madre»: video
Binari occupati: fotogallery

Il sindaco Il primo cittadino Francesco De Rebotti, dal canto suo, conferma la fiducia all’assessore pur assumendo su di sé l’impegno nella partita «convinto che la reindustrializzazione di quel sito e la rioccupazione della totalità delle maestranze sia possibile, con o senza elettrodi di grafite». Che le manifestazioni d’interesse di cui il sindaco parla siano da parte di realtà pronte a produrre altro nella fabbrica di Narni scalo, è dunque una supposizione plausibile.

L’attacco di Bruschini Accolto con applausi l’intervento del capogruppo Fi: «Ci sono 210 atti ufficiali dedicati alla vicenda Sgl-Elettro. Tra tutti, non esiste il documento del piano industriale Morex. Era nella cartellina dell’assessore De Arcangelis, ex dipendente della fabbrica in mobilità, il che genera già di per sé elementi di poca chiarezza, oltre al fatto che i sindacati sono stati spesso tenuti alla porta. Che cosa aveva promesso la Morex? Sulla base di quali promesse e garanzie le istituzioni hanno dato fiducia a quel progetto? Il sindaco deve chiarire tutti questi aspetti». Nel pomeriggio Bruschini ha specificato: «Dicendo che il piano era nella cartellina dell’assessore intendevo dire che quel documento non era stato mai mostrato ai soggetti istituzionali né è entrato come protocollo in Comune. Fu lo stesso Arcangeli  a mostrarlo  brevi mano,  in una riunione nella sala del sindaco; lo prelevò da questa cartellina quindi era nelle sue disponibilità il fatto che sia stata sua o del sindaco non potevo certo saperlo, il sindaco ha chiarito».

La replica del primo cittadino «Intervengo con lo stesso spirito e che da due anni guida il mio operato alla guida della città – ha detto De Rebotti -, riconoscendo che di certo non sono un sindaco fortunato visto che solo con questa vicenda abbiamo caricato sul groppone due elementi di assoluta negatività: la mancata ripresa della fabbrica e la perdita di occupazione. Ma non si può non riconoscere che ci siamo ricavati con fatica un’attenzione al Mise guidati da unica stella polare, il sogno – spiega – di una continuità di quel sito, perché convinti della forza dell’elettrodo nel mercato, perché sicuri del lavoro di qualità tanto che qualche operaio ha insegnato ad ex dirigenti come effettivamente funzionava la fabbrica e a maggio 2014 è stato scelto il piano industiale della Morex secondo la discussione elaborata dalla cabina di regia. Sta nella mia cartellina, non in quella dell’assessore De Arcangelis».

Gli impegni «Abbiamo cercato in tutti i modi possibili – ha detto ancora De Rebotti – di sostenere quel progetto fino alle condizioni più estreme determinatesi negli ultimi mesi. Sono qui a confermare il mio impegno, sappiate che non cederò di un millimetro rispetto alla reindustrializzazione e con garanzie ancor più forti su impegno e investimenti istituzionali verso proposte industriali di qualsiasi natura che arriveranno sul tavolo di Sgl, di fatto proprietaria. Sulla destinazione d’uso dell’area, inutile e prematura qualsiasi valutazione, la volontà è quella di perseguire sulla strada avviata che include anche la bonifica. Metto a disposizione tutta la mia volontà, sensibilità e libertà di pensiero per una soluzione della vicenda che preveda la rioccupazione di tutti i lavoratori e confermo la piena fiducia ai miei collaboratori ivi compreso De Arcangelis». La posizione del sindaco è stata condivisa dalla maggioranza.

La voce ai dipendenti I lavoratori presenti in aula hanno ascoltato con attenzione tutti gli interventi poi il presidente ha dato a loro la parola e, ad esasperazione palpabile, hanno fatto emergere con forza quello che dal loro punto di vista è il principale elemento di criticità allo stato attuale: «Se è vero che ci sono manifestazioni d’interesse per il sito e qualcuno davvero pronto ad attivare una produzione industriale al suo interno, si provveda all’allontanamento di Elettrocarbonium». A tal proposito il consiglio, con i soli voti della maggioranza, ha approvato un documento col quale si chiede «al sindaco ad assumere su di sé la conduzione della vicenda cercando da subito, ferma restando la distinzione dei ruoli, di creare un contesto coeso e rappresentativo degli interessi della collettività, nvitando la liquidazione di Sgl a fare presto ed approfonditamente le sue esclusive valutazioni in merito ad eventuali manifestazioni di interesse per ricondurre la vicenda, nel più breve tempo possibile, al tavolo ministeriale con le istituzioni e le forze sindacali, così come indicato dal consiglio comunale di Narni. Chiediamo inoltre ad Sgl – si legge nel dispositivo – di determinare tempi rapidi e certi sulla riconsegna del sito industriale per favorire l’ingresso di eventuali nuovi investitori».

Lavoratori voltano le spalle all’assessore De Arcangelis, dopo tanto subire, ha chiesto di intervenire ma a Palazzo si è scatenato il caos: i lavoratori presenti in aula infatti se ne sono andati di corsa non mancando di gridare «Stai zitto, falla finita, siamo stati presi in giro». C’è la moglie di un lavoratore che resta e chiede all’assessore di parlare e a tutti di trovare una soluzione: «Abbiamo una famiglia da tirare avanti». Profondamente provato dalla situazione, De Arcangelis ha scelto comunque di rispondere: «Provo un’amarezza profonda, io sono stato messo in mobilità da Sgl, l’amministazione comunale non è il mio lavoro quindi mi aspettavo di poter fare battaglia comune con i colleghi per poter tornare ad operare all’interno di quella fabbrica, perché questo è anche il mio obiettivo, la mia storia non è diversa dalle altre; anche io ho una famiglia».

Marco De Arcangelis «Quando Elettrocarbonium ha avviato l’attività – ha ricordato l’assessore allo sviluppo economico – io ho iniziato a frequentare lo stabilimento per portare all’interno della fabbrica anche altre produzioni perché quella era a strada da perseguire e oggi non ci sto a ricevere ingiurie che non merito, qualcuno dovr rispondere nelle sedi opportune. Il sottoscritto sollecitato dal Mise ha scritto a febbraio che Elettrocarbonium non era più nelle condizioni di operare e ha a sua volta sollecitato il ministero a rivolgersi ad altri soggetti imprenditoriali. In conclusione – ha detto sbattendo i pugni sul banco – vi assicuro che una buona manifestazione d’interesse per il sito c’è ma anche che il Comune di Narni non è nelle condizioni di sfrattare nessuno, perché quello stabilimento è di proprietà di Sgl».

Twitter @martarosati28

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