venerdì 30 settembre 2016 - Aggiornato alle 08:36
6 agosto 2016 Ultimo aggiornamento alle 00:36

Prostituzione, arrestata a Perugia intestataria di un centro massaggi. In manette anche un vigile

La donna cinese insieme ad altre quattro persone avevano dato vita a Monza a un sodalizio dedito al reclutamento e allo sfruttamento di giovani donne

Prostituzione, arrestata a Perugia intestataria di un centro massaggi. In manette anche un vigile
Il centro massaggi fotografato dai carabinieri

Ha interessato anche Perugia l’operazione «Fior di loto» che ha portato, negli scorsi giorni, all’arresto di cinque persone che, secondo le accuse, avevano dato vita a un sodalizio dedito al reclutamento, al favoreggiamento e allo sfruttamento della prostituzione. In manette sono finiti tre italiani, una cinese e una uruguaiana, arresti eseguiti dai carabinieri del Nucleo investigativo di Monza tra Milano, Perugia, Sesto San Giovanni (MI) e Cologno Monzese (MI) sulla base di un’ordinanza emessa dal Gip del Tribunale di Monza. L’attività criminale ruotava attorno alla gestione di un centro massaggi che si trova a Monza (in via Alighieri 30), all’interno del quale erano costrette a vivere giovani donne extracomunitarie. Come emerso nel corso della conferenza stampa che si è tenuta sabato nella sede del comando provinciale dei carabinieri di Milano, nel capoluogo umbro è stata arrestata la 56enne cinese Wang Lichun, che risultava essere l’intestataria della licenza del centro messaggi.

VIDEO: TELECAMERE NEL CENTRO MASSAGGI

Le indagini Una proprietà solo formale dato che, come emerso nel corso delle indagini partite nella primavera di un anno fa, a pagare affitti e bollette e a occuparsi della pubblicità del centro in siti specializzati in incontri sessuali, non era la cinese. In manette insieme a lei sono infatti finiti Nicola Domenico Colicchio, 56 anni, agente della polizia municipale di Milano già sospeso dal servizio per altri reati; Domenico Papaleo, 44 anni, anche lui di Cologno Monzese; Rosa Maria Gargiulo, 46enne di Napoli e la 43enne uruguaiana Leticia Avelleyra Mello; queste ultime, insieme alla cinese, gestivano reclutamento e attività delle ragazze. Nel corso delle indagini, coordinate da Alessadro Pepè della Procura di Monza, è emerso come ai clienti venissero offerti non solo massaggi ma anche servizi ulteriori, per i quali ovviamente pagavano. Le donne erano costrette a vivere e dormire all’interno del centro massaggi mentre i proventi, secondo gli investigatori, finivano nelle tasche degli arrestati. La maîtresse del finto centro massaggi era cambiata più volte e in un primo momento a ricoprire questo ruolo è stata la ‘perugina’ Wang, poi sostituita dalle altre donne. A carico di tutti e cinque attraverso pedinamenti, controlli e intercettazioni sono state raccolte numerose prove; Wang insieme a Colicchio e Papaleo si trova in carcere mentre per le altre due donne sono scattati i domiciliari.

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