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18 settembre 2016 Ultimo aggiornamento alle 15:09

«Sete di pace», il Papa verso Assisi: «Abbiamo bisogno di pace. Tutelare i deboli». Il programma

Via al meeting al quale parteciperanno 511 leader religiosi, lettera del Pontefice alla città. Il vescovo Sorrentino: «Per costruire la pace serve la forza della preghiera»

«Sete di pace», il Papa verso Assisi: «Abbiamo bisogno di pace. Tutelare i deboli». Il programma
Il Papa ad Assisi (foto F.Troccoli)

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A 48 ore dal ritorno, dopo poco più di un mese, di Papa Francesco ad Assisi arriva la benedizione del Pontefice alla città serafica che fino a martedì ospiterà «Sete di pace», meeting (a 30 anni da quello voluto da Papa Giovanni Paolo II) organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio, dalla diocesi di Assisi e dalle Famiglie Francescane al quale parteciperanno ben 511 leader religiosi provenienti da tutto il mondo per una preghiera di pace. Con una lettera intestata al sindaco Stefania Proietti e di cui parla domenica il quotidiano della Cei Avvenire, Papa Francesco benedice la città di Assisi, i suoi cittadini, l’Amministrazione e tutti i suoi collaboratori. «Ho apprezzato – scrive Bergoglio – lo spirito di servizio con cui lei si dedica al governo della cosa pubblica, come pure lo sforzo di testimoniare con serenità e atteggiamento propositivo i valori del Vangelo e la dottrina sociale della Chiesa, in armonia con le diverse sensibilità culturali. La collaborazione tra la città e la Diocesi di Assisi, nel solco degli insegnamenti di San Francesco, rappresenta un percorso positivo destinato a produrre frutti di bene, in vista di una società sempre più accogliente, fraterna e a misura d’uomo».

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La lettera Il Pontefice ha poi ricordato la necessità di tutelare le fasce più deboli della popolazione con gesti concreti di condivisione e solidarietà. «Le assicuro – scrive ancora il Papa – la mia spirituale vicinanza e le chiedo gentilmente di ricordarmi nelle sue preghiere. Il Signore Gesù benedica lei, la sua famiglia, i suoi collaboratori, la Vergine Santa e San Francesco custodiscano l’intera Città perché continui ad essere terra di pace». Il sindaco Proietti ha parlato di «grandissima sorpresa» a proposito della lettera e di una «gioia immensa che va condivisa con tutti i cittadini. Papa Francesco ha accolto l’invito di Assisi a essere sua alleata per la custodia del Creato, per i poveri e per la pace. Il suo messaggio di vicinanza a pochi mesi dal nostro insediamento ci è di grande supporto e ci spinge a lavorare sempre di più e sempre con più forza al servizio dei cittadini, soprattutto di coloro che hanno più bisogno di noi».

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L’Angelus «Martedì prossimo – ha detto il Papa domenica durante l’Angelus – mi recherò ad Assisi per l’incontro interreligioso, a trent’anni da quello storico convocato da san Giovanni Paolo II. Invito le parrocchie, le associazioni ecclesiali e i singoli fedeli di tutto il mondo a vivere quel giorno come una Giornata di preghiera per la pace. Oggi più che mai abbiamo bisogno di pace, per questa guerra dappertutto nel mondo». «Sull’esempio di san Francesco, uomo di fraternità e di mitezza, – ha proseguito – siamo tutti chiamati ad offrire al mondo una forte testimonianza del nostro comune impegno per la pace e la riconciliazione tra i popoli. Così martedì, – ha esortato – tutti uniti in preghiera, ognuno prenda il tempo che vuole, ma tutti uniti per la pace». Il programma della giornata di domenica prevede alle 10.30 la solenne celebrazione eucaristica e poi, alle 17, l’assemblea di inaugurazione al teatro Lyrick, alla quale parteciperà il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, arrivato intorno alle 16. Un invito, quello alla preghiera, accolto dai frati di Assisi: «È con gioia – scrivono – che tutte le Famiglie Francescane nel mondo raccolgono e si uniscono alla preghiera per la pace che Papa Francesco ha annunciato durante l’Angelus. La preghiera – commenta padre Enzo Fortunato, direttore della sala stampa del sacro convento di Assisi – è il battito della vita. La vita permette di affrontare ogni cosa con speranza».

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L’omelia di Sorrentino Una iniziativa di dialogo ma soprattutto di preghiera come ha ricordato domenica mattina nella sua omelia il vescovo di Assisi, monsignor Domenico Sorrentino. «San Giovanni Paolo II – ha ricordato il vescovo – intuì, trent’anni fa, con l’iniziativa dello ‘spirito di Assisi’, che, per costruire la pace, bisogna far leva proprio sulla forza della preghiera. Una preghiera indirizzata a Dio che è amore e pace, e dunque fatta nell’amore e nella pace, come l’Apostolo ci ha ricordato: ‘Voglio dunque che gli uomini preghino, dovunque si trovino, alzando al cielo mani pure senza ira e senza contese’. Sia questo lo ‘spirito di Assisi’ – ha sottolineato mons. Sorrentino – che viviamo in questi giorni, alla scuola di Gesù e del suo servo Francesco, in cordiale dialogo con tanti credenti, pur di diversa ispirazione, in preghiera con noi». Parlando del Vangelo di oggi, nel quale Gesù indica che l’uomo non può servire Dio e anche la ricchezza, Sorrentino ha rilevato: «È la condizione in cui versa ancora il nostro mondo, dove un pugno di possidenti si è accaparrata la massima parte dei beni e uno smisurato esercito di poveri è privo del necessario. Agli schiavisti di tutti i tempi il Signore annuncia il suo giudizio: egli non dimenticherà! È un discorso che riguarda l’etica della giustizia e della solidarietà, ma prima ancora è rivelazione del volto di Dio. Da che parte sta Dio? Non c’è dubbio: dalla parte dei poveri. È lì, dunque, nello spazio dei poveri che bisogna portarsi, per poterlo incontrare».

Impagliazzo Prima della celebrazione ha parlato anche Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio: «La speranza di pace che noi incarniamo dia sollievo – ha detto -, consolazione e forza a chi soffre per la guerra, per il terrorismo e la violenza. Trent’anni fa si alzò da questo colle una voce di pace e fraternità universale. Quella voce oggi, dopo trent’anni, è più forte e lo spirito che la sorregge si è diffuso e ha dato coraggio a tanti nel mondo. La voce di pace sia più forte e audace perché deve parlare anche nel nome di chi non ha voce perché è sopraffatto dalla guerra e dalla violenza».

Programma Il meeting prevede lunedì due panel, alle 9.30 e alle 16.30, e poi martedì l’arrivo di Papa Francesco: alle 9.30 ci sarà un altro panel mentre la preghiera di pace (in luoghi differenti secondo la propria tradizione religiosa) ci sarà alle 17; alle 18.30 è prevista una processione mentre alle 19 la cerimonia finale. Quanto alla giornata di lunedì, a Perugia, nella cattedrale di San Lorenzo, alle 9.45 ci sarà l’incontro fra il cardinale Gualtiero Bassetti e Bartolomeo I, arcivescovo di Costantinopoli e patriarca ecumenico; poco dopo, alle 11 nell’aula Magna di Palazzo Gallenga, si terrà la cerimonia di conferimento della laurea honoris causa dell’Università per Stranieri di Perugia in «Relazioni internazionali e cooperazione allo sviluppo» a Bartolomeo I.

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  • Romina

    da quale pulpito..di nuovo ad assisi,costi di protezione,guardie del corpo,tutti mobilitati da giorni…cristo non andava a piedi o al max sopra un ciuco?
    come mai non vi spogliate di tutto e tornate ad essere poveri (visto che non lo siete MAI stati)…???

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