lunedì 26 settembre 2016 - Aggiornato alle 05:38
17 maggio 2016 Ultimo aggiornamento alle 08:25

Estorsione sessuale: «Se non paghi tue immagini nudo in rete». Arrestati due uomini e una donna

Lei lo adesca e lo fa spogliare poi entra il complice e lo filma: «Dacci 15 mila euro». Lui va dalla polizia e scatta la trappola

Estorsione sessuale: «Se non paghi tue immagini nudo in rete». Arrestati due uomini e una donna

di Iv. Por.

Una forma di «sextorsion», per così dire, all’antica in cui la minaccia sono le immagini sui social ma l’approccio è fisico e non telematico. E’ accaduto a Città di Castello, con lei che adesca la preda, lo porta a casa e lo fa spogliare. Poi, sul più bello, esce dalla stanza e fa entrare il complice con videocamera. Hanno usato questo stratagemma per estorcere 15 mila euro a un uomo di mezza età di Città di Castello, ma lui ha trovato la forza di denunciare e i tre, due uomini e una donna, sono stati arrestati dalla polizia del commissariato tifernate.

L’approccio Da quanto è emerso, l’uomo, sposato e con famiglia, conosceva da tempo la donna di circa 40 anni di nazionalità macedone. Avrebbe anche tentato un approccio, inizialmente respinto. Poi, però, è stata lei a ricontattarlo, invitandolo a casa sua, nel centro storico di Città di Castello, per consumare un rapporto sessuale a pagamento.

La trappola Il tifernate si è fidato non accorgendosi di essere finito in una trappola. Una volta che si era spogliato, in camera da letto, e che erano iniziati i primi approcci, lei esce dalla stanza e all’improvviso entra un uomo armato di telecamera che riprende il malcapitato immortalandolo nudo. Quindi, immediatamente, parte il ricatto: «O ci dai 40-50 mila euro oppure le immagini finiscono in rete». Seguono diversi contatti, con lui che sostiene di non avere quella somma e gli estorsori che aggiungono minacce fisiche: «Ti ammazziamo di botte, ti mandiamo all’ospedale». La “trattativa” si conclude a 15 mila euro da pagare in tre rate.

La denuncia Il tifernate vive ore di angoscia, poi su consiglio di un amico trova la forza di andare in commissariato e denunciare. La polizia, in stretta sinergia con la Procura della Repubblica di Perugia, elabora il piano per cogliere in flagranza gli estorsori: venerdì scorso, data del primo appuntamento, gli agenti si appostano nel parcheggio del parco Ansa del Tevere e, mentre l’uomo consegnava la busta con 2.500 euro a due macedoni, fanno scattare le manette. La donna, che li attendeva a casa, è stata arrestata anche lei con la stessa accusa di estorsione. Le indagini proseguono per chiarire altri aspetti della vicenda, in particolare del rapporto tra la donna e i suoi complici.

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