venerdì 23 giugno - Aggiornato alle 01:58

Umbria Jazz: arrivano Pino Daniele, Marsalis con Porter, Gilberto Gil e Dee Dee Bridgewater

Wynton Marsalis a luglio a Perugia

di Daniele Bovi
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Si alza il sipario sull’arena Santa Giuliana. Umbria Jazz svela tutto il resto del programma del main stage (manca solo la serata di sabato 13) dell’edizione che prenderà il via il 5 luglio. Dopo le anticipazioni di Diana Krall (5 luglio), Sonny Rollins (fatti salvi i problemi respiratori il 6 luglio con Enrico Rava e Paolo Frusu), il trio di Keith Jarrett (il 7), John Legend ed il duo di pianoforte Chick Corea-Herbie Hancock, a luglio arriveranno Dee Dee Bridgewater con il quintetto di Ramsey Lewis (il 10), Wynton Marsalis alla testa dell’orchestra del Lincoln Center con ospiti Gregory Porter e Cecile McLorin Salvant. Serata conclusiva carioca affidata ai brasiliani Gal Costa e Gilberto Gil. In più, il 9 luglio, in attesa che il 22 aprile venga svelato tutto il programma, nottata italiana con Pino Daniele prima (a Uj per la quarta volta) e Mario Biondi poi a dividersi il palco.

Bridgewater e Lewis Denise Eileen Garrett da Memphis, ovvero la 62enne Bridgewater, sarà sul palco con Ramsey Lewis e il suo sarà un concerto particolare perché fu proprio lei, nel 1973, a dare il la al festival cantando nella big band di Mel Lewis e Thad Jones. Quarant’anni più tardi la cantante insieme al quintetto del compositore e pianista americano Ramsey Lewis per presentare il progetto The Soul of Jazz. Di fronte agli spettatori dell’arena spazio a classici come quelli di Stevie Wonder, Bill Withers, Michael Franks e Aretha Franklin. La sera precedente, oltre al già annunciato Biondi che presenterà il suo ultimo lavoro (Sun), tornerà Pino Daniele con il suo mix di rock, blues, jazz, radici napoletane e non solo.

Marsalis e Porter L’11 sarà invece la volta del sassofonista Wynton Marsalis con la sua Jazz at Lincoln Center Orchestra, quattro anni dopo l’ultima esibizione. Allora sul palco c’era il giovane e noto sassofonista Francesco Cafiso, ora invece toccherà a due splendide voci come quella di Cecile McLorin Taylor, cantante tra le più promettenti, e quel Gregory Porter che qualcuno avrà già avuto modo di ascoltare pochi mesi fa nel corso dell’edizione invernale del festival che si tiene ad Orvieto. Per capire chi è il sassofonista di New Orleans, grande musicista e grande insegnante di musica, basta leggere il suo libro «Come il jazz può cambiarti la vita». Pagine dalle quali traspaiono l’amore per quello che definisce il più grande lascito artistico dell’America al mondo e soprattutto la sua concezione «civile» del jazz. Una musica che non è solo musica bensì un modo per saper interagire con il prossimo, di stare insieme agli altri capendo quando è il tempo di improvvisare, di ascoltare, di usare il proprio talento per creare un progetto comune sapendo rispettare tempi e idee altrui.

Porter Di Porter già molto si è scritto. Lo stesso Marsalis lo definisce «un giovane cantante fantastico» benché giovanissimo non sia; un artista arrivato alla notorietà oltre i 40 anni (41) con due dischi (Water e Be Good) assai apprezzati da pubblico e critica. Porter è un grande cantante in tutti i sensi: nel fisico (ha tentato pure, fino ad un infortunio, la carriera nel football americano) e nella voce, splendida quanto versatile nel suo essere un piccolo compendio della storia musicale afroamericana. Dal soul al jazz fino ai temi di Billie Holiday (God Bless The Child è nell’ultimo album Be Good), Porter è stato resident artist per tutta la durata dello scorso Umbria Jazz Winter. Con la serata finale invece grazie a Gal Costa e Gilberto Gil protagonista sarà la regione più «africana» del Brasile, ovvero Bahia con i suoi ritmi e i suo colori. Per tutti i nuovi concerti annunciati, i biglietti saranno a disposizione da giovedì.