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domenica 3 luglio - Aggiornato alle 22:49

Ucraina, sindaci leghisti pronti ad accogliere: «Cosa cambia dall’Africa? Loro non scappano dalla guerra»

Caparvi risponde a Umbria24: «Gli altri sono migranti economici». Ma ci sono paesi dilaniati da conflitti, certo senza bombardamenti aerei

di Chiara Fabrizi

«Siamo pronti a fare la nostra parte e ad accogliere le famiglie ucraine in fuga dalla guerra». Lo dicono domenica mattina otto sindaci leghisti dell’Umbria, tra cui Virginio Caparvi primo cittadino di Nocera Umbra e segretario regionale del partito, che Umbria24 ha contattato per chiedergli qual è la differenza tra i profughi ucraini in fuga dall’invasione russa e quelli africani che scappano dai conflitti del proprio paese.

La posizione della Lega «Innanzitutto – ha detto Caparvi a Umbria24 – noi abbiamo sempre sostenuto il fatto che eravamo pronti ad accogliere chi scappa dalla guerra, indistintamente da dove provengano. Il problema – ha affermato – è che non si è mai vista una guerra da cui scappano solo uomini di 20 anni e non arrivano quasi mai donne e bambini, mentre in Ucraina sta accadendo questo, perché lì la guerra c’è veramente e in altre situazione africane trattasi di migranti economici che hanno loro dignità, ma che devono per forza percorrere percorsi differenti, ovvero i corridoi umanitari, che non sono di immigrazione clandestina, solo perché vogliono vivere in un altro paese, ognuno dei quali ha le sue regole». Caparvi sostiene dunque che per la Lega «non c’è nessuna differenza se si tratta di migranti che scappano dalla guerra, purtroppo quelli che abbiamo accolto nella stragrande maggioranza non erano mai scappati da nessuna guerra ed erano altri tipi di migranti, questo è il distinguo».

L’Africa Oltre alle posizioni pro Putin espresse per anni dagli esponenti nazionali della Lega, vale la pena evidenziare che ci sono purtroppo troppi paesi africani che continuano a essere dilaniati da una guerra civile, come la Repubblica Centrafricana. Nel 2018 un migrante su tre di quelli che sono sbarcati in Italia proveniva dal Sudan, dove il Nord e il Sud si sono scontrati per anni e malgrado l’indipendenza del Sud in quelle terre continua a non esserci pace. Poi c’è il Gambia dove veri e propri squadroni della morte hanno represso ogni dissenso. Ma si potrebbe andare avanti. Certo, questi conflitti non coinvolgono i grandi del mondo, come la Russia che fino al 2014 faceva parte del G8, né portano con sé bombardamenti con aerei caccia da milioni di euro, ma sempre guerre sono. E infatti nessuno lascia casa propria col rischio di morire durante il viaggio se a casa propria sta bene, tanto che non conosciamo migranti provenienti dal Bostwana, dove l’economia cresce e ad amministrare il paese ci sono governi stabili e poco corrotti, così come in tempi recenti nessuno se le vuole andare dal Rwanda che dopo anni difficili ha trovato il proprio equilibrio.

I sindaci leghisti In ogni caso oggi sindaci della Lega Umbria sono pronti ad accogliere. Con una nota Manuel Petruccioli, responsabile Enti Locali (Giano dell’Umbria), Leonardo Latini (Terni), Stefano Zuccarini (Foligno), Luca Carizia (Umbertide), Francesca Mele (Marsciano), Virginio Caparvi (Nocera Umbra), Fabrizio Gareggia (Cannara), Remigio Venanzi (Polino) affermano: «Le nostre comunità si stringono intorno al dolore del popolo ucraino che sta affrontando i giorni più bui. Di fronte a una tragedia umanitaria come questa – – proseguono i sindaci leghisti – siamo tutti chiamati a fare la nostra parte per garantire sostegno e assistenza. Informeremo i Prefetti di Perugia e di Terni della nostra disponibilità a offrire piena collaborazione al Governo in vista dei numerosi arrivi previsti sul territorio italiano e mettiamo a disposizione le nostre strutture per ospitare i profughi in fuga dalla guerra, con particolare attenzione a donne e bambini. Esprimiamo preoccupazione per l’evolversi della situazione – concludono – Auspichiamo con forza il cessate il fuoco e il ritorno al confronto diplomatico».

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