domenica 20 agosto - Aggiornato alle 19:09

Terni, ecco i motivi del dietro front sul Verdi: «Struttura sicura solo per due anni»

Il report dei tecnici: «Con il piano precedente il teatro non sarebbe stato riconsegnato alla città»

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di Massimo Colonna

«Con i lavori che erano stati programmati la struttura sarebbe stata sicura per poco più di due anni. Poi si sarebbe dovuto intervenire di nuovo». E’ questa la motivazione che ha portato alla revoca dell’assegnazione dei lavori di ristrutturazione da parte dell’amministrazione comunale nei confronti della ditta che si era aggiudicata il cantiere.

I documenti La motivazione emerge dalla delibera numero 214, approvata dalla giunta del sindaco Leopoldo Di Girolamo nella riunione di giovedì pomeriggio. «Con i lavori di questo primo stralcio – si legge nel documento – la vita nominale della struttura, ossia il periodo in cui può considerarsi sicura, è poco più di due anni, quindi l’intervento migliora in modo molto contenuto la situazione statica attuale». In sostanza la spesa non sarebbe valsa l’impresa, secondo i tecnici comunali. «L’impegno economico previsto – prosegue la delibera – ossia in una prima fase pari a 2.9 milioni di euro (e con il completamento della struttura fino a 4.3 milioni) non consente di raggiungere l’obiettivo di restituire il teatro alla città, ma soltanto con una vita utile di soli 2.1 anni, trascorsi i quali sarà necessario una nuova verifica e quindi affrontare nuove spese. La progettazione e il finanziamento attuale per la prima fase dei lavori non consentono il completamento del recupero strutturale, ma porteranno ad un organismo che non avrà le condizioni di sicurezza sismica sufficienti in termini di vita utile».

@tulhaidetto