venerdì 18 gennaio - Aggiornato alle 13:14
Senza categoria

Omicidio Fezzuoglio: famiglia e ministero della difesa chiedono di costituirsi parte civile, udienza rinviata al 17 e 18 giugno

E' stata rinviata al 17 e 18 giugno prossimo l'udienza preliminare in cui si deciderà se rinviare a giudizio l'ex primula rossa sarda Raffaele Arzu e tre dei suoi per l'omicidio del carabiniere Donato Fezzuoglio

Donato Fezzuoglio

di F.M.

E’ stata rinviata al 17 e 18 giugno prossimo l’udienza preliminare in cui si deciderà se rinviare a giudizio l’ex primula rossa sarda Raffaele Arzu e tre dei suoi per l’omicidio del carabiniere Donato Fezzuoglio. A far scattare il rinvio è stato un difetto di notifica. Intanto però i familiari del carabiniere defunto hanno chiesto di potersi costituire parte civile con i loro avvocati Giancarlo Viti e Nicola Di Mario. A fare la stessa richiesta al gup Alberto Avenoso anche il ministero della Difesa e il Comune di Umbertide. Il pubblico ministero ha invece depositato una perizia dei Ris di Roma sulle intercettazioni che fanno parte integrante dell’accusa.

Chi sono  gli imputati In aula erano come sempre presenti gli imputati, scortati da un servizio di polizia penitenziaria più pesante del solito. Due agenti con i mitra hanno stazionato fuori dalla porta dell’aula. Non sono imputati qualsiasi. Alcuni di loro sono stati condannati per il fallito assalto al Pam di Perugia, oltre ad avere anche altre condanne per rapina accumulate in altre parti d’Italia. Ma quello è un altro capitolo della storia giudiziaria dei sardi. In questa sede il pubblico ministero Antonella Duchini, che ha chiesto e ottenuto la condanna per la rapina saltata, li vuole far processare per aver ucciso il carabiniere Donato Fezzuoglio, ammazzato a colpi di kalashnikov durante la rapina al Monte dei Paschi di Siena di Umbertide del 30 gennaio del 2006. Per lei, sono stati Raffaele Arzu, Pietro Pala, Roberto Fragata e Fabrizio De Montis ad ucciderlo.  Materialmente, sarebbe stato Pala a premere il grilletto.

Il 415 bis Sono 13 le voci contenute nel 415 bis per la banda dell’ex primula rossa sarda Raffaele Arzu, e in quelle contestazioni c’è la ricostruzione della rapina ad Umbertide, dell’omicidio di Fezzuoglio, del tentato omicidio dell’appuntato Monti, dei furti delle auto usate per fuggire e per cercare di disperdere le proprie tracce e della detenzione di armi da guerra.

La guerra sulle intercettazioni Tra difese e accusa si preannuncia una battaglia per portare il gup Alberto Avenoso da una parte piuttosto che dall’altra.  Una battaglia che verrà incentrata soprattutto sulla questione intercettazioni. Un capitolo per cui è anche stato fatto un incidente probatorio. Un passaggio processuale in cui il perito del gip Claudia Matteini ha depositato una relazione in cui afferma che, nell’intercettazione in cui secondo l’accusa si parlerebbe proprio dell’omicidio Fezzuoglio, non riesce a sentire la parola Fezzuoglio, né il nome di Arzu, come sostiene invece il perito dell’accusa e quello della parte civile.

L’intercettazione incriminata L’intercettazione ambientale in questione è quella tra Pietro Pala, Gian Marco Mascia, e altre quattro persone avvenuta nell’auto di Pala stesso. Secondo i brogliacci, sarebbe uno dei quattro uomini non identificati a dire «che lui ha parato du colpi de Fezzuoglio». E sarebbe poi lo stesso Pala ad affermare «ma l’ho ammazzato pure». «Su certe cose  io prima sparo per salvare» avrebbe aggiunto.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.