venerdì 6 dicembre - Aggiornato alle 12:50

Oddo, ritorno al passato: il Grifo scaccia la crisi. Il Pagellone

Iemmello ancora una volta decisivo, la verve di Nzita e la prima volta di Capone. Pescara lezioso, Vicario stavolta inoperoso – La cronaca

L’esultanza di Iemmello 3-1©️Fabrizio Troccoli

di Mario Mariano

È il goal la magia del calcio e il Perugia se ne è ricordato proprio al momento giusto, quando sembrava che i tempi fossero maturi per una svolta. Senza giri di parole, Oddo si è riappropriato della panchina proprio contro la sua ex squadra. Adesso nessuno ammetterà che il tecnico pescarese era a rischio. Ma tant’è, i tre punti sono il sale di una pietanza tornata ad essere gustosa. Merito di Oddo, naturalmente, che potrebbe addirittura aver trovato la concentrazione massima dopo le insistenti polemiche delle ultime settimane. Oddo ha usato il buonsenso di non insistere con il doppio centravanti e si è avuta la conferma di come Iemmello esprima il massimo se è il solo terminale offensivo.

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Piuttosto ad Oddo si deve riconoscere di aver visto giusto nel riproporre Nzita, reattivo, affamato, efficace in marcatura e nel distendersi lungo la fascia al punto da farsi perdonare il calcio di rigore di fine primo tempo. Presuntuoso oltre ogni misura il Pescara, insistente fino alla noia nel palleggio, sperando di apre un varco in una difesa finalmente super protetta dal centrocampo, soprattutto nella ripresa. Perugia che di brutto ha presentato solo una divisa che nulla a che vedere con i colori sociali. Questione di marketing o di gusto? A volte la scaramanzia può essere abbandonata, e occorrerà pensarci bene prima di ripetere l’esperimento.

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Vicario: Inoperoso nel primo tempo dopo essere stato graziato da Galano, ha trascorso praticamente 90′ di tranquillità. Un solo appunto: le rimesse con i piedi poco precise. Voto 6

Rosi: Più a suo agio quando la squadra si allunga, partecipa al goal che sblocca la partita. Sembra rigenerato, in così poco tempo. Misteri del calcio. Ma è necessario dare sempre ad Aleandro quello che è di Aleandro. Voto 6,5.

Gyomber: Galano & co. hanno uno strano concetto del calcio: puntano al possesso palla, ai fuochi artificiali lontano da Vicario, sperando che gli si aprano le porte, ma eccetto il peccato di gioventù di Nzita, il Pescara sbatte sul muro, sia nel primo che nel secondo tempo. Stavolta non è costretto neppure a fare gli straordinari, e con meno frenesia riesce ad essere più efficace. Voto 6,5

Sgarbi: I delfini si specchiano, trame fittissime ed allora tanto vale aspettarli al varco. Non cade nella trappola di uscire in avanscoperta, tenta il tackle e ci riesce soprattutto nel secondo tempo, recuperando palloni preziosi e rilanciando velocemente la manovra. Voto 6,5

Nzita: Chi segue gli allenamenti si era già accorto che Oddo avrebbe fatto un pensiero su di lui per schierarlo col Pescara, gara decisiva. Coraggioso l’allenatore, coraggioso il ragazzo, che anticipato da Galano in avvio di partita si è ripreso brillantemente. Efficace lungo la fascia, incisivo sui tackles. Errore di gioventù allo scadere del primo tempo con un fallo da rigore che aveva rimesso in partita gli abruzzesi. Voto 6,5

Nicolussi Caviglia: Cambio di passo e fisicità importante nella fase di possesso, recupera pochi palloni, ma basta accontentarsi, ha ampi margini di miglioramento. Porta chili a centrocampo e soprattutto la capacità di mettersi in evidenza perché sa di avere addosso gli occhi degli osservatori della Juventus, che a fine stagione vogliono riportarlo in bianconero. Voto 6,5 (27′ st Falzerano: a sorpresa il ‘pianista dell’aeroporto viene portato in panchina, ma non sembra accusare il colpo, tanto che va vicinissimo al gol per arrotondare il bottino. Voto 6)

Carraro: Prova ad abbassare i ritmi con un giro palla lento, si mette in evidenza per una deviazione aerea a lato di poco. Cresce di ritmo nella ripresa, si piazza davanti alla difesa e recupera palloni che rilancia con precisione dando respiro alla manovra. Voto 6+

Dragomir: È più preciso del solito è più continuo, si procura il rigore e stavolta, finalmente, evita di farsi ammonire o di entrare in maniera scomposta sulle caviglie degli avversari. Geometrico ed incisivo, come raramente quest’anno. Voto 6,5 (27′ st Konatè: cattura tanti palloni entrando subito in partita, nel finale il Grifo ha più birra e potrebbe arrotondare il bottino. Voto 6).

Buonaiuto: Le sue accelerazioni fanno stare sul chi va là almeno un paio di pescaresi, le verticalizzazioni palla al piede sono sempre efficaci. Numeri di tecnica pura, è più continuo del solito, anche lui nella ripresa è debordante e potrebbe andare in gol. Voto 7

Capone: Con l’argento vivo addosso, deve meritare la fiducia di Oddo che lo ripropone in attesa che si sblocchi. Il goal del raddoppio non è casuale, in quel gesto tecnico c’è la coordinazione nella girata, l’intuizione e lt a velocità E’ la prima volta che si intravedono in lui qualità di prim’ordine in area di rigore, deve adesso dare conferma di quello che si è visto. Voto 6,5 (18′ st Mazzocchi: c’è gloria anche per lui sulla fascia destra, non ripiega quasi mai perché il Pescara praticamente negli ultimi 20′ è in riserva. Voto 6)

Iemmello: undici gol, ancora implacabile dagli undici metri e non solo. In area di rigore vuole starci da solo, senza dividere responsabilità con nessuno e si è visto come il rendimento si alzi. E’ andato vicinissimo alla tripletta nella ripresa. Da sottolineare che al gol che sblocca il risultato è lui a chiedere l’abbraccio della panchina nella sua globalità sotto gli occhi dell’impassibile Oddo. Voto 7,5

Oddo: inutile girarci intorno. La partita era delicata, in pratica la svolta del campionato. Sembra proprio che le polemiche delle scorse settimane abbiano giovato soprattutto a lui anche perché ha recuperato energie mentali preziose da trasmettere alla squadra. Azzeccata la mossa Nzita, tutto il resto si era già visto nella prima fase del campionato. Ed ha fatto bene a tornare al passato. Voto 6,5

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