domenica 17 novembre - Aggiornato alle 21:33

Dal distretto culturale al Mast: Spoleto porta a casa 360 mila euro

Finanziati quattro progetti presentati dall’ente, fondi anche al Museo del tessuto e per palazzo Mauri

Il Comune di Spoleto (foto U24)

di Chia. Fab.

Dal cortile coperto di palazzo Mauri al recupero di spazi in disuso nell’area tra il San Nicolò e Palazzo Collicola. Questi due dei quattro progetti del Comune di Spoleto che hanno ottenuto circa 360 mila euro dal Gruppo di aziona locale (Gal) Valle Umbra e Sibillini, che ha dato il via libera anche al Museo aumentato delle scienze della terra e del territorio e a interventi nel Museo del tessuto.

Museo del Tessuto e distretto culturale A portare a casa il risultato è l’assessore Ada Urbani che ha ottenuto 100 mila euro per «potenziare e riqualificare i servizi del Museo del tessuto, sia di aumentare la disponibilità dei materiali informativi, anche con installazione tecnologiche. L’intervento finanziato si somma al «progetto di miglioramento strutturale di palazzo Spada, che permetterà anche di avere un nuovo allestimento del Museo». Gira invece intorno ai 95 mila euro il progetto “Spoleto di mezzo, creativa, sociale e culturale” per «valorizzare, anche a fini turistici, la zona di centro storico tra San Nicolò e Palazzo Collicola, dove si conta di far nascere una sorta di distretto culturale-creativo attraverso l’utilizzo degli spazi in disuso e sottoutilizzati».

Biblioteca e Mast Per Palazzo Mauri arriveranno invece 92 mila euro circa destinati al «miglioramento delle condizioni microclimatiche, energetiche e di illuminazione del cortile coperto», che ospita alcuni servizi della Biblioteca comunale e il Caffè letterario. Di poco superiore a 70 mila euro, invece, i fondi ottenuto per trasformare il Laboratorio di Scienze della Terra nel Mast, così da «allestire al suo interno un percorso tematico permanente e tecnologicamente innovativo sulla valenza naturalistica e geologica del territorio tramite i materiali delle collezioni “Francesco Toni” e “Bernardino Ragni”, ma anche di apporre la segnaletica necessaria a fare del Laboratorio il punto di partenza per l’esplorazione dei luoghi di pregio ambientale del territorio».

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