domenica 25 settembre 2016 - Aggiornato alle 12:34
15 luglio 2016 Ultimo aggiornamento alle 18:16

Sciopero tute blu in Umbria, alta adesione: «Messaggio chiaro a Federmeccanica»

A Perugia e Terni tra il 70 e l’80% dei metalmeccanici in piazza per il contratto nazionale

Sciopero tute blu in Umbria, alta adesione: «Messaggio chiaro a Federmeccanica»

Alte adesioni e presidi su tutto il territorio provinciale: questo il bilancio proposto dai sindacati della due gironi di sciopero dei metalmeccanici per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro. «Abbiamo lanciato un messaggio importante a Federmeccanica», spiegano Fim, Fiom e Uilm. E intanto dai rappresentanti dei lavoratori arrivano anche le cifre che riguardano lo sciopero, indetto per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro.

Qui Perugia Tra Perugia e Terni le aziende hanno partecipato allo sciopero con percentuali che vanno dal minimo 70 per cento e 100 per cento (Solfer e Terex). Nel capoluogo l’evento è stato organizzato da Fim, Fiom e Uilm. Circa 100 lavoratori hanno manifestato a Umbertide, nella zona industriale Madonna del Moro, sede di importanti aziende, in particolare dell’automotive e dell’indotto Fiat. Qui e in tutta l’Alta Umbria lo sciopero ha fatto registrare adesioni molto consistenti, in particolare nei reparti produttivi:  Metalmeccanica Tiberina 80 per cento, Solfer 100 per cento, Terex Operation Italy 100 per cento, Nardi 80 per cento, Aries 80 per cento, Gamet 80 per cento, Renzacci 70 per cento. Sciopero riuscito anche nel distretto aerospaziale di Foligno e nelle industrie del Perugino. Dati significativi vengono dalla De Walt di Corciano (80 per cento), Emu di Marsciano (70), Polplastic di Marsciano (80), Tomassini Style di Passignano (95), Balcke Duerr di Perugia (70).

Qui Terni Nel Ternano i dati a disposizione parlano dell’80 per cento di adesioni per Tk Ast. Il presidio si è svolto sia davanti agli ingressi della multinazionale dell’amministratore Burelli sia al Tubificio della zona industriale di Maratta. «Anche oggi i metalmeccanici mandano un messaggio chiaro a Federmeccanica – è il commento di Fim, Fiom e Uilm – ci vuole un buon contratto per tutti e non solo per il 5 per cento dei lavoratori, come propone l’associazione delle imprese. Quindi, si abbandonino le rigidità e si ascoltino le ragioni dei lavoratori e le richieste dei sindacati, aprendo finalmente un confronto vero per innovare le relazioni industriali e sottoscrivere un contratto per tutti i metalmeccanici».

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