venerdì 30 settembre 2016 - Aggiornato alle 08:38
9 luglio 2016 Ultimo aggiornamento alle 14:56

Scavi archeologici a ‘La Villa’ di Castiglione del Lago: ecco i primi risultati sui ritrovamenti

Il progetto è il Vaiano-Gioiella villa project 2016

Scavi archeologici a ‘La Villa’ di Castiglione del Lago: ecco i primi risultati sui ritrovamenti

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La DePauw University ha presentato ieri pomeriggio i risultati della campagna di scavo archeologico del progetto “Vaiano-Gioiella villa project 2016″

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L’appuntamento Sono stati presentati venerdì pomeriggio i primi risultati della campagna di scavo archeologico nel territorio di Castiglione del Lago: si tratta del progetto ‘Vaiano-Gioiella Villa project 2016′, ideato ed eseguito dall’università americana DePauw University dello stato dell’Indiana. Lo scavo è frutto della collaborazione sorta fra Comune di Castiglione, The Umbra institute, Intrageo, Archeo Trasimeno e appunto DePauw University, con l’autorizzazione e il controllo del ministero Mibact e della Soprintendenza. I direttori dello scavo sono  Giampiero Bevagna (The Umbra Institute), Pedar Foss (DePauw University), Rebecca Schindler (DePauw University) e Stefano Spiganti (Intrageo).

Il progetto Il sito archeologico “La Villa” si trova su una collina a nord del Lago di Chiusi. Ad est sono presenti una strada ed una cisterna di raccolta delle acque, entrambi probabilmente di epoca romana. Una prima ricognizione intensiva della superficie della Villa di Vaiano-Gioiella, condotta nel 2015, ha rilevato che il sito fu occupato, anche se forse non in modo continuativo, dal II secolo a.C al III secolo d.C. Anche la distribuzione dei materiali trovati in superficie suggerisce che l’insediamento era un complesso di notevoli dimensioni con almeno due strutture distinte: una a sud, dove sono stati rinvenuti materiali pertinenti ad un impianto termale, e una a nord. La campagna di scavi del 2016 ha avuto inizio il 6 giugno. A causa delle piogge persistenti dei primi di giorni del mese, lo scavo, è stato interrotto per oltre una settimana. In totale, l’équipe di lavoro ha potuto svolgere le indagini al sito per circa 15 giorni: durante questo periodo, sono stati scavati quattro quadrati. Sulla base delle informazioni raccolte durante la ricognizione del 2015, le ricerche sono iniziate nella parte orientale del sito. Sono state trovate due distinte aree di accumulo di materiale dovuto probabilmente ad una sistemazione successiva dell’area, insieme a un crollo della struttura del tetto di un edificio, composto da tegole e coppi, insieme a porzioni di pavimento in “cocciopesto”, oltre 153 kg di tegole in un’area di 4 metri quadrati.

Ritrovamenti La scoperta più interessante di questa campagna è una canaletta inserita nel sedimento naturale e coperta con tegole poste in modo tale da formare un triangolo. Sembra essere un sistema di drenaggio, sebbene non sia provvista di un fondo di scorrimento, ma sia collocata direttamente sul sedimento naturale. La canaletta è lunga almeno 6 metri e mezzo, ma la sua lunghezza totale resta ancora da scoprire. I materiali trovati nello scavo confermano l’esistenza di un complesso termale nel sito, poiché sono stati recuperati esempi di tegole pertinenti al riscaldamento del pavimento, tubuli per il riscaldamento delle pareti e frammenti di mosaici. Gli scavi hanno portato alla luce anche diversi esempi di Sigillata italica (Arretina) con bolli di fabbrica. Inoltre, il ritrovamento di numerosi materiali con tracce di incendio indicano che la ceramica e forse anche i metalli venivano prodotti nel complesso della villa.

Gli archeologi «Conoscere la storia è molto importante – ha detto il presidente di Archeo Trasimeno Fiorello Primi – perché è la storia di tutti. Spetta anche alle associazioni e alle amministrazioni trasformare queste ricerche in un fattore sociale e culturale che porti gli uomini ad avvicinarsi». «La scoperta più interessante – ha spiegato la professoressa Rebecca Schindler – è stata una canaletta inserita nel sedimento naturale e coperta con tegole poste in modo tale da formare un triangolo, forse riconducibile a un sistema di drenaggio, collocata direttamente sul sedimento naturale»: i materiali trovati nello scavo confermano l’esistenza di un complesso termale. Sono anche venuti alla luce diversi esempi di Sigillata italica (Arretina) con bolli di fabbrica e oggetti con tracce di incendio: la ceramica e forse anche i metalli venivano prodotti nel complesso della villa. Hanno partecipato alla presentazione tutti gli studenti americani che hanno preso parte alla ricerca.

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