Sanità, trasporti e Province: il governo ascolta le istanze delle Regioni ma non fornisce risposte
di Daniele Bovi
La sintesi la fa il governatore lombardo Roberto Formigoni: «Il governo ha ascoltato ma non ha fornito risposte». L’atteso incontro di martedì pomeriggio tra i presidenti delle Regioni italiane e il governo Monti infatti non scioglie il nodo principale, quello dei soldi. Prima di entrare, abbondantemente dopo le 18, i problemi si chiamavano finanziamento del trasporto pubblico locale e riparto del Fondo sanitario, attualmente bloccato. All’uscita, dopo le 20, i problemi sono rimasti tali. Pur parlando di un incontro «molto importante» la presidente Catiuscia Marini spiega che nel corso del summit si è molto insistito intorno al riparto «che non è stato ancora definito». Monti ha ascoltato, ha assicurato il massimo rispetto istituzionale e «ha recepito» le istanze dei governatori anche in merito alla riforma istituzionale che riguarda la soppressione delle Province. In piedi, almeno stando alle parole del ministro della Pubbilca amministrazione Patroni Griffi martedì all’appuntamento dell’Upi, ne dovrebbero restera una quarantina.
Marini: siamo parte dello Stato «Al presidente Monti e al Governo – dice poi la Marini – abbiamo ribadito che ci sentiamo parte dello Stato e che la nostra preoccupazione è innanzitutto di avere certezze sulle risorse relative ai servizi essenziali per i cittadini, come sanità e trasporto pubblico. Ovviamente ci interessa concordare insieme forme e modi per realizzare le economie e i risparmi che devono essere realizzati. Vedremo in che modo ora gli impegni assunti dal presidente Monti e dal governo saranno concretamente tradotti nei provvedimenti dell’esecutivo». L’altro fronte caldo è quello della spending review, specialmente in tema di sanità. Stando a quanto emerso il 2 luglio le Regioni, l’Anci e l’Upi incontreranno il governo per discutere. Il confronto romano di martedì così assume più i contorni di un rinnovato rapporto istituzionale con l’esecutivo. Per le risposte in tema di sanità, trasporto pubblico e riordino istituzionale invece occorrerà aspettare luglio con l’avvio del confronto nel merito.





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