domenica 25 settembre 2016 - Aggiornato alle 09:09
4 luglio 2016 Ultimo aggiornamento alle 19:59

Sanità a Terni, raffica di interrogazioni al sindaco su liste d’attesa e trasferimento Sert

Melasecche: «Se una donna incinta facesse l’ecografia con i tempi Asl avrebbe già partorito»

Sanità a Terni, raffica di interrogazioni al sindaco su liste d’attesa e trasferimento Sert

di Marta Rosati

Liste d’attesa, trasferimento del Sert in via Bramante e gestione del servizio di pronto soccorso i temi approdati a mo’ di interrogazione sul tavolo del sindaco Leopoldo Di Girolamo nel question time di lunedì mattina. Le domande circa i tre aspetti della sanità locale e ospedaliera al primo cittadino sono arrivate rispettivamente dal consigliere di I love Terni Enrico Melasecche, Valentina Pococacio del M5s e Paolo Crescimbeni del Gruppo misto.

Liste d’attesa In prima battuta il sindaco risponde sulle difficolta che riscontrano le partorienti per sottoporsi in tempi brevi al controllo del feto, Melasecche: «Se una donna incinta facesse l’ecografia con i tempi Asl avrebbe già partorito». «Su questi temi – ha detto Di Girolamo – ci basiamo sulle note che ci rimettono le strutture e le aziende che ne sono titolari. I controlli per le partorienti sono regolati dal decreto Bindi del 98, le ecografie vengono prenotate tramite Cup o consultorio. Lo scorso anno ne sono state eseguite 643 ostetriche e 396 morfologiche, e ulteriori 650 eco ostetriche sono state eseguite nel passaggio al pronto soccorso e più di mille in regime di ricovero».

Donne in gravidanza «La problematica dei tempi di attesa purtroppo esiste ed è all’attenzione ovunque, si tratta di un problema nazionale e già lo scorso anno presso sono state previste sedute ulteriori il sabato mattina, garantendo 9 prestazioni a settimane in più rispetto all’anno precedente. La Regione – ha aggiunto – ha recentemente aggiornato il piano dedicato mettendo ulteriori obiettivo per il triennio 2016-2018 e quindi l’azienda ospedaliera darà corso alle indicazioni lì contenute per aumentare ulteriormente le disponibilità di ambulatorio ecografico affinché tempi attesi tornino a livelli accettabili».

Recupero tossicodipendenti Questione numero due, il trasferimento del Sert per il recupero dei tossicodipendenti, servizio destinato a insediarsi presso la struttura Asl di via Bramante. Novità, questa che ha già messo in agitazione un centinaio di cittadini costituitisi in comitato per opporsi alla uova collocazione del Sert. «Sin dal 2014 – ha spiegato il sindaco – dovendo l’azienda ospedaliera di Terni procedere a lavori di ristrutturazione nel fabbricato di Colle Obito aveva chiesto alla Asl di trovare un immobile alternativo per il servizio anche per non perdere i finanziamenti regionali ottenuti, vincolati ai cantieri sulle strutture del nosocomio».

Il Sert in via Bramante È stata scelta la collocazione in un’ala del complesso sanitario di via Bramante, risultata idonea per due ragioni; da un lato in quegli immobili non ci sono residenze ma solamente uffici, dall’altro sono presenti in zona strutture di forze dell’ordine, mi riferisco alla Guardia di finanza, che rappresenta certamente una garanzia di controllo e un deterrente qualora certi soggetti siano malintenzionati. In altre città – ha fatto presente – il Sert è collocato all’interno di condomini con lamentele al seguito ma senza che si verifichino problemi preventivati. In ogni caso, questi soggetti hanno diritto all’assistenza e alle terapie in totale sicurezza e fruibilità e io non sono comunque restio ad ascoltare le ragioni dei cittadini».

Ospedale Santa Maria «La sala d’attesa del Pronto soccorso all’ospedale di Terni è totalmente inadeguata ad ospitare il cospicuo numero di pazienti che si rivolgono alla struttura e oltre la porta scorrevole si percepisce ci siano pochi addetti medici e infermieri». Questa la questione posta da Crescimbeni e il sindaco: «Il Pronto soccorso è sottoposto da anni ad un carico di lavoro estremamente rilevante anche per via di pazienti che dalle regioni limitrofe si recano nel ostro ospedale, una prima risposta è arrivata con la riorganizzazione degli spazi e la gestione del rapporto tra diagnostica e ricoveri. Alcuni problemi comunque permangono ad esempio rispetto ai professionisti di Medicina generale e pediatri che di sabato non possono più prestare servizio ambulatoriale. Abbiamo parlato col direttore generale Dal Maso che sta predisponendo un piano di lavoro con particolare attenzione alla redistribuzione del personale nella struttura del Pronto soccorso e in accordo con l’azienda sanitaria locale».

Twitter @martarosati28

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