giovedì 29 settembre 2016 - Aggiornato alle 03:35
3 giugno 2016 Ultimo aggiornamento alle 18:46

San Gemini, doppio via libera del consiglio ai bilanci: 200 mila euro di tagli alla spesa, Tari -9%

Consuntivo con segno più per 38 mila euro, disavanzo scende a 1,3 milioni

San Gemini, doppio via libera del consiglio ai bilanci: 200 mila euro di tagli alla spesa, Tari -9%

Doppio via libera del consiglio comunale ai bilanci. Sono stati approvati martedì consuntivo e previsionale del Comune di San Gemini che ha chiuso i conti del 2015 con un avanzo di amministrazione di 38 mila euro, dopo aver ripianato per circa 400 mila euro il disavanzo tecnico di 1,7 milioni di euro contabilizzato un anno fa.

Bilancio consuntivo Attualmente, quindi, le passività da sanare a seguito del riaccertamento straordinario dei residui si aggirano a 1,3 milioni di euro con una riduzione dell’indebitamento pro capite passata da 725 euro a 619 euro. Anche nel 2015, poi, si è provveduto a cancellare 1,7 milioni di crediti considerati di dubbia esigibilità, procedendo così alla bonifica delle poste attive in maniera considerevole. Sul fronte del bilancio di previsione la manovra impostata dalla giunta guidata dal sindaco Leonardo Grimani ha dovuto fare i conti con una riduzione dei trasferimenti da parte dello Stato di circa 90 mila euro, ma anche con gli accantonamenti previsti dalle nuove norme contabili proprio per i crediti di dubbia esigibilità, aumentati da 125 mila a 225 mila euro.

Previsionale Per fronteggiare un attivo più leggero di circa 200 mila euro, che per San Gemini rappresenta una sforbiciata consistente, si è inevitabilmente proceduto a un taglio della spesa. Consistente quello che ha interessato le quote di rimborso mutui (65 mila euro), ma anche personale (25 mila), informatica e videosorveglianza (20 mila) e spese legali (25 mila). Confermata anche la riduzione delle indennità prevista per sindaco e assessori per Comuni al di sotto di 5 mila abitanti. Per quanto riguarda tasse e tributi locali si registra una diminuzione della Tari (rifiuti) del 9 per cento grazie all’innalzamento dei livelli di raccolta differenziata che ad aprile ha toccato quota 77 per cento. La Tasi sulla prima casa come ovunque non si paga, mentre l’addizionale Irpef resta invariata allo 0,4 per cento.

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