venerdì 30 settembre 2016 - Aggiornato alle 18:53
26 luglio 2016 Ultimo aggiornamento alle 16:20

«Rosi quando ha ucciso la moglie era capace di intendere e volere»: le conclusioni degli psichiatri

Gli esperti Traverso e Lazzari, periti del gip, sono stati sentiti in incidente probatorio. L'assassino? «Personalità mite». Il legale Laura Modena: «Quadro diverso rispetto a prima»

«Rosi quando ha ucciso la moglie era capace di intendere e volere»: le conclusioni degli psichiatri
L'assassino Francesco Rosi e la moglie Raffaella Presta

di En.Ber.

Francesco Rosi, «personalità mite» con un «io fragile», affetto da «ansia di abbandono» e alla «ricerca di appoggi ausiliari nelle relazioni oggettuali», quando ha assassinato la moglie Raffaella Presta il 25 novembre era capace di intendere e di volere. Pertanto può partecipare al processo. Sono queste le conclusioni dei periti del gip Valerio D’Andria, Giovanni Battista Traverso e David Lazzari, che nel corso di tre incontri hanno valutato la situazione psichica dell’agente immobiliare in carcere per aver esploso due colpi di fucile all’avvocatessa pugliese.

Incidente probatorio Gli esperti sono stati sentiti stamani in incidente probatorio: la loro deposizione è durata circa due ore. L’indagato, presente in aula, è stato descritto come una «personalità coartata e inibita». E’ scritto nella relazione: «Al momento dei fatti Rosi soffriva di una patologia psichica inquadrabile in un disturbo dell’adattamento con ansia e umore depresso misti, tendente alla cronicizzazione, patologia che comunque non rappresentava una infermità mentale di tale grado da scemare grandemente la sua capacità di intendere e di volere». Nessuna considerazione, neppure stamani, a proposito della sua eventuale pericolosità sociale.

La difesa: quadro diverso Dall’esame – è la considerazione dell’avvocato Laura Modena – emerge un quadro certamente diverso rispetto a quello descritto subito dopo il delitto di via del Bellocchio. Gli atti tornano ora al sostituto procuratore Valentina Manuali perché le indagini non sono ancora concluse. Stamani, prima dell’inizio dell’incidente probatorio, è stato osservato un minuto di silenzio in memoria dell’avvocato Claudio Franceschini. Era presente anche il legale di parte civile Marco Brusco.

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