lunedì 26 settembre 2016 - Aggiornato alle 08:58
27 luglio 2016 Ultimo aggiornamento alle 10:05

Risarcimento negato, Diego Raggi: «Beffa, anche David avrebbe detto ‘questo è troppo’»

Sul mancato indennizzo dallo Stato, la famiglia andrà fino in fondo «non per i soldi ma per principio ed esempio». E il sindaco Di Girolamo scrive ai parlamentari umbri

Risarcimento negato, Diego Raggi: «Beffa, anche David avrebbe detto ‘questo è troppo’»
David Raggi

di Marta Rosati

«Non erano i soldi ad interessarci, volevamo solo che la nostra battaglia lasciasse un segno e una garanzia per le famiglie delle vittime di certi reati. Fare causa allo Stato era l’unico modo per farci sentire davvero ma chi ci governa si è affrettato a tutelare i soldi senza dare la risposta che avremmo voluto, c’era da aspettarselo, mamma e papà hanno sorriso amaramente alla notizia». A parlare è Diego Raggi, il fratello di David, all’indomani della notizia diffusa dal legale di famiglia, l’avvocato Massimo Proietti: nessun risarcimento per quell’assurdo omicidio perché il giovane assassinato guadagnava troppo.

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La rabbia degli amici: il video

Omicidio Raggi La tragica morte di David non deve finire nell’oblio ma soprattutto deve avere giustizia, è l’intera città di Terni che lo ha chiesto fin dal giorno seguente al brutale omicidio, quando in migliaia sfilarono con le fiaccole . Ma sono anche gli amici a volerlo, quelli che pregano perché piazza dell’Olmo possa prendere il suo nome; ma più di tutti a voler giustizia è la famiglia, quei genitori e quel fratello maggiore che sin dal primo minuto hanno fatto in modo che la disperazione e il dolore non si trasformassero mai in odio e violenza.

Diego Raggi «Mio fratello non diventi simbolo di lotta all’immigrato né di campagne di odio» aveva da subito dichiarato Diego Raggi, perché David, che in punto di morte pronunciò solo parole di benevolenza, non l’avrebbe sopportato e lo stesso Diego oggi a Umbria 24 dichiara: «Non volevamo certo arricchirci con la vita di mio fratello, ma per una questione di principio arriveremo fino in fondo, la beffa non è solo nei confronti della famiglia Raggi ma dell’Italia intera. Dei soldi non mi interessa affatto ma anche David di fronte a questo avrebbe detto ‘Quand’è troppo è troppo’».

Nessun risarcimento  La risposta del governo ha deluso, insomma, e allora il sindaco Di Girolamo che per la famiglia Raggi è più che il sindaco della città, sta scrivendo ai parlamentari umbri affinché si facciano promotori di una modifica alla legge 122 del 7  luglio, quella che prevede un indennizzo alle vittime di violenza. «È assurdo – dichiara il sindaco – considerare il reddito di David Raggi tale da non consentire alcun risarcimento, il tetto di 11.500 euro è troppo penalizzante, lo è ancor di più per un ragazzo come David che lo ha superato per poche centinaia di euro. Si penalizza ancor di più un giovane operoso, che non voleva pesare sulla sua famiglia, un ragazzo esemplare che ha trovato una morte assurda e priva di ogni giustificazione».

Il sindaco Leopoldo Di Girolamo «Il tetto economico così esiguo, così come altre aspetti normativi legati alla tempistica dei procedimenti in corso, rendono però la legge di portata limitata. Spero che presto si arrivi a una modifica della normativa nazionale e sottolineo come invece la Regione abbia già provveduto ad erogare quanto dovuto alla famiglia Raggi. Colgo l’occasione per esprimere ancora una volta la vicinanza mia, dell’Amministrazione Comunale, e dell’intera città alla famiglia Raggi, dando il pieno sostegno anche per quanto riguarda le battaglie legali che sono in corso e che sono dovute a una esigenza di giustizia a 360 gradi,  obiettivo fondamentale per rendere un po’ più sopportabile un lutto e un dolore così grande».

Senatore Rossi «Esprimo la mia vicinanza alla famiglia Raggi e condivido ogni iniziativa che possa mitigare la loro sofferenza e quella dell’intera comunità ternana, ancora una volta ingiustamente colpiti dall’assurdità degli eventi. Mi farò senz’altro portatore dell’iniziativa del sindaco Di Girolamo e attendo la missiva inviata per approfondire la proposta di modifica alla normativa che ha stabilito l’assenza del diritto in capo ai familiari ad essere risarciti per la perdita del figlio, solo in ragione del reddito». Così Gianluca Rossi, senatore del Partito Democratico, accoglie l’appello lanciato da Di Girolamo, in merito all’indennizzo negato alla famiglia Raggi. Rossi prosegue: «auspico che il sindaco promuova presto un incontro di tutti i parlamentari umbri, per favorire un’iniziativa legislativa bipartisan e coordinata tra Camera e Senato. Questo argomento – conclude il senatore – può essere occasione di coesione, al di là di ogni appartenenza politica»

@martarosati28

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