domenica 25 settembre 2016 - Aggiornato alle 04:00
24 giugno 2016 Ultimo aggiornamento alle 09:31

Riforma costituzionale, dal M5s a Scelta civica: «No alla schiforma e mandiamo a casa il ducetto Renzi»

Il fronte comprende anche Forza Italia, Lega e Alternativa riformista: «Come i partigiani scendiamo in campo per la Costituzione»

Riforma costituzionale, dal M5s a Scelta civica: «No alla schiforma e mandiamo a casa il ducetto Renzi»
Alcuni rappresentanti del comitato (foto F.Troccoli)

di Dan. Bo.

Da destra a sinistra un solo grido: «Dire no alla ‘schiforma’ costituzionale e mandare a casa il ducetto Renzi». Si sono presentati come il nuovo «Comitato di liberazione nazionale» i rappresentanti del «Coordinamento dei comitati per il No per la difesa della democrazia e della costituzione». Alla sala Partecipazione di palazzo Cesaroni c’erano quasi tutti: dal M5s con Filippo Gallinella a Forza Italia con Fiammetta Modena, dalla Lega con Luca Briziarelli all’Alternativa riformista di Leonardo Triulzi, da Scelta civica con Michele Ricciardi ai comitati delle famiglie per il no dell’avvocato Simone Pillon fino a Tutti per Narni, Alternativa per l’Italia, i consiglieri regionali Claudio Ricci e Sergi De Vincenzi, Programma 101, Umbria next, e Memmt Umbria, che sta per Mosler economic modern monetary theory.

Partigiani «Come i partigiani – hanno detto – scendiamo in campo aperto per difendere la Costituzione e i diritti dei cittadini italiani, che Renzi vorrebbe fossero dei sudditi». A breve sarà annunciato un calendario di iniziative che dovrebbe toccare, assicura Briziarelli, tutti e 92 i comuni dell’Umbria: «Se debitamente informati – spiega – grideranno alto e forte il loro No». Nel mirino dei presenti che si sono alternati al microfono ci sono la grande finanza, i «tecnocrati europei» e grandi banche come «JP Morgan»: «Il tentativo di queste oligarchie – spiegano – di trasformare l’Italia in una colonia verrà sconfitto». «Il ducetto Renzi – aggiunge poi Daniela Di Marco di Programma 101 – insieme al ministro Boschi e Denis Verdini vogliono sventrare la Costituzione e diventare i padroni degli italiani, così noi diverremmo sudditi».

FOTOGALLERY: AL PAVONE IL «NO» DEL PRESIDENTE DELL’ANPI

Modello da esportare «Se la riforma costituzionale entrerà in vigore – hanno aggiunto i presenti -, grazie alla nuova legge elettorale, un singolo partito, magari con un quarto dei voti degli elettori, potrà ottenere la maggioranza assoluta dell’unica Camera che detiene il potere legislativo e concede la fiducia al Governo, e, conseguentemente, espugnare il Governo, occupare la Corte costituzionale e scegliere il presidente della Repubblica: un potere assoluto e senza alcun contrappeso». Per quanto riguarda il Coordinamento, i promotori vorrebbero che il modello umbro fosse esportato anche al di fuori della regione. Tutti uniti per combattere «le colossali menzogne di Renzi. La sua non è una riforma progressista: il nostro No è il vero modernismo».

Il no di Ricci Spiegando la sua adesione Ricci ha indicato tre questioni a sostegno delle ragioni del no: «eliminazione dei contrappesi di potere, fondamentali per la libertà e la democrazia; rischio che un partito, con derive ‘autoritarie’, con solo il 40 per cento dei voti, possa ottenere la gran parte dei seggi eliminando le forme minori di rappresentanza; perdita della funzione principale di indirizzo del Parlamento». «Aderisco quindi – scrive – condividendo ampiamente le ragioni del No e sarò presente oggi a Roma alla concomitante costituzione di uno dei principali comitati nazionali per il NO: un appuntamento fondamentale per la tutela della Repubblica italiana».

Twitter @DanieleBovi

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