mercoledì 28 settembre 2016 - Aggiornato alle 10:33
5 luglio 2016 Ultimo aggiornamento alle 13:19

Rifiuti, raccolta differenziata ferma al 50,6%. Regione: «Multe ai 4 Ati, pronti a poteri sostitutivi»

Per la prima volta da 6 anni dato non cresce. Male Perugia, Terni e Gubbio, bene Foligno e Spoleto. Cecchini: «Troppa frammentazione, lontano obiettivo del 65%»

Rifiuti, raccolta differenziata ferma al 50,6%. Regione: «Multe ai 4 Ati, pronti a poteri sostitutivi»
Operatore al lavoro (foto Fabrizi)

di Ivano Porfiri

Cala la produzione di rifiuti in Umbria ma, per la prima volta da sei anni a questa parte, si ferma la crescita della raccolta differenziata, tanto che la Regione sanziona tutti e quattro gli Ati e convoca i comuni per il 14 luglio dicendosi pronta a «far scattare i poteri sostitutivi». Sono contraddittori i numeri che emergono dalla Certificazione della produzione dei rifiuti urbani e della raccolta differenziata nell’anno 2015, approvata dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore Fernanda Cecchini. I dati sono stati raccolti e elaborati da Arpa Umbria e validati dall’Osservatorio regionale sulla produzione, raccolta, recupero, riciclo e smaltimento dei rifiuti.

Diminuiscono i rifiuti Nel 2015 la produzione complessiva dei rifiuti in Umbria è calata del 2,82 per cento rispetto al 2014, scendendo da 484.483 tonnellate e 470.818. Una contrazione che si riflette sulla produzione pro capite, che scende per la prima volta al di sotto dei 500 kg/abitante equivalente con una media regionale di 493 kg/abitante equivalente (comprensiva di turisti, studenti non residenti, lavoratori fuori sede). Guardando ai singoli Ati, emerge un calo del 4,09 per cento nell’Ati 2 (Perugino), del 2,23 nell’Ati 3 (Folignate e Spoletino), del 3,21 nell’Ati 4 (Ternano), ma in controtendenza un aumento dello 0,89 nell’Ati 1 (Altotevere).

Differenziata si ferma Il dato negativo, o meglio, in chiaroscuro è quello della raccolta differenziata che, dopo una crescita ininterrotta dal 2009 (in cui era al 31,3 per cento) si ferma al 50,6, stesso risultato del 2014. Anche qui i numeri vanno interpretati. Se si prendono i 19 comuni con oltre 10 mila abitanti (nei quali risiedono i tre quarti degli umbri), si registra un calo complessivo dello 0,5 per cento rispetto al 2014. «IL 2015 si caratterizza pertanto – si legge sulla Certificazione – come un anno di inversione di tendenza, nel quale l’incremento della raccolta differenziata in numerosi comuni di piccole dimensioni (in particolare dell’Ati 4), hanno compensato la diminuzione, seppur lieve, dei risultati relativi a comuni, anche di dimensioni significative, che da anni conseguivano risultati di eccellenza».

I più virtuosi Complessivamente, 9 comuni, dei quali 3 sopra i 10 mila abitanti (Umbertide, Todi, Bastia Umbra) hanno superato il 65% di differenziata (nel 2014 erano 13). Altri 33 (dei quali 8 sopra i 10 mila abitanti) hanno superato il 50% (nel 2014 erano 19). Il che dimostra come ci sia stato un livellamento, con il recupero di chi era rimasto indietro e uno stop, se non un passo indietro, di chi era più avanti. In vetta si conferma Bettona con l’81,7% (-0,9% sul 2014), seguita da Attigliano al 77,5% (+19,1), Torgiano 71% (-0,5) e Umbertide 69,2% (-2,7%). Balzo fortissimo anche per Calvi al 51,1% con un +29,1%, Otricoli al 58,3% (+11,6%), Lugnano al 50,3% (+9,1) e Narni al 50,1% (+8,3).

Ati 1: male Gubbio Se si guarda ai singoli Ati, emerge un calo dello 0,9% negli Ati 1 e 2, compensati da un aumento nell’Ati 3 (+1,5%) e 4 (+1,3%). Scendendo ancora più a fondo, nell’Ati 1 si registra un aumento a Città di Castello (al 48,4% con un + 0,6), Gualdo (55,4%) e San Giustino (48,5%), mentre preoccupante è il calo di Gubbio, oggi al 44,4% (-4,3) che 5 anni fa era sopra al 50%. Sorprende la flessione di Umbertide, che resta comunque il più virtuoso dei comuni con oltre 10 mila abitanti in Umbria.

Ati 2: cala Perugia, cresce Assisi Il capoluogo di regione si ferma al 59,3% (-1% sul 2014), cresce Assisi superando finalmente il 50% (51,9%). Per il resto, perdono Corciano (56,8% con -1,9%), Marsciano (63,9% con -3%), Bastia (66,4% con 3,2%). Al lago cala Castiglione (al 53,5% con -0,9%), ma cresce Magione (51,3% con +1,8%).. Todi è pressoché stabile al 66,5%).

Ati 3: bene Foligno e Spoleto Piccoli passi avanti per i due centri principali dell’Ati 3: Foligno raggiunge il 55,1% (+2,8%), mentre Spoleto arriva al 40,2% (+1,1%).

Ati 4: boom ma Terni inciampa E’ l’Ati con crescite maggiori, anche perché partiva da un ritardo quasi atavico: detto di Narni e altri centri minori, anche Amelia fa registrare un +6,1% portandosi al 38,1%. Orvieto fa un passetto (+0,2% portandosi al 39,8%). Perde, invece, il 2,7% Terni passando al 40,5% dal 43,2%. Dato dovuto , però, all’esclusione dal computo dei rifiuti urbani di quote importanti di rifiuti provenienti da commercio, artigianato e industria (fino al 2014 assimilati ai rifiuti urbani).

Cecchini: «Dare attuazione a norme» «Prosegue il trend di costante decrescita della produzione complessiva dei rifiuti, con un calo del 14,5 per cento rispetto al 2010 – sottolinea l’assessore Cecchini – ma i dati confermano l’esigenza di dare piena attuazione alle misure che la Giunta regionale ha già assunto nel gennaio scorso per imprimere un deciso incremento alla raccolta differenziata, tra cui l’obbligo per tutti i Comuni di riorganizzare il servizio e adottare il metodo di raccolta ‘porta a porta’. Dal monitoraggio effettuato in questi mesi, ci attendiamo che nel secondo semestre di quest’anno si raggiunga l’obiettivo del 60 per cento che abbiamo posto per il 2016. Abbiamo messo in campo ogni provvedimento utile a centrare questo traguardo e gli altri obiettivi del Piano regionale per la gestione dei rifiuti».

Sanzioni per gli Ati Nei prossimi mesi, dice l’assessore «daremo avvio ad azioni di sostegno a favore dei Comuni per la realizzazione di ‘centri di riuso’ e, per i Comuni che hanno raggiunto il 65% di raccolta differenziata, per il passaggio a sistemi di tariffazione puntuale volti anche ad aumentare qualità ed efficienza della differenziazione, con contributi complessivi per circa 1 milione di euro. Allo stesso tempo, saranno sanzionati quest’anno tutti e quattro gli Ati, perché nessuno degli Ambiti territoriali integrati in cui è suddivisa l’Umbria ha raggiunto nel 2015 il 65 per cento di raccolta differenziata. L’onere delle sanzioni verrà ripartito dall’Ati tra i Comuni che non hanno conseguito gli obiettivi di raccolta differenziata previsti».

Cause del calo Entrando nel dettaglio dei dati certificati, per quanto riguarda il decremento della produzione dei rifiuti, l’assessore rileva come questo sia «particolarmente significativo, intorno al 4 per cento, negli Ati 2 e 4, dovuto essenzialmente all’esclusione dal computo dei rifiuti urbani da quote di rifiuti di provenienza extradomestica, soprattutto vetro e legno, fino all’anno precedente assimilati ai rifiuti urbani. Questo scorporo ha avuto ripercussioni anche sul dato complessivo di raccolta differenziata su cui ha negativamente inciso – sottolinea – il perdurare di ritardi nella riorganizzazione dei servizi di raccolta in alcune aree del territorio nelle quali non era stata ancora attivata la raccolta differenziata domiciliare. Fa eccezione l’Ati 4 dove, nell’ultimo trimestre del 2015, il gestore unico ha attivato i servizi domiciliari in numerosi comuni di piccole dimensioni nei quali, in precedenza, si praticava la raccolta solo in modalità stradale».

Fare più e meglio Anche Cecchini rileva «una tendenza alla omogeneizzazione dei risultati sul territorio regionale, cioè alla contrazione del ‘gap’ tra i comuni virtuosi e quelli con risultati più modesti che va nella direzione indicata dalla Regione e che emerge anche dal computo dei comuni che hanno superato gli obbiettivi fissati dal Piano regionale». Il provvedimento della Giunta regionale del gennaio scorso «ha sensibilizzato le amministrazioni comunali a rifocalizzare l’attenzione sulla necessità di completare la diffusione dei servizi di raccolta domiciliare sull’intero territorio e, dove la riorganizzazione è già operativa, a fare ancora di più e meglio».

Frammentarietà Dal monitoraggio compiuto negli scorsi mesi di aprile e maggio dagli uffici regionali – dice l’assessore Cecchini – e al quale hanno aderito 73 Comuni su 92, risulta come «solo nell’Ati 4 il gestore unico abbia intrapreso un processo di riorganizzazione dei servizi complessivo e omogeneo su tutto il territorio, che comprende anche l’eliminazione dei cassonetti stradali e l’adozione di un sistema di contabilizzazione delle utenze». Permangono però «incertezze circa i tempi di effettivo completamento della riorganizzazione dei sistemi di raccolta domiciliare nell’intero territorio comunale di Terni» e negli altri 3 Ati permane una situazione di «generale frammentarietà» dei programmi di diffusione della raccolta domiciliare, in particolare nell’Ati 1 dove alcune amministrazioni comunali hanno subordinato il completamento della riorganizzazione alla conclusione della gara per l’affidamento del servizio di raccolta al gestore unico di ambito, ancora in corso. A Perugia si prevede il completamento della riorganizzazione e l’adozione di un sistema di tariffazione puntuale solo nel lungo periodo (fine 2018).

Poteri sostitutivi Ma è «di fondamentale importanza – afferma l’assessore Cecchini – che si faccia presto, in modo da imprimere alla raccolta differenziata, su tutto il territorio regionale, il decisivo incremento in termini di qualità e quantità necessario per ridurre considerevolmente il fabbisogno di smaltimento e cogliere l’obiettivo strategico di giungere al superamento del conferimento in discarica, secondo la tabella di marcia indicata dalla normativa». L’assessore Cecchini, per avere quadro completo dello stato di attuazione della delibera del gennaio scorso della Giunta regionale, la Dgr 34/2016, ha intanto convocato tutti i soggetti interessati per giovedì 14 luglio. «Siamo pronti a far scattare i poteri sostitutivi della Regione – conclude l’assessore – se non si procederà alla riorganizzazione del servizio di raccolta in modo da raggiungere i livelli previsti dal Piano regionale dei rifiuti».

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