mercoledì 28 settembre 2016 - Aggiornato alle 22:28
21 aprile 2016 Ultimo aggiornamento alle 18:16

Revocata posizione organizzativa ad architetto: Comune Giove dovrà risarcire oltre 20 mila euro

Sentenza del tribunale di Terni dà ragione al dipendente che deve essere reintegrato. Cgil: «Denaro pubblico che poteva essere speso per finanziare servizi»

Revocata posizione organizzativa ad architetto: Comune Giove dovrà risarcire oltre 20 mila euro
Un'aula del tribunale di Terni (fotoU24)

di C.F.

L’architetto del Comune di Giove e la Fp-Cgil hanno vinto la causa intentata contro l’ente e il sindaco Alvaro Parca che nel novembre 2013 ha revocato la posizione organizzativa di responsabile dell’area tecnica manutentiva al professionista. La battaglia legale si è conclusa nei giorni scorsi con la pronuncia del giudice del lavoro del tribunale di Terni che ha riconosciuto il diritto al reintegro dell’architetto che dovrà essere risarcito con l’indennità di posizione non versata a seguito della decisione del Comune. In sentenza si indica la cifra di 10.300 euro annui, che dal novembre 2013 a oggi farebbero oltre 25 mila euro, anche se a quanto pare la quantificazione non sarebbe condivisa dal municipio.

Revocata posizione organizzativa ad architetto In particolare, la Fp-Cgil in una nota stampa scrive: «Il dipendente era stato proprio richiesto al Comune di Roma nel 2008 dallo stesso sindaco Parca che ne aveva quindi riconosciuto professionalità, capacità e impegno che per anni lo stesso ha dimostrato. Poi però nel 2012 si registra con un’ingiustificata e brusca inversione dei rapporti con atteggiamenti che miravano a una presunta illegittimità degli atti promossi e sottoscritti dal dipendente, in qualità di responsabile tecnico, fino ad arrivare alla revoca di tale incarico». Sullo sfondo anche un ricorso per mobbing promosso dal sindacato e respinto dal giudice, anche se pure qui è al lavoro il legale della Fp-Cgil, intenzionato a consegnare nuove carte al tribunale.

Cgil: «Sperperato denaro pubblico» In ogni caso la sentenza del tribunale di Terni per il sindacato «produce un giusto risarcimento economico al dipendente per il danno subito oltre alla condanna per l’Ente al reintegro nella funzione nonché al pagamento delle spese legali (1.400 euro, ndr), denaro pubblico – evidenzia la Fp-Cgil – che se solo avesse prevalso il buon senso e il buon governo avrebbe potuto essere speso per finanziare servizi pubblici ai cittadini del Comune, dove invece è stato anche assunto negli ultimi mesi un consulente esterno con con requisiti professionali già in possesso di un lavoratore dipendente dell’amministrazione, che dovrebbe essere pienamente utilizzato».

Sentenza del tribunale di Terni La sentenza, va detto, non sembrerebbe aver chiuso la pratica dell’architetto che per il tribunale di Terni è stato penalizzato dal Comune. Già, perché il sindacato a qualche giorno dalla sentenza denuncia: «Non vorremmo aver capito male, ma Sembrerebbe che atti politici da parte del sindaco e della giunta non rispettino in modo corretto la sentenza del giudice del lavoro, in questo senso stiamo facendo le opportune verifiche e, se accerteremo la mancanza di volontà a cambiare “rotta” nei rapporti con il dipendente, saremo costretti a mettere in campo ulteriori azioni, consentite dalla legge e dal contratto collettivo nazionale di lavoro, nei confronti di chi rappresenta questo ente».

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