giovedì 29 settembre 2016 - Aggiornato alle 05:19
28 giugno 2016 Ultimo aggiornamento alle 10:32

Regione Umbria, Corte dei conti: «Bilancio in ordine, ma attenzione ai crediti verso UM»

La sezione Controllo 'parifica' il rendiconto 2015 pur lamentando la carenza di alcuni documenti. Marini: «Premiata la prudenza e correttezza pur in anni difficili». Centrodestra: «Rischio default»

Regione Umbria, Corte dei conti: «Bilancio in ordine, ma attenzione ai crediti verso UM»
Il presidente Sfrecola legge il giudizio di parificazione sul bilancio della Regione

di Ivano Porfiri

Conti sostanzialmente sotto controllo, specie in una fase non certo facile dal punto di vista economico, ma con alcuni aspetti «critici» che meritano «attenzione». In particolare, il rapporto con Umbria mobilità e la mancata trasmissione di documenti per ricostruire un quadro completo. E’ una pagella con «luci ed ombre» quella emessa dalla sezione Controllo della Corte dei conti dell’Umbria riguardo il rendiconto generale 2015 della Regione, per il quale si è sostenuta l’udienza per cosiddetto “giudizio di parificazione”. Si tratta di quel procedimento, che si ripete ogni anno, volto ad accertare la conformità dei risultati del rendiconto alla legge di bilancio. La presidente Catiuscia Marini al termine ha espresso, comunque, soddisfazione: «Per il quarto anno consecutivo – dice – il giudizio di parificazione dimostra la solidità del bilancio della Regione Umbria»

Conti sotto controllo ma riflettere Secondo il procuratore regionale della Corte dei conti, Antonio Giuseppone, quella della Regione è «una situazione sostanzialmente sotto controllo, ma rispetto allo scorso anno abbiamo avuto modo di evidenziare che sul rendiconto ci sono degli aspetti su cui riflettere. Ci auguriamo che la Regione faccia tesoro dei nostri suggerimenti e dei nostri consigli per la migliore gestione della cosa pubblica». Più che di «preoccupazione», secondo il procuratore, si può parlare di «attenzione» in quanto «aspetti su cui riflettere e su cui migliorare la gestione complessiva della Regione ci sono». In particolare, Giuseppone si riferisce «ai rapporti con le società partecipate, alla gestione e alla quantificazione del valore dei beni immobili di proprietà della Regione, alla gestione del personale, in cui le posizioni organizzative hanno una percentuale ancora elevata». «La Regione – ha aggiunto – ha fatto qualcosa nel corso del 2015 però ancora c’è da fare per ricondurre la gestione sotto i canoni dell’efficienza». Il procuratore ha promesso approfondimenti anche sulla questione dei controlli interni: «non ci danno nessuna segnalazione di irregolarità e quindi o va tutto bene o c’è qualcosa che non va».

Umbria mobilità L’aspetto più critico è il rapporto con Umbria Mobilità, da cui risulta un credito risalente al 2013 di 13 milioni, concesso come anticipazione, e ancora non rientrato. «Qui – per il procuratore – il problema è serio, visto che questa società non sta attraversando un periodo favorevole» pertanto «la procura ha acceso un faro per verificare che non ci siano danni erariali consistenti». Inoltre, sempre su Umbria mobilità, dalla relazione del presidente della sezione controllo della Corte, Salvatore Sfrecola, emerge «l’assenza di documenti di bilancio riferiti a tale esercizio (2014 dato che quelli del 2015 non sono stati trasmessi per nessuna delle partecipate, ndr)» il che «non consente di esprimere alcuna valutazione sullo stato attuale della situazione finanziaria della società».

Documenti in ritardo Sul rendiconto della Regione in generale, Sfrecola dà atto agli uffici di aver assicurato «una costante collaborazione», tuttavia manifesta «preoccupazione» per il fatto che i dati per il giudizio «non vengono consegnati in tempo per avere una completa valutazione». Tra le cause c’è il ritardo nell’approvazione del bilancio (il 21 giugno rispetto al limite del 30 aprile). A mancare è anche la relazione della presidente «sullo stato di attuazione del programma». L’impressione generale sul rendiconto del presidente è che «la considerevole attività posta in essere dalla Regione nel corso del 2015 e i risultati conseguiti si collocano prevalentemente sulla linea dell’attuazione e della implementazione di politiche e programmi già definiti in passato». Sulla riorganizzazione, Sfrecola chiede «più incisivi interventi» specie per il «numero delle posizioni organizzative particolarmente elevato».

Dai conti alla sanità Sui conti, i dati risultano sostanzialmente buoni: in crescita le entrate (+111 milioni la parte corrente e +76 quella in conto capitale), il saldo contabile della gestione finanziaria è positivo per 64 milioni e anche quello dei residui (136 milioni) con un avanzo di amministrazione di 11 milioni. Il limite di indebitamento, afferma Sfrecola, «risulta rispettato». Sul Servizio sanitario regionale, che assorbe oltre la metà dell’intero bilancio, si fa notare che la percentuale degli acquisti centralizzati è rimasta sostanzialmente invariata (51%). In crescita la spesa farmaceutica, sia territoriale (+1%) che ospedaliera (+7%). Anche per il comparto sanitario si lamenta la mancanza di trasmissione di alcuni dati. Detto delle partecipate, lacune si hanno anche per la documentazione sul patrimonio immobiliare della Regione, con il dato positivo però del calo della spesa per le locazioni.

Marini soddisfatta «In questi anni – commenta la presidente Marini al termine del giudizio – abbiamo proseguito il lavoro di razionalizzazione e contenimento della dinamica di spesa. I dati del 2015 confermano, ancora una volta, una gestione regionale improntata alla prudenza e alla correttezza dell’azione amministrativo contabile, sempre ispirata al rispetto dei principi generali di finanza pubblica, quali l’unità, l’equilibrio, la flessibilità, nonché in coerenza con la programmazione regionale. Al termine dell’esercizio 2015 – spiega – tutti i principali indicatori della gestione: capacità di programmazione e gestione, livello di indebitamento e gestione dei flussi di cassa si sono mantenuti a livelli positivi. Sono stati rispettati gli equilibri di gestione, sia di parte corrente che in conto capitale, ed il pareggio di bilancio. Non vi sono state anticipazioni di cassa, tradizionale segnale di solidità economico-finanziaria dell’Ente e abbiamo inoltre una sanità in equilibrio finanziario. Tutto ciò – aggiunge Marini – in un quadro di riferimento economico e finanziario che è stato particolarmente complesso e pesantemente condizionato dagli interventi statali di contenimento della spesa e dalla crisi che ha interessato anche la nostra regione. Siamo comunque riusciti a garantire il rispetto di vincoli sempre più stringenti di finanza pubblica senza incidere sui cittadini e sulla qualità dei servizi». La presidente ha comunque promesso che «terremo conto delle osservazioni avanzate dalla Corte dei conti».

Corretti su UM Su Umbria mobilità, secondo Marini «la Giunta regionale si è comportata responsabilmente per assicurare il funzionamento del servizio pubblico, dell’infrastruttura e la salvaguardia dei livelli occupazionali. Non a caso abbiamo venduto il ramo d’azienda più importante della società ed abbiamo avuto un atteggiamento prudenziale nei confronti del prestito a garanzia del contributo della Regione e a favore delle Provincie di Perugia e Terni, dei Comuni di Perugia, Spoleto e dell’area Ternana che altrimenti non avrebbero potuto garantire il servizio ferroviario ed il trasporto pubblico regionale nelle aree urbane ed extraurbane».

Centrodestra: «Rischio default» Critiche arrivano da esponenti del centrodestra. Per Raffaele Nevi (Forza Italia) «il parere è stato condito da una serie di bordate che solo a ripeterle ci vorrebbe un libro. Certamente ha smontato completamente la propaganda della sinistra che tende sempre a dire che in Umbria abbiamo un sistema perfetto, un modello amministrativo da imitare nel mondo. Personale, sanità, società partecipate, patrimonio pubblico sono tutte partite, dice la Corte, che possono portarci al default in breve tempo». Secondo Marco Squarta (Fd’I), «per quanto riguarda le partecipate, non essendo stati trasmessi i bilanci del 2015, è impossibile valutare l’impatto di società che hanno comunque rosicchiato 28 milioni di euro. Non è stata consegnata una nota integrativa che dia conto del rapporto tra debiti e crediti né il bilancio consolidato». Sulla sanità «da quattro mesi – rileva Squarta – manca l’assessore, non ci siamo ancora con gli acquisti centralizzati né con la spesa farmaceutica ospedaliera e la Asl2 ha sforato il tetto del 138 per cento. C’è modo di razionalizzare le spese senza farsi rubare farmaci di ultima generazione dal ladro di turno armato di piede di porco?».Infine il personale della Regione: «non può esserci un ‘mini-dirigente’ ogni tre dipendenti perché la proporzione non regge e ciò determina un dispendio notevole di risorse. Spesso le consulenze vengono affidate sulla base di requisiti fantasiosi e non in linea con la normativa. Soltanto per sei persone il gabinetto della governatrice utilizza 1,9 milioni di euro».

 

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