giovedì 29 settembre 2016 - Aggiornato alle 20:39
4 giugno 2016 Ultimo aggiornamento alle 15:22

Regione, scontri sulle nomine dei direttori generali: il magistrato chiama in procura gli assessori

L'indagine è stata aperta dopo l'esposto del M5S sulle frasi dell'ex responsabile alla Sanità. Il fascicolo riguarda fatti non costituenti reato. Mercoledì è stato sentito anche Luca Barberini

Regione, scontri sulle nomine dei direttori generali: il magistrato chiama in procura gli assessori
La procura di Perugia

di Enzo Beretta

Il pubblico ministero Paolo Abbritti ha verbalizzato le sommarie informazioni testimoniali resa dai componenti della Giunta regionale dell’Umbria nell’ambito dell’inchiesta relativa alle nomine dei direttori generali della Sanità. Il fascicolo, nato in seguito all’esposto del Movimento 5 Stelle del 22 febbraio, è stato aperto per fatti non costituenti reato. Mercoledì mattina, dopo che nelle scorse settimane erano già stati convocati gli assessori Fabio Paparelli, Giuseppe Chianella, Fernanda Cecchini e Antonio Bartolini, è stato sentito il consigliere Luca Barberini. Quest’ultimo, proprio in seguito a quelle nomine, aveva rassegnato le proprie dimissioni da assessore alla Sanità.

«Irritualità e illegalità delle nomine» Nell’esposto dei consiglieri Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari, presentato in seguito alla conferenza stampa che si è svolta il 18 febbraio nella Sala Partecipazione dell’Assemblea legislativa, è spiegato: «L’assessore dimissionario ha confermato l’irritualità e l’illegalità delle nomine, inopinatamente effettuate dalla Presidente della Regione, Catiuscia Marini, facendo nei fatti intendere che per lei fosse pressoché inutile presentare curricula, come viceversa stabiliscono le norme per le nomine in Sanità, perché, testualmente, ci si sarebbe limitati a un ‘semplice ragionamento‘, mentre occorreva una ‘valutazione più attenta‘». Una versione, questa, smentita con forza dalla governatrice.

Sommarie informazioni testimoniali Gli assessori sono stati ascoltati dal pm e dagli investigatori della guardia di finanza. Massimo riserbo sul contenuto delle dichiarazioni: in ogni modo è stato chiesto loro come si è arrivati alle nomine dei manager. Tra i primi atti della Procura c’è stata l’acquisizione della delibera di Giunta del 16 febbraio. Nell’esposto del M5S vengono indicati i nomi di Andrea Casciari (Usl Umbria 1), Imolo Fiaschini (Usl Umbria 2), Emilio Duca (Azienda ospedaliera di Perugia) e Maurizio Dal Maso (Azienda ospedaliera di Terni).

LA CONFERENZA STAMPA DI LUCA BARBERINI

L’assessore dimissionario Riportiamo le frasi pronunciate dall’ex assessore davanti ai giornalisti, in cui non vengono mai menzionate le parole «irritualità e illegalità delle nomine»: «Se devi fare una valutazione sui curriculum non la fai a mezzanotte o all’una ma in un momento più adatto, con la giusta serenità. E’ mancato il lavoro di squadra. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la nomina dei direttori generali, senza che io potessi partecipare. Io avevo rappresentato la necessità di fermarci un attimo». Ancora: «Mi sono dimesso quando la Giunta ha marciato spedita senza di me e ha nominato i dg, senza necessità, avevamo ancora 15 giorni per fare e per ragionare. Decidere senza l’assessore è stato un atto di arroganza che mi ha ferito. Come sono stati analizzati i curriculum? Io non c’ero e non so cosa sia stato fatto. Hanno marciato spediti in una sorta di prova muscolare, se è stata fatta non lo so, io ho qualche dubbio. Ho avuto la sensazione che il percorso fosse stato in qualche modo costruito, sbaglierò ma non credo. Mi dimetto perché non voglio assumermi responsabilità politiche di scelte fatte da altri».

IL MOVIMENTO 5 STELLE VA IN PROCURA

L’esposto del Movimento 5 Stelle I consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle hanno presentato in via Fiorenzo di Lorenzo «una istanza di intervento e accertamenti urgenti» in merito alle nomine dei direttori generali delle aziende ospedaliere e sanitarie umbre «a seguito delle dichiarazioni rilasciate dall’ex assessore alla Sanità, Luca Barberini». I grillini hanno chiesto di verificare se «nella procedura di nomina siano state commesse violazioni di legge, anche penalmente rilevanti». «Nell’espletamento del proprio mandato istituzionale, onde garantire la trasparenza, l’imparzialità e il buon andamento nell’esercizio dell’azione amministrativa» il M5S ha chiesto alla procura della Repubblica di Perugia di «svolgere le più opportune indagini al fine di stabilire, a seguito delle stesse, se siano state commesse violazioni di legge, anche penalmente rilevanti, nella procedura di nomina dei nuovi direttori generali delle aziende ospedaliere e sanitarie umbre».

La battaglia politica Il fascicolo, come detto, riguarda fatti non costituenti notizie di reato e la convocazione in Procura sembra un atto dovuto. La battaglia politica interna al Pd però intanto continua. Soltanto stamani il portavoce del Centrodestra Claudio Ricci ha detto: «La Sanità regionale, che impegna circa 1,8 miliardi di euro su un totale di bilancio pari a 2,9 miliardi, è da diversi mesi senza un assessore dedicato visto che Luca Barberini non intende rientrare a causa delle nomine dei dirigenti che non sono state ispirate al cambiamento. L’attesa non migliora l’efficienza e i servizi visto che i Livelli essenziali di assistenza sono scesi al decimo posto fra le regioni italiane. O la crisi si risolve con un nuovo assessore oppure occorrerebbe prendere atto che la maggioranza non esiste più e tornare al voto nel 2017».

©Riproduzione riservata

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