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18 aprile 2016 Ultimo aggiornamento alle 13:52

Referendum trivelle, in Umbria niente quorum: al voto meno del 30%. I Sì oltre l’82%

Risultati Comune per Comune: nessuno oltre il 50%: tra le regioni dove si è votato di meno. Record negativo a Cascia e positivo a Lisciano Niccone. Castello, al voto a 104 anni: «Sono sempre andata»

Referendum trivelle, in Umbria niente quorum: al voto meno del 30%. I Sì oltre l’82%
Scrutatore al lavoro in un seggio (foto F.Troccoli)

di Dan.Bo.

Se alle 12 per i sostenitori del sì c’era qualche speranza anche in Umbria, alle 19 che per il quorum servisse un miracolo era abbastanza chiaro. Al voto in Umbria per il referendum sulle trivelle, fallito, è andato meno del 30 per cento degli elettori, per la precisione il 28,4 per cento per un totale di 192.370 persone su 676 mila. Risultato, in nessuno dei 92 comuni è stato centrato il quorum (alle 12 ha votato il 6,7 per cento degli aventi diritto mentre alle 19 il 20,3 per cento). Inutile quindi la schiacciante vittoria dei Sì che, punto più punto meno, in tutta la regione, dalle città più grandi ai comuni più piccoli, si attesta oltre l’80 per cento. Un dato, quello dell’affluenza, che colloca l’Umbria tra le parti basse della classifica: peggio fanno solo Trentino (23,9 per cento), Campania (26,16 per cento) e Calabria (26,74 per cento), mentre il quorum a livello nazionale viene centrato solo in una regione, che ha rivestito una grande importanza nel dibattito delle ultime settimane, ovvero la Basilicata (50,32 per cento), mentre la Puglia di Michele Emiliano, che nel corso della giornata aveva accarezzato l’idea di farcela, non va oltre il 41 per cento.

I numeri Per quanto riguarda la provincia di Perugia l’affluenza è del 28,61 per cento: a Cascia (14,29 per cento), Poggiodomo (16,98 per cento), Cerreto di Spoleto (18,7 per cento) e Giano (19,25) il minor numero di votanti. Dall’alto lato, record a Lisciano Niccone (36,17 per cento), seguito da Paciano (35,62 per cento) e Costacciaro (35,49 per cento). A Perugia l’affluenza si è fermata al 31,38 per cento, mentre per quanto riguarda le principali città della provincia ad Assisi è andato il 30,32 per cento, a Bastia il 29,7, a Città di Castello il 28,78, a Corciano il 30, a Foligno il 31,6, a Gubbio il 26,7, a Spoleto il 25,86, a Todi il 20,59 e a Umbertide il 30,75. In provincia di Terni invece ha votato il 28,23 per cento degli aventi diritto: record negativo a Ferentillo (19,35 per cento) e positivo a Castel Viscardo (32,91 per cento), tallonata da Penna in Teverina (32,87 per cento) e Parrano (32,52 per cento), mentre il capoluogo di provincia ha chiuso al 28,33 per cento.

PROVINCIA DI PERUGIA: RISULTATI COMUNE PER COMUNE
PROVINCIA DI TERNI: IL VOTO COMUNE PER COMUNE

I risultati Alla fine dello scrutinio i Sì  in Umbria vincono con l’82,77% contro il 17,23%. In provincia di Perugia 82,85% contro 17,15%, in quella di Terni 82,54% contro 17,46%.

In Umbria In Umbria erano stati allestiti 712 seggi nella provincia di Perugia mentre nella provincia di Terni si poteva votare in 295 seggi. Agli elettori è stato chiesto di esprimersi col sì o il no su un unico quesito: «Volete voi che sia abrogato l’art. 6, comma 17, terzo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, “Norme in materia ambientale”, come sostituito dal comma 239 dell’art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilita’ 2016)”, limitatamente alle seguenti parole: “per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale”?».

LE RAGIONI DEL SÌ E DEL NO

I precedenti Negli ultimi sedici anni in Umbria il quorum è stato centrato solo in due occasioni: l’ultima volta nel 2011 quando si votò per l’acqua pubblica (59 per cento di umbri alle urne) e nel 2006 sulle modifiche costituzionali (sempre 59 per cento). Alle urne gli umbri sono stati chiamati per referendum altre cinque volte: nel 2000 furono sette i quesiti proposti, dai rimborsi elettorali all’abolizione del voto di lista alla Camera, dai licenziamenti ad altri quesiti che riguardavano il mondo della magistratura (affluenza del 36 per cento); nel 2001 sulle modifiche al Titolo V della Costituzione si espresse il 37 per cento, nel 2003 sulla reintegrazione dei lavoratori illegittimamente licenziati il 28 per cento, nel 2005 sulla procreazione mediamente assistita il 29 per cento mentre nel 2009 sulla legge elettorale quasi il 24 per cento.

LA DIRETTA DELLA GIORNATA

1.00 Parla il Comitato vota Sì: «È stata – scrivono in una nota – una vittoria far parlare il Paese delle scelte energetiche del governo. Da qui in poi non si torna indietro. È una vittoria delle migliaia di cittadini che si sono mobilitati nel corso della campagna con centinaia di iniziative in tutta Italia con la convinzione che il governo debba abbandonare le fonti fossili e investire da subito in una nuova politica energetica fatta di energie rinnovabili e di efficienza energetica. Grazie a questo Referendum finalmente si è imposto nel dibattito pubblico il tema energetico e gli italiani hanno potuto far sentire la loro voce. Il Governo ha già fatto marcia indietro rispetto allo Sblocca Italia intervenendo nella scorsa Legge di Stabilità per recepire gli altri cinque quesiti del Referendum. Questa è stata una grande vittoria di tutti i comitati e delle associazioni che hanno realizzato questo importante risultato. Nonostante la campagna di informazione sul Referendum sia stata ostacolata in tutti i modi, nonostante i continui appelli all’astensione da parte del Premier Matteo Renzi, questa campagna referendaria ha acceso un riflettore sulle lobby del petrolio in Italia e sulle scelte energetiche del Paese e da qui non si potrà più tornare indietro».

00.57 «Il governo avrebbe potuto scegliere l’election day, risparmiando 300 milioni, o darci piu’ tempo per la campagna elettorale». A dirlo è Piero Lacorazza, presidente del consiglio regionale della Basilicata e capofila delle regioni referendarie, replica alle critiche del premier Matteo Renzi. Lacorazza sottolinea però il «buon risultato di aver portato 15 milioni di italiani al voto: Renzi ha garantito in conferenza stampa un cambio di strategia energetica nazionale».

00.55 «Il non raggiungimento del quorum – dice Miguel Gotor, senatore Pd eletto in Umbria – è una classica vittoria di Pirro. Il Pd ha usato in modo strumentale l’astensione pensando di poter giocare con uno dei principali mali delle nostre democrazie, ma questa scelta spregiudicata rischia di rivelarsi un boomerang. In un colpo solo infatti abbiamo contraddetto la tradizione di partecipazione civica dell’elettorato di centro sinistra e l’identità stessa del Pd che è fondata sulla partecipazione dal basso di iscritti ed elettori. I cittadini però non sono pecorelle smarrite e purtroppo per noi temo che se lo ricorderanno nei prossimi appuntamenti elettorali e referendari».

00.49 738 sezioni scrutinate su 1.007: i Sì, per quel che conta, si attestano all’82,79 per cento.

00.12 A proposito dei risultati, a Perugia e Terni quando mancano pochissimi voti da scrutinare i Sì si attestano intorno all’84 per cento.

00.08 I dati finali relativi all’affluenza confermano il piazzamento dell’Umbria nelle parti basse della classifica nazionale: peggio fanno solo Trentino (23,9 per cento), Campania (26,16 per cento) e Calabria (26,74 per cento).

00.02 Per quanto riguarda lo scrutinio delle schede (259 sezioni su 1.007), come prevedibile e in linea con il risultato nazionale i Sì stravincono con oltre l’83 per cento, ma è una vittoria che non avrà alcun effetto.

00.00 In nessun comune della regione è stato superato il quorum.

23.58 Per quanto riguarda la provincia di Perugia affluenza al 28,61 per cento: a Cascia (14,29 per cento), Poggiodomo (16,98 per cento), Cerreto di Spoleto (18,7 per cento) e Giano (19,25) il minor numero di votanti. Dall’alto lato, record a Lisciano Niccone (36,17 per cento), seguito da Paciano (35,62 per cento) e Costacciaro (35,49 per cento). A Perugia l’affluenza si è fermata al 31,38 per cento, mentre per quanto riguarda le principali città della provincia ad Assisi è andato il 30,32 per cento, a Bastia il 29,7, a Città di Castello il 28,78, a Corciano il 30, a Foligno il 31,6, a Gubbio il 26,7, a Spoleto il 25,86, a Todi il 20,59 e a Umbertide il 30,75.

23.52 Complessivamente in provincia di Terni ha votato il 28,23 per cento degli aventi diritto: record negativo a Ferentillo (19,35 per cento) e positivo a Castel Viscardo (32,91 per cento), tallonata da Penna in Teverina (32,87 per cento) e Parrano (32,52 per cento). Il capoluogo di provincia ha chiuso al 28,33 per cento.

23.45 Quando mancano appena due comuni alla fine dello spoglio affluenza si attesta al 28,5 per cento.

23.39 80 comuni su 92: affluenza al 28,4 per cento.

23.33 60 comuni su 92: affluenza al 27,85 per cento.

23.27 Parla Matteo Renzi: «Gli sconfitti – dice – sono quei pochissimi consiglieri regionali e qualche presidente di regione che ha voluto cavalcare quel referendum per esigenze personali, particolari politiche. Per esigenze di conta interna da parte di qualcuno. In questo referendum ci sono dei vincitori e degli sconfitti. Il governo non si annovera nella categoria dei vincitori, ma i vincitori sono gli operai, gli ingegneri. Levo simbolicamente i calici con loro, con quelle 11 mila persone che avrebbero rischiato il posto di lavoro. Ho molto sofferto la scelta di non andare a votare. Ma ho scelto di non votare perché questo era lo strumento più semplice per non mettere in crisi un intero settore. Dopo le divisioni del referendum, tutti insieme, prendendoci per mano, faremo dell’Italia il paese più verde d’Europa».

23.25 48 comuni su 92: affluenza al 27,4 per cento.

23.18 Scrutinati un terzo dei comuni: neanche in Umbria viene centrato il quorum. Affluenza intorno al 28 per cento.

23.11 Scrutinati 12 comuni su 92 (tutti in provincia di Terni): affluenza al 28 per cento.

23.06 Arrivano i primi quattro comuni: affluenza al 30 per cento.

23.00 Si chiudono i seggi, ora è attesa per il dato sull’affluenza.

22.50 Ancora qualche minuto a disposizione per votare negli oltre mille seggi allestiti in Umbria.

20.50 Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha appena votato, a Palermo, per il referendum. Il Capo dello Stato ha votato nel seggio allestito nella scuola statale Piazzi, in via Rutelli, a poca distanza dalla sua abitazione in via Libertà.

20.18 Record a Città di Castello (dove ha votato alle 19 il 20,5 per cento degli elettori), dove al seggio è andata anche una signora di 104 anni, Luisa Zappitelli. La signora Zappitelli, spiega il Comune, è nata l’8 novembre del 1911 e si è recata alle urne anche in questa occasione come peraltro ha fatto, riferisce sempre il Comune, «ininterrottamente» dal 1946. L’anziana, accompagnata dal figlio, Dario Ercolani, si è andata questo pomeriggio al seggio numero 51 presso la scuola elementare «Rignaldello» di viale Franchetti. Dopo aver esibito il documento di riconoscimento ha preso matita e scheda e quindi ha depositato la scheda nell’urna. La signora Zappitelli coltiva da quasi cinquant’anni un hobby particolare, alleva infatti canarini ed ha ottenuto diversi riconoscimenti in ambito nazionale.

20.07 Per quanto riguarda l’affluenza, l’Umbria alle 19 si colloca tra le regioni di coda: dietro solo Trentino (19 per cento), Campania (17,5 per cento), Calabria (18,1 per cento) e Sicilia (19,6 per cento). Tra le regioni che hanno votato di più invece, così a mezzogiorno ci sono Puglia (28 per cento) e Basilicata (22 per cento), Abruzzo (25,5 per cento), Emilia (25,8 per cento), Friuli (25 per cento), Veneto (28,6 per cento).

19.51 In termini assoluti hanno votato 102.576 persone su 498 mila in provincia di Perugia e 34.951 in quella di Terni su 177 mila aventi diritto.

19.46 Così come alle 12, anche alle 19 il dato umbro (20,3 per cento) è più basso rispetto a quello nazionale (23,5 per cento). In provincia di Perugia ha votato il 20,56 per cento degli aventi diritto mentre in quella di Terni il 19,66 per cento. In quest’ultima Montecchio (25,2 per cento) e Parrano (25,6) i comuni dove si è votato di più mentre nel capoluogo Terni alle urne è andato il 29,4 per cento. In quella di Perugia record a Lisciano Niccone (30,5 per cento), mentre in negativo è da segnalare Cascia, dove ha votato alle 19 meno di un elettore su dieci (9,72 per cento). Nel capoluogo di regione alle urne il 22,75 per cento.

19.38 Arriva il dato definitivo delle 19: 20,3 per cento. Il quorum a questo punto pare un miraggio

19.32 78 comuni su 92, affluenza al 19,7 per cento

19.26 56 comuni su 92, il dato non cambia e probabilmente non cambierà fino alla fine: 19,7 per cento

19.21 Scrutinata la metà dei comuni: affluenza al 19,2 per cento. Con questi dati, quorum sempre più lontano

19.18 35 comuni su 92: affluenza al 19 per cento

19.14 25 comuni su 92 (4 in provincia di Perugia): 18,89 per cento

19.09 16 comuni su 92, affluenza al 20,3 per cento (si tratta in tutti i casi di comuni della provincia di Terni)

19.06 9 comuni su 92, affluenza al 20,5 per cento

19.01 Cominciano ad affluire i dati delle 19. Il primo comune a essere scrutinato è Giove, in provincia di Terni (7,3 per cento, appena un punto percentuale in più rispetto alle 12)

18.39 Mentre cresce l’attesa per i dati dell’affluenza che verranno comunicati poco dopo le 19, secondo alcune fonti il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi non andrà alle urne.

18.22 Intanto a meno di 5 ore dalla chiusura delle urne scoppia la polemica tra Pd e Sinistra Italiana. A scatenare le ire dei fuoriusciti dal Pd un post su Twitter di Ernesto Carbone, della segreteria dem: «Prima – scrive – dicevano quorum. Poi il 40. Poi il 35. Adesso, per loro, l’importante e’ partecipare #ciaone». «Che un arrogantello come Ernesto Carbone – replica Marco Furfaro – tratti come una merda me, non è importante. Che tratti così gli italiani che non la pensano come lui, è grave. Andate a votare, perché questa gente proprio non ve la meritate, a prescindere da come la pensate. Non saremo mai così, mai. Perché all’Italia vogliamo bene davvero».

18.10 Beppe Grillo incita ad andare al voto: «Coraggio! Non molliamo! Nel 1999 – scrive -, ultimo referendum per il quale si è votato un giorno solo, alle ore 11 l’affluenza era al 6,7%, fini’ a 49,8% e si votava fino alle 22. Oggi eravamo a 8,3% alle ore 12 ma si vota fino alle 23. Dai che ce la possiamo fare! Telefonate, mandate messaggi, accompagnate nonni e genitori alle urne». 17.35 Nel pomeriggio di domenica è andato a votare a Pesaro, appena rientrato da una missione istituzionale in Cina, anche il presidente delle Marche Luca Ceriscioli (Pd). Ceriscioli nei giorni scorsi aveva annunciato il suo «sì» al quesito residuale sulle trivellazioni già in essere e la durata delle loro concessioni. Un sì arrivato dopo l’accordo fra Governo e Regioni che ha consentito di superare gli altri 5 quesiti sul tema, promossi anche dalla Regione Marche. Quanto alla presidente dell’Umbria Catiuscia Marini, tornerà domani in Italia dopo il viaggio in Sudafrica e Malawi al quale sta partecipando una delegazione composta anche dal cardinale Gualtiero Bassetti e dall’assessore Edi Cicchi del Comune di Perugia. 17.00 Il presidente della Campania Vincenzo De Luca non ha dubbi: «Sul referendum di oggi – ha detto domenica – sapete come la penso: per me è una palla. Quello che conta e’ il prossimo, quello di ottobre». 16.34 «Il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi – si legge in un comunicato della Presidenza del Consiglio – renderà dichiarazioni alla stampa a Palazzo Chigi oggi, domenica 17 aprile, alle ore 23,05». 16.33 Intanto continuano le prese di posizione del mondo politico: Corrado Passera ha detto che «oggi sono andato a votare il referendum perché considero un dovere partecipare alla vita democratica del Paese». 16.20 Sempre per quanto riguarda l’affluenza, in provincia di Perugia i dati più alti sono quelli di Lisciano Niccone (8,8 per cento), del capoluogo (7,9 per cento) e di Foligno (8,14 per cento). Per quanto riguarda quella di Terni invece Castel Giorgio (8,6 per cento), Montecchio (8,49 per cento), Penna in Teverina (8,16 per cento) e Porano (8,13 per cento). 16.00 Per quanto riguarda i dati dell’affluenza relativi alle 12 (il prossimo sarà comunicato alle 19) la percentuale dell’Umbria è più bassa di quella nazionale (8,35 per cento). Al momento le regioni con i dati più alti sono due di quelle direttamente coinvolte, ovvero Puglia (11,4 per cento) e Basilicata (10,9 per cento).  

14.43 Boldrini «La partecipazione è un valore. Questa mattina ho votato per il #referendum sulle #trivelle», ha detto in un tweet la presidente della Camera Laura Boldrini.

14.05 Meloni «Invitando all’astensione Renzi vuole che questo referendum fallisca. Credo che vada criticato perché questo governo vuole sempre fare gli interessi delle grandi concentrazioni economiche e delle lobby contro i diritti dei cittadini italiani». Lo ha detto il candidato sindaco a Roma di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni.

13.11 Bertolaso «Questa mattina ho esercitato il mio diritto e dovere di cittadino, nonostante l’invito all’astensione di Matteo Renzi che, come tutti sappiamo, ha poca dimestichezza con le votazioni essendo un premier abusivo mai eletto dagli italiani». Così Guido Bertolaso, candidato sindaco di Roma per Forza Italia.

13.06 Grasso «Rispetto ogni posizione ma sono affezionato all’idea di esprimere un voto quando, da cittadini, siamo chiamati a farlo». È il commento su Twitter del presidente del Senato Pietro Grasso dopo il suo voto.

12.21 Salvini Anche il leader della Lega Nord Matteo Salvini a votare. «Se si raggiunge il quorum? Gli elettori sono tutti adulti, vaccinati e informati, quindi e’ una libera scelta. Già ci sono pochi spazi di democrazia se poi non si colgono questi pochi spazi vuol dire che decidono i petrolieri, i banchieri, gli amici degli amici di Renzi».

11.56 Brunetta «Ho votato no. Andiamo tutti a votare, la partecipazione è fondamentale per mandare a casa Renzi». Così sul suo profilo Twitter Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, con tanto di foto del momento del voto.

11.41 Grillo Anche Beppe Grillo si è presentato al seggio per votare senza però rilasciare dichiarazioni. Era in compagnia di sua moglie. Agli scrutatori ironicamente avrebbe detto prima di entrare: «Il voto è ancora segreto, giusto?».

11.30 Fassina «Ho trovato molto grave l’invito del presidente del Consiglio ma anche le riflessioni e i giudizi così negativi dell’ex presidente Napolitano perchè il voto è un diritto e chi copre incarichi istituzionali deve sempre promuovere la partecipazione». Sono le parole di Stefano Fassina, leader di Sinistra Italiana e candidato sindaco di Roma dopo essersi recato al seggio.

12.35 Arrivano i primi datti ufficiali sui Comuni della provincia di Terni. Dei 177.703 elettori totali alle 12 hanno votato 11.789, con una percentuale del 6,634 per cento. Picco di voti nel Comune di Terni con 5.838 cittadini che già si sono recati al seggio, a seguire numeri alti anche per Orvieto con 1.138 voti. Record negativo a Polino dove hanno votato fino ad ora 9 persone. I dati regionali invece vedono al momento 86 Comuni su 92 con una percentuale di 6.65.

11.18 Di Maio «Io ho votato, ma avete notizie di Renzi?». Sceglie il proprio profilo Facebook Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera dei Deputati in quota Cinque Stelle, per un primo commento sul referendum. Di Maio ha votato nel seggio a Pomigliano d’Arco.

10.50 Il governatore Emiliano «Prima andate a votare e poi andate al mare». Così il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, tra i primi a commentare il referendum sulle trivelle. Emiliano ha votato alle 9 a Bari. «E’ una giornata pericolosa per il referendum, perché c’è il sole e la gente è invogliata ad andarsene al mare. Ma prima bisogna andare al seggio e poi partire per una gita».

12.09 Cominciano ad arrivare i primi dati sull’affluenza, ancora molto parziali: in 18 comuni dell’Umbria su 92 la partecipazione si attesta al 6 per cento, ma il dato potrebbe oscillare in modo sensibile.

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  • Romina

    paese di pagliacci…

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