giovedì 29 settembre 2016 - Aggiornato alle 17:15
15 luglio 2016 Ultimo aggiornamento alle 18:15

Raccolta differenziata, tanti comuni inadempienti. Cecchini: «Tutti devono arrivare al 65% nel 2017»

Riunione della task force sui rifiuti: «Vogliamo evitare di esercitare poteri sostitutivi ma serve impegno». Semplificazione: «Verso i gestori unici negli Ati»

Raccolta differenziata, tanti comuni inadempienti. Cecchini: «Tutti devono arrivare al 65% nel 2017»
La riunione della task force sui rifiuti

«Nella delibera del gennaio scorso è previsto che la Regione eserciti i poteri sostitutivi per i Comuni inadempienti che non riorganizzino i servizi di raccolta in modo da effettuare o completare la riorganizzazione dei servizi di raccolta domiciliare dei rifiuti. È un passaggio che dobbiamo e vogliamo scongiurare, anche perché i nostri Comuni sono da sempre ‘sani’ e collaborativi. E, se è vero che sono previste sanzioni per chi non raggiunge il 65% della raccolta differenziata, a sostegno dei Comuni abbiamo destinato risorse e collaborazione». Con queste parole, l’assessore Fernanda Cecchini, sembra voler dire che la pistola è carica ed è sul tavolo, ma la Regione la sceglie – per ora – solo come mezzo di persuasione verso chi non ha rispettato gli impegni sulla raccolta differenziata. E, stando ai dati relativi al 2015, sono parecchi.

Task force riunita A circa sei mesi dalla delibera della Giunta regionale che definisce le azioni per l’accelerazione dell’incremento della raccolta differenziata dei rifiuti in Umbria, l’assessore regionale all’Ambiente, Fernanda Cecchini, ha riunito nella sede dell’assessorato la “task force” tecnica istituita per fornire alla Giunta regionale informazioni puntuali e tempestive sullo stato di attuazione delle misure previste. Ne fanno parte i rappresentanti dell’Auri (Autorità umbra per rifiuti e idrico), dei quattro Ati (Ambiti territoriali integrati), dei Comuni proprietari di impianti di trattamento e smaltimento dei rifiuti (Perugia, Città di Castello, Magione, Foligno, Spoleto, Terni, Orvieto e Gubbio), dell’Arpa-Agenzia per la protezione ambientale Umbria, dell’Osservatorio regionale sulla produzione, raccolta, recupero, riciclo e smaltimento dei rifiuti, dirigenti e tecnici regionali. Presenti, fra gli altri, il presidente dell’Auri e sindaco di Corciano Cristian Betti, il direttore di Arpa Walter Ganapini, il sindaco di Magione Giacomo Chiodini, gli assessori all’Ambiente dei Comuni di Terni, Emilio Giacchetti, di Spoleto, Vincenza Campagnani, e di Città di Castello, Massimo Massetti.

Obiettivo evitare termovalorizzatore Nel corso della riunione, in particolare, è stato fatto il punto. «In questi anni – ha sottolineato l’assessore Cecchini – abbiamo fatto molto e abbiamo conseguito risultati importanti, di gran lunga migliori che altrove in termini di raccolta differenziata, ma dobbiamo fare ancora di più e meglio per raggiungere il traguardo minimo del 60% che abbiamo posto per il 2016 in tutti i Comuni, con l’obbligo di adottare ovunque il metodo di raccolta ‘porta a porta’ e salire al 65% nel 2017 e a superare il 72 per cento nell’anno successivo. L’obiettivo strategico che ci siamo dati – ha ricordato – è quello di giungere al superamento del conferimento in discarica, abbattendo anche la quantità di rifiuti prodotti. Presupposto indispensabile per scongiurare definitivamente la realizzazione in Umbria di un termovalorizzatore, come previsto dall’articolo 35 dello Sblocca Italia, e al quale la Regione si è opposta sulla base dei dati certificati della produzione dei rifiuti e degli obiettivi del Piano regionale, prevedendo anche intese interregionali per lo smaltimento».

Governance Se la situazione per quanto riguarda raccolta e trattamento dei rifiuti è «diversificata e non ancora soddisfacente», dal punto di vista del «governo del sistema il panorama attuale – ha rilevato inoltre l’assessore Cecchini – si va normalizzando. In particolare, per quanto riguarda la ‘governance’ sui rifiuti, si è insediata l’Auri cui spetta di predisporre il piano di ambito regionale e si sta andando nella direzione auspicata, verso la semplificazione e il superamento della frammentazione esistente, la parte più fragile del sistema, passando da una quindicina di società di gestione dei rifiuti a quattro, una per ogni Ambito. È perciò il momento di dare forza e gambe a tutte le azioni che abbiamo definito, strategiche per il futuro delle nostre scelte».

Tariffa puntuale Nel corso della riunione della “Task force”, il direttore regionale all’Ambiente Ciro Becchetti e il dirigente del Servizio Qualità dell’ambiente e rifiuti, Andrea Monsignori, hanno illustrato le attività degli uffici regionali propedeutiche all’introduzione della “tariffa puntuale” per la quale si prevede un contributo regionale a favore di quei Comuni che hanno raggiunto l’obiettivo del 65% della raccolta differenziata. A settembre è prevista inoltre la pubblicazione di un bando per selezionare i Comuni che potranno beneficiare di un contribuito per l’attivazione di centri di riuso.

Appuntamento a settembre La “task force” tecnica continuerà nel suo lavoro di monitoraggio e valutazione, anche con il coinvolgimento dei gestori del servizio, su tutti gli aspetti legati alla gestione dei rifiuti, compresa l’impiantistica, al fine di avere un quadro chiaro e completo di tutti i punti di forza e debolezza. «A settembre, sui risultati di questa attività della task force organizzeremo iniziative di confronto – ha detto l’assessore Cecchini – con istituzioni, amministrazioni locali, le associazioni più vocate per queste tematiche affinché ognuno possa dare il proprio contributo per il raggiungimento degli obiettivi strategici».

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