sabato 1 ottobre 2016 - Aggiornato alle 01:49
30 maggio 2016 Ultimo aggiornamento alle 12:39

Pusher da rimpatriare ma ha una figlia piccola: il giudice dice sì e viene portato in Tunisia

Il 31enne è stato arrestato per ben cinque volte. La sua nuova compagna cerca di fermare l'espulsione

Pusher da rimpatriare ma ha una figlia piccola: il giudice dice sì e viene portato in Tunisia

Ha provato a fermare le pratiche per il rimpatrio attraverso le sue relazioni familiari. Un tunisino 31enne, considerato uno degli spacciatori più attivi di Perugia, stavolta non è riuscito a fermare la decisione del giudice e quindi i poliziotti lo hanno scortato prima all’aeroporto e poi in Tunisia.

Il caso della figlia Del resto il curriculum criminale di D.T. è significativo: dal 2008 ha la sua base operativa in zona stazione e già per cinque volte gli investigatori dell’antidroga sono riusciti ad ammanettarlo e a portarlo in carcere. Per la sua attitudine a delinquere era stato segnalato all’Ufficio immigrazione della questura affinché si procedesse all’espulsione. Quando è uscito dal carcere l’ultima volta, però, non è stato possibile rimpatriarlo poiché è risultato padre di una bimba, avuta da una giovane folignate. Da qui tutta la trafila per avere l’assenso per allontanarlo dal territorio nazionale. Di recente, proprio nell’interesse della minore, è stato disposto che il padre, non convivente da tempo con la piccola, debba essere rimpatriato, in esecuzione del provvedimento del tribunale di Sorveglianza, che dispone l’espulsione quale misura accessoria, per pericolosità sociale, alla condanna per spaccio di stupefacenti.

La nuova compagna Si è quindi pianificato il suo rimpatrio e predisposto anche un servizio di scorta sino in Tunisia. Nei giorni scorsi, dopo che il 31enne era stato rintracciato dalla squadra mobile, quando stava per partire, in questura si è presentata una giovane di Urbino, studentessa a Perugia, intenzionata a bloccare il rimpatrio in quanto asseriva di essere la sua attuale convivente. Le è stato spiegato che questo nuovo rapporto non poteva bloccare l’esecuzione dell’espulsione, anche se potrebbe consentire di ottenere in futuro una autorizzazione degli enti competenti a far ritornare il suo compagno a Perugia.

©Riproduzione riservata

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