mercoledì 28 settembre 2016 - Aggiornato alle 02:03
4 agosto 2016 Ultimo aggiornamento alle 16:41

Punto Sos Anti Equitalia del M5s: «Analisi su 960 mila euro di cartelle, 25 per cento non era dovuto»

Primo bilancio per lo sportello di Foligno, Carbonari: «Rateizzato il 22 per cento»

Punto Sos Anti Equitalia del M5s: «Analisi su 960 mila euro di cartelle, 25 per cento non era dovuto»
Carbonari e Liberati (foto archivio F.Troccoli)

«Il punto di ascolto Sos AntiEquitalia di Foligno ha analizzato cartelle esattoriale per circa 960 mila euro, di cui quasi 240 mila euro sono risultati prescritti o decaduti», in pratica un euro ogni quattro richiesti non era dovuto. Questi alcuni dei dati illustrati giovedì mattina a Palazzo Cesaroni dai consiglieri regionali Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari, che nella sede del M5s di Foligno hanno attivato il servizio gratuito.

I risultati del Punto Sos Anti Equitalia «Lo sportello ha ottenuto risultati molto importanti – ha spiegato la Carbonari – consentendo, in meno di un anno, e utilizzando soltanto lavoro volontario, di respingere le ingiuste pretese di Equitalia. Il 25 per cento delle richieste analizzate (cartelle esattoriali per 960 mila euro relative a circa 100 contribuenti) sono risultate prescritte o decadute per un ammontare di circa 239 mila euro, in questo modo i cittadini hanno evitato di pagare cifre non dovute. Un altro 22 per cento delle cartelle, per circa 214 mila euro – ha proseguito l’esponente del M5s – sono state rateizzate. Abbiamo dato una piccola speranza a cittadini e imprenditori che entrano in crisi quando si vedono recapitare una cartella Equitalia, che può portare a ipoteche e fermo amministrativo, anche perché come emerso molte cartelle sono state recapitate a cittadini, artigiani e imprese ma non dovevano neppure essere spedite, dato che il presunto debito risale a periodi ben oltre quelli di decadenza e prescrizione».

«Un euro su quattro non era dovuto» Ergo: «Si prefigura più un accanimento che un sistema che consenta di mettere i contribuenti in condizione di pagare quanto dovuto, senza gravarli di imposte, interessi e agio di riscossione, cumulando così somme impossibili da far ritornare nelle casse dello Stato». Sullo sportello Sos AntiEquitalia, il capogruppo Liberati ha parlato di «felice intuizione del M5S» per poi attaccare: «Siamo attivi per la tutela del risparmio dei cittadini verso gli istituti di credito e le cooperative che investono in titoli ad alta volatilità, che pregiudicano le stesse imprese. E’ necessario agire sugli istituti di credito regionali, verso i quali abbiamo inoltrato molte denunce, anche alla Banca d’Italia, che però non hanno trovato seguito. Uno su tutti, il caso CrediUmbria, il cui presidente si era fatto rimborsare numerosi gratta&vinci: la nostra interrogazione è stata dichiarata inammissibile.

Liberati chiede verifiche su investimenti Coop E poi: «Sembrano esserci forme di impunità che coprono alcune banche ed è quindi necessario che si attivino gli organi di vigilanza. Altra questione – ha proseguito Liberati – riguarda Coop centro Italia, al centro di una serie di inchieste giornalistiche secondo cui sarebbero stati forti e ingenti gli investimenti sul Monte dei Paschi, anche dopo il caos del 2014. Investimenti, questi, che oggi si sarebbero drasticamente svalutati, passando da 170 a 5 milioni di euro. Abbiamo chiesto alla Regione di verificare tutto questo, visto che la Coop dà lavoro a migliaia di persone, come una grande industria. Non vorremmo trovarci di fronte all’ennesima crisi aziendale e capire invece perché Coop ha deciso di  investire in Mps».

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