domenica 25 settembre 2016 - Aggiornato alle 10:51
1 maggio 2016 Ultimo aggiornamento alle 13:07

Primo Maggio, cardinale Bassetti: «Precarietà iniqua ferisce l’anima dei giovani»

Celebrato il Giubileo del mondo del lavoro con breve 'pellegrinaggio' a Perugia. L'arcivescovo: «L'assenza di lavoro è dramma sociale»

Primo Maggio, cardinale Bassetti: «Precarietà iniqua ferisce l’anima dei giovani»
Fedeli in Cattedrale per lil giubileo dei lavoratori

«L’Anno giubilare ci esorta a una riscoperta del significato profondo del valore del lavoro. Ci invita, ad impegnarci per risanare le ingiustizie presenti nel mondo del lavoro. E ci chiama a salvaguardare, sempre, la dignità della persona umana». Il cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti ha celebrato nella cattedrale di San Lorenzo in Perugia, il 1° maggio, il Giubileo diocesano del mondo del lavoro.

Pellegrinaggio I rappresentanti delle organizzazioni cattoliche dei lavoratori con le loro famiglie si sono ritrovati in piazza Matteotti per la preghiera giubilare iniziale guidata da monsignor Fausto Sciurpa, direttore dell’Ufficio diocesano per i problemi sociali e il lavoro. In piazza sono stati salutati dal cardinale Bassetti, che li ha poi accolti in San Lorenzo al termine del loro pellegrinaggio penitenziale con l’attraversare la Porta Santa e il confessarsi. Tra i confessori c’era anche il cardinale Bassetti, che nell’omelia ha richiamato l’attenzione dei fedeli su tre espetti del lavoro: il lavoro a servizio dell’uomo e l’uomo non a servizio del lavoro; la fragilità sociale dovuta dal perdurare delle crisi economica con gravi ricadute sull’occupazione; il rapporto “lavoro-famiglia” vissuto come una risorsa educativa.

L’omelia «Innanzi tutto – ha evidenziato il cardinale – bisogna avere la piena consapevolezza che il lavoro è a servizio dell’uomo e l’uomo non è a servizio del lavoro. Il lavoro non può essere ridotto a pura tecnica o a mera ricerca del profitto “costi quel che costi” perché il lavoro ha una dimensione esistenziale che parla al cuore dell’uomo. Nel lavoro, infatti, il soggetto principale è sempre la persona umana: con le sue aspirazioni e i suoi limiti, i suoi progetti e le sue fatiche, i suoi desideri e i problemi che la tormentano. Il lavoro, pertanto, non può mai essere sganciato da questa dimensione, al tempo stesso, umana e sacrale della persona e non può essere mai ridotto soltanto ad una dimensione utilitarista o, peggio ancora, di sfruttamento dell’uomo sull’uomo. San Giovanni Paolo II considerava una grazia del Signore essere stato un operaio e di aver potuto sperimentare sulla sua pelle le difficili condizioni della fabbrica. Papa Francesco ha denunciato in ogni modo l’iniquità e l’iniquità di “un’economia che uccide” e ha ricordato in più occasioni e con grande forza il legame strettissimo che unisce il lavoro e la dignità della persona. Al lavoro, dunque, sono inscindibilmente connessi una dignità e un valore che non devono mai e in nessun modo essere calpestati».

Precarità ferisce giovani Nel soffermarsi sulla «perdurante crisi economica», il presule ha sottolineato quanto oggi «la nostra società, al di là di ogni apparenza, è attraversata da nuove povertà e soprattutto da una intrinseca fragilità. Una fragilità che si riverbera in modo preoccupante sulle nuove generazioni. Non possiamo chiudere gli occhi, infatti, davanti alla precarietà lavorativa a cui sono costretti i nostri giovani. Si tratta, è importante dirlo con chiarezza, di una precarietà iniqua che ferisce mortalmente l’anima di questi giovani. E proprio per la gravità di questa situazione, occorre l’impegno di tutti, istituzioni e imprenditori, a contrastare il precariato che impedisce a tanti giovani di realizzare il proprio progetto di vita».

Assenza lavoro è dramma sociale Sul “rapporto lavoro-famiglia” il cardinale ha speso queste parole: «La famiglia rappresenta la chiave di volta di tutta l’organizzazione sociale e lo specchio dello stato di salute della nostra società. Per una famiglia, infatti, il lavoro non è soltanto il sostentamento – che è ovviamente fondamentale – ma è anche una risorsa educativa, un’occasione di crescita comunitaria, di maturazione nella collaborazione e nella condivisione. Due aspetti sono cruciali nel rapporto tra lavoro e famiglia. Il primo riguarda l’assenza del lavoro. Il secondo si riferisce alla dimensione del tempo. Una famiglia dove manca il lavoro è un realtà dove manca l’armonia e il pane. L’assenza di lavoro nelle famiglie è un autentico dramma sociale che constato con mano ogni giorno della mia vita di pastore. Le lacrime delle donne e degli uomini che non hanno un’occupazione o che l’hanno persa, sono le lacrime di Gesù. Sono le lacrime del Padre verso i figli. Verso quei figli che pensano di essere dei falliti e che in alcuni casi, disperati, giungono perfino a togliersi la vita. Tutto questo è inaccettabile. E in quest’anno giubilare, dove giustizia e misericordia si fondono insieme, questo dramma non può passare in secondo piano. Il secondo aspetto è la dimensione del tempo. Siamo nella situazione opposta: quella in cui le famiglie vivono per il lavoro e assomigliano a dei “nomadi produttivi”. Nella maggior parte dei casi sono “costretti” da orari di lavoro sempre più oppressivi e stressanti. In altri casi, sono conquistati dal desiderio del successo e dalla volontà di affermazione. In entrambi i casi bisogna fermarsi un attimo a riflettere. Perché occorre fare grande attenzione al tempo e alla qualità del tempo che si dedica alla famiglia. Le relazioni umane vanno coltivate, vanno fatte crescere con amore e dedizione e soprattutto hanno bisogno del tempo di Dio, della preghiera comune, del discernimento comunitario e della festa. Non possiamo dimenticarci del tempo della festa! Una festa che va riumanizzata e santificata».

©Riproduzione riservata

COMMENTA LA NOTIZIA

Attezione!

Per commentare puoi loggarti con l'account social che preferisci, facebook, twitter, google plus, oppure creare un nuovo account sulla piattaforma disqus.
Leggi la guida su come inserire un commento ed interagire con la community.

// CONDIZIONI GENERALI DI UTILIZZO

Condividi

banner 300x250
banner 300x250
banner 300x250
banner 300x250