venerdì 30 settembre 2016 - Aggiornato alle 12:02
16 maggio 2016 Ultimo aggiornamento alle 13:47

Povertà, ecco come funziona il nuovo sussidio: pronti per l’Umbria 8,2 milioni di euro per il 2016

Stabilita la ripartizione del Sia tra le regioni, ma si discute ancora sui criteri. Regione potrebbe integrare 1,2 milioni. Escluse famiglie con auto di cilindrata sopra 1.300

Povertà, ecco come funziona il nuovo sussidio: pronti per l’Umbria 8,2 milioni di euro per il 2016
Pasti somministrati in Caritas

di Ivano Porfiri

Saranno oltre 8 milioni le risorse per le famiglie povere assegnate all’Umbria per il 2016 attraverso il “Sia”, il nuovo sussidio che sta per essere varato dal governo. La ripartizione viene riportata in allegato allo schema di decreto attuativo oggetto del confronto di giovedì scorso in Conferenza delle Regioni con il ministro del Welfare Giuliano Poletti.

Il Sia Il Sostegno per l’inclusione attiva è una misura attiva di contrasto alla povertà che, sulla base della sperimentazione attu​​ata nelle grandi città, nel 2016 verrà estesa a tutto il territorio nazionale. Di fatto, è il nuovo «sussidio» economico a nuclei familiari in condizioni economiche di estremo disagio, nei quali siano presenti minorenni, subordinato comunque all’adesione a un progetto di attivazione sociale e lavorativa.

DIBATTITO SUL REDDITO DI CITTADINANZA

Come funziona Per il Sia il governo ha destinato 750 milioni di euro per il 2016 a livello nazionale, ma devono essere i Comuni «coordinandosi in Ambito territoriale» ad associare al trasferimento monetario un «progetto personalizzato di intervento dal carattere multidimensionale che coinvolga tutti i componenti della famiglia, con particolare attenzione ai minorenni». Il progetto di presa in carico sarà predisposto dai servizi sociali in rete con i servizi per l’impiego, i servizi sanitari e le scuole, nonché con soggetti privati attivi nell’ambito degli interventi di contrasto alla povertà. Le famiglie saranno tenute ad aderire al progetto, impegnandosi ad attivarsi nella cura dei figli (scuola, salute, ecc.) e a partecipare a interventi mirati alla ricerca attiva di lavoro, quali tirocini, borse lavoro, formazione. L’obiettivo è il superamento della condizione di povertà e la graduale riconquista dell’autonomia.

Decreto attuativo Nel decreto attualmente in fase di discussione (la Conferenza redigerà un parere e poi ci sarà il varo da parte del governo), si stabiliscono la ripartizione del fondo tra le regioni e i criteri di assegnazione. Per quanto riguarda la prima, viene effettuata sulla base dell’incrocio di tre parametri: quota di popolazione in povertà assoluta, quota di popolazione in condizione di grave deprivazione materiale e quota di popolazione con intensità lavorativa molto bassa (tutte calcolate nella media degli anni 2012-2014).

Dati per l’Umbria Per ciò che riguarda l’Umbria, in povertà assoluta risulta l’1,2% della popolazione ovvero  (considerando che nel 2014 c’erano 894.762 residenti) 10.737 persone, in condizione di grave deprivazione lo 0,9% cioè 8.052 persone e a bassa intensità lavorativa l’1,1% delle famiglie ovvero 3.446 sulle 382.923 totali. Questi dati fanno assegnare all’Umbria 8.238.802 euro dei 750 milioni complessivi. Nel decreto si specifica comunque che le Regioni possono integrare il fondo. La presidente Catiuscia Marini ha già sottolineato come «la Regione Umbria ha già adottato un provvedimento di lotta alle povertà e per l’inclusione sociale che è stato pensato quale strumento integrativo delle politiche nazionali, consentendo così l’allargamento della platea dei beneficiari dei sostegni e aiuti economici». Si tratta del ‘Reddito di inclusione attiva’ varato di recente e finanziato con 1,2 milioni.

Criteri di assegnazione Tornando al Sia, mentre sulla ripartizione l’equità è demandata a dati oggettivi, per i criteri la discussione è ancora in corso. Ad esempio si stabilisce che il sussidio sarà di 80 euro al mese per famiglie con un solo membro, 160 per due membri, 240 per tre membri, 320 per quattro, 400 per cinque o più membri. Questo tetto dei cinque, ad esempio, è uno degli aspetti contestati. Tra i requisiti previsti per l’accesso al sussidio la presenza di un figlio minorenne o un disabile nella famiglia. Tra i criteri economici, invece, un Isee inferiore ai 3 mila euro, il non beneficiare già di Naspi o Asdi (assegno di disoccupazione), ma anche il non aver comprato un’auto nuova nei 12 mesi precedenti o di possedere una vettura di cilindrata superiore a 1.300 cc o moto sopra i 250 cc.

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