domenica 25 settembre 2016 - Aggiornato alle 21:05
16 maggio 2016 Ultimo aggiornamento alle 13:15

Polo universitario Terni, sindaco: «Polemica esasperata». Paparelli: «Gli 11 mln saranno spesi»

A replicare all'associazione anche Cavicchioli: «Confronto costruttivo senza pregiudiziali»

Polo universitario Terni, sindaco: «Polemica esasperata». Paparelli: «Gli 11 mln saranno spesi»
Facoltà di ingegneria di Terni

«Suscita sconcerto la china conflittuale e di rivendicazione esasperata che sembra aver preso l’associazione culturale Per Terni città universitaria. La strada della polemica intrapresa va oltre il reciproco rispetto». Questa la dura replica del primo cittadino della Conca Leopoldo Di Girolamo a chi ha innescato il dibattito sul polo universitario ternano. L’associazione è tornata sul tema anche di recente, nonostante le rassicurazioni del rettore e della governatrice dell’Umbria, accolte positivamente dall’Udu.

Il sindaco Di Girolamo «L’associazione alla cui fondazione ed operatività ho dato io stesso un contributo fattivo prima di essere eletto sindaco – rivendica Di Girolamo – si era distinta per aver messo in piedi numerose iniziative, anche di grande spessore scientifico, tendenti a dare un contributo alla vita culturale della città e avanzare proposte che favorissero il consolidamento e la qualificazione del polo universitario ternano-narnese, ma il clima generato  negli ultimi tempi non aiuta certo la soluzione dei problemi. Le nuove regole sui decentramenti universitari imposte dalla legge Gelmini e i tagli rilevanti al Fondo di finanziamento ordinario (18,7%) – denuncia il sindaco – hanno reso critica la situazione delle Università, portandola a scelte dolorose. In conseguenza di quella riforma i corsi di laurea triennali sono diminuiti di oltre il 30% e quelli specialistici di oltre il 25%. A subire queste chiusura sono stati soprattutto i corsi nelle sedi decentrate. Di queste il 34% ha subito una chiusura totale e le altre, come è successo a Terni e Narni, hanno avuto un ridimensionamento».

Consorzio per lo sviluppo del polo universitario E poi: «In questo quadro di difficoltà le istituzioni, con il contributo della Fondazione Carit, hanno confermato il loro impegno per il mantenimento e la qualificazione della offerta formativa del Polo ternano. Lo hanno fatto con lo strumento del Consorzio dedicato e anche attraverso un impegno diretto della Regione che, fra le pochissime in Italia, ha coperto integralmente i costi dal diritto allo studio, facilitando così l’accesso agli studi universitari di tanti ragazzi. Stante le difficoltà del Consorzio a proseguire il suo intervento, ma anche in relazione ad un nuovo quadro di programmazione regionale e di interventi specifici in sede locale (vedi richiesta al Mise per il riconoscimento di Area di crisi complessa) – prosegue Di Girolamo – abbiamo chiesto alla Regione ma anche all’Università un impegno ulteriore».

La convergenza dei principali soggetti coinvolti «Una prima risposta positiva – chiarisce il primo cittadino di Terni – è stata quella, da parte della Regione, di garantire risorse finanziarie che permettessero l’integrale mantenimento degli insegnamenti sul territorio. Attribuirsi questo merito, quando da tempo le amministrazioni ci stanno lavorando, mi sembra assolutamente inesatto e presuntuoso. Un secondo risultato è stato quello di mettere in piedi una cabina di regia politica con la presenza di tutti i soggetti interessati: Regione, Università, Adisu, Comuni di Terni e Narni, insieme ad un comitato tecnico, che definisca proposte e progetti utili a consolidare il quadro universitario, compreso quello dei servizi agli studenti, dalle residenze alla mensa, alle aule studio. In quella sede – annuncia – porteremo nuovamente le nostre posposte, pronti ad ascoltare quelle che verranno dagli altri interlocutori».

Paparelli: «Undici milioni si spenderanno a Terni» Nel dibattito si è inserito anche il vicepresidente della Regione, Fabio Paparelli, che in un post su Facebook ha scritto: «Se a Terni non siamo capaci di distinguere uno studentato da un Campus, ossia luogo dove insistono facoltà, impianti sportivi, mense, alloggi per studenti ecc…; se è un delitto di lesa maestà riflettere su come utilizzare al meglio 11 milioni di edilizia universitaria, che comunque sarebbero spesi a Terni, evitando sprechi di risorse pubbliche, (studentato al Prampolini o a San Valentino, su due fabbricati adiacenti); se si ritiene negativo un accordo tra le istituzioni preposte finalizzato a consolidare e valorizzare il polo ternano (assicurando, docenze, ricerca, servizi e alloggi necessari); se nessuno dei commentatori era presente alla riunione ma ritiene di avere le informazioni corrette per commentare ciò che si sarebbe detto, non riportando la verità dei fatti; e se i politici presunti contrari a una presunta strategia concordata in quella sede, erano magari presenti e non hanno sollevato alcuna obiezione, come spesso accade… mi domando a chi giova tutto ciò? Qual è lo scopo di tali strumentalizzazione? Se non ritroviamo il gusto di approfondire, pesare le parole e valutarle, avremo solo notizie a proprio uso e consumo ma mai la verità perché a quella fantomatica riunione sono stati espressi solo tre concetti: a domanda specifica di un assessore del Comune è stata ribadita la volontà della Regione di spendere per l’Universitá a Terni gli 11 milioni; è stato detto che occorre valutare bene cosa realmente occorre senza escludere nulla (questo è il senso del gruppo di lavoro); e infine le istituzioni tutte si sono impegnate per la proroga dei contratti in scadenza dei ricercatori e per dare un solido futuro alla Università di Terni».

Andrea Cavicchioli sulla questione università a Terni Dagli ambienti dem a tornare sulla questione è il capogruppo Pd in consiglio comunale a Palazzo Spada: «È opportuno porre in essere a tutti i livelli un confronto costruttivo e senza pregiudiziali – ha dichiarato Andrea Cavicchioli – che possa delineare in tempi rapidi gli obiettivi e i percorsi condivisi, tenendo conto degli impegni assunti e della necessità prioritaria di consolidare e sviluppare  le esperienze esistenti per la didattica e la ricerca. È assolutamente evidente – ha concluso Cavicchioli – che la crescita del polo ternano non è esclusivamente elemento prioritario per lo sviluppo locale, ma anche punto di notevole interesse per l’equilibrio virtuoso dell’Umbria e di Unipg».

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