lunedì 26 settembre 2016 - Aggiornato alle 15:53
28 aprile 2016 Ultimo aggiornamento alle 15:24

Polo universitario di Terni a rischio chiusura, Luccioli: «Serve mezzo milione, iscritti a picco»

Studenti passati da 3 mila a 2 mila in cinque anni, l'associazione in pressing su Regione e Comune: «Finora solo silenzi». Paparelli: «Subito incontro tra enti locali e Unipg»

Polo universitario di Terni a rischio chiusura, Luccioli: «Serve mezzo milione, iscritti a picco»
La conferenza dell'associazione (foto Rosati)

«Il Consorzio universitario del polo ternano non ha più le risorse necessarie per stipendiare i ricercatori e urge reperire circa 520 mila euro per salvare i corsi di laurea in Economia e Ingegneria, oltre quello di Narni in Scienze delle investigazioni, tutti a rischio chiusura, mentre per quello in Medicina all’orizzonte c’è la soppressione».

Tre corsi di laurea a rischio: il video

A rischio l’Università a Terni Così l’ingegnere Attilio Luccioli presidente dell’associazione per Terni città universitaria che giovedì mattina da Palazzo Spada ha lanciato un allarme pesantissimo partendo dai dati degli iscritti e sollecitando la presidente di Regione, Catiuscia Marini, a cui è stato richiesto un intervento urgente a favore del polo universitario. In particolare, i dati forniti da Luccioli tracciano un calo significativo degli iscritti passati dagli oltre tremila contati nell’anno accademico 2009-2010 ai 2.734 del 2011-2012 fino agli attuali 2.172: «L’Università a Terni – ha affermato Luccioli – sta vivendo un momento drammatico come da mesi sosteniamo nonostante il fragoroso silenzio, ma ora non c’è più tempo da perdere perché i corsi sono sull’orlo del baratro».

Il caso di Medicina Per rendere più chiari i rischi che stanno vivendo i corsi dell’ateneo perugino viene rievocato il caso verificatosi alcuni anni fa con Scienze politiche «quando gli studenti si sono trovati dall’oggi al domani senza sede, costretti a sostenere gli esami a Perugia, talvolta con trasferimenti di documenti anche problematico, come tuttora raccontano molti laureati a cui non sono stati convalidati esami». Discorso a parte, invece, per il corso di laurea in Medicina e Chirurgia sempre di Terni: «Se in Umbria si costituisse un’unica Azienda universitaria ospedaliera, come già si sta ipotizzando, tutti gli studenti iscritti al corso di Terni potrebbero essere costretti a trasferirsi a Perugia per seguire le lezioni e sostenere gli esami, se non direttamente ad abbandonare».

Iscritti a picco A pesare sul futuro del polo ternano è anche il calo degli iscritti «pari al 17% e frutto anche della situazione estremamente incerta che sta vivendo la realtà accademica». Di fronte all’incubo dell’addio ai corsi di Economia e Ingegneria, ma pure a quello di Scienze dell’investigazione l’associazione Per Terni città universitaria, attraverso il presidente Luccioli, «giudica improcrastinabile l’intervento urgente della presidente Marini, titolare della delega all’Università, informata prima di Natale delle forti criticità ma fin qui rimasta in silenzio».

Pressing su Regione e Comune Nel mirino, inevitabilmente, finisce anche l’amministrazione comunale «perché – dicono dall’associazione – l’atto di indirizzo con cui il consiglio comunale ha impegnato il sindaco di Terni e l’intera giunta a creare una fondazione per il polo universitario al posto dell’attuale consorzio non ha ancora prodotto alcun risultato, nonostante la scadenza del 31 maggio sia dietro l’angolo». Da qui la richiesta di un intervento urgente che non investe soltanto la governatrice Marini ma anche le forze di maggioranza e opposizione in consiglio comunale «chiamati a compiere atti concreti, al pari dell’amministrazione che non dovrà disattendere le indicazioni arrivate dal consiglio comunale, dando un futuro all’esperienza universitaria di Terni».

Paparelli: «Subito incontro con Unipg» Nel tardo pomeriggio di venerdì è intervenuto il vicepresidente della Regione, Fabio Paparelli: «Non è vero che c’è assordante silenzio, anzi è vero il contrario: da parte della Regione Umbria c’è sempre stata grande attenzione al ruolo dell’Università a Terni. Va però precisato che la programmazione e gestione dei corsi universitari è competenza esclusiva dell’Università degli studi, né potrebbe la Regione intervenire direttamente nel sostenere il salario di ricercatori e/o docenti. La Regione semmai interviene, nel quadro di accordi e programmi, per finanziare specifici progetti di ricerca, come peraltro ciò è sempre avvenuto, e nello specifico caso di Terni, con cospicui finanziamenti da parte della Regione Umbria. Disponibilità, questa, che la Regione riconferma, anche nella valutazione di progetti che dovessero giungere dall’Università degli studi. Per ciò che riguarda la facoltà di Medicina, la Regione ha sempre garantito pari dignità nei rapporti con le Aziende ospedaliere universitarie. Anche nell’ambito del percorso per il riconoscimento del territorio Terni-Narni quale area di crisi complessa – afferma il vicepresidente Paparelli – l’Università, se lo vorrà, potrà svolgere un ruolo importante nell’ambito di programmi per sostenere la ricerca universitaria. Riteniamo perciò necessario un confronto tra istituzioni locali e Università – conclude – dal quale ci attendiamo di conoscere quali indicazioni verranno per il rafforzamento del polo universitario a Terni».

Nevi Venerdì mattina è intervenuto anche il consigliere regionale Raffaele Nevi (Forza Italia): «Visto che il sindaco Leopoldo Di Girolamo è preso solo ad aumentare le tasse ai ternani, si è dimenticato che l’Università a Terni e se la Regione continua ad infischiarsene entro giungo chiude i battenti. Lo diciamo da tempo che occorre che la Marini si metta intorno ad un tavolo con il Rettore e chiuda un accordo complessivo che sia duraturo e che possa consentire a Terni e Narni di poter consolidare e sviluppare la presenza dei corsi a Terni. Sono preoccupanti le dichiarazioni di Paparelli che oggi sembra voler scaricare sull’Università le difficoltà, ma è un giochino folle che ci porterà al disastro, quindi la speranza è che Paparelli invece di chiacchierare sui giornali, convinca la Marini a istituire immediatamente un tavolo di confronto. A noi interessa sapere quale attenzione porrà la Regione su Terni adesso e nel prossimo futuro, per evitare che tutti gli sforzi fatti dalla Città siano completamente vanificati in un momento peraltro molto complesso per la realtà di Terni e Narni. Annuncio che oggi stesso presenterò una interrogazione urgente per fare in modo che la Marini ci dica veramente quali iniziative intende mettere in campo per scongiurare la chiusura dei corsi».

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