martedì 20 agosto - Aggiornato alle 09:38

Zuccarini chiede l’azzeramento del Cda Vus: Dolci non si dimette, scontro tra sindaci

Spoil system e assemblea dei soci incandescente: Foligno ha i numeri per forzare, ma Spoleto è cauta e i sindaci di centrosinistra sono contrari

Stefano Zuccarini

di Chiara Fabrizi

Il sindaco di Foligno Stefano Zuccarini, durante l’assemblea dei soci Vus, ha chiesto l’azzeramento del Consiglio di amministrazione della Valle Umbra Servizi alla luce dei nuovi equilibri politici scaturiti dal voto del 26 maggio scorso: in almeno due delibere la nuova amministrazione comunale della città di Foligno ha citato una sentenza di Cassazione che «riconosce a pieno diritto – si legge – lo “spoil system” relativamente alle nomine degli amministratori delle società pubbliche». All’ordine del giorno della seduta di martedì, però, c’era soltanto la nomina del terzo consigliere del board di Vus, Manuel Petruccioli, che si è dimesso dopo l’elezione a sindaco di Giano dell’Umbria, ma sulla questione gli amministratori di centrodestra hanno subito chiesto il rinvio.

Lamberto Dolci

Zuccarini vuole l’azzeramento La discussione è stata quindi dirottata sull’azzeramento del Cda guidato dal presidente Lamberto Dolci, scelto meno di un anno fa dai soci per guidare la spa pubblica con 400 dipendenti. La Vus, che gestisce l’igiene urbana nei comprensori di Spoleto, Foligno e Valnerina, è stata affidata a Dolci con via libera unanime dei 22 Comuni, compreso Spoleto che aveva già rinnovato il proprio consiglio comunale ed eletto sindaco Umberto De Augustinis. Sul tavolo Zuccarini, che in assemblea era accompagnato dal vicesindaco Riccardo Meloni, non ha ancora messo curriculum di papabili presidenti o consiglieri del board a tre componenti. Durante il confronto, segnato da toni accesi, al fianco di Foligno maggior azionista di Vus (47,35%) si sono subito schierati i sindaci di Giano dell’Umbria, Castel Ritaldi, Montefalco, Gualdo Cattaneo e Nocera Umbra, che con le rispettive quote superano la maggioranza necessaria per procedere.

Equilibri e rinvii Più cauti i soci Spoleto e Norcia, anche loro di centrodestra, ma coi sindaci De Augustinis e Alemanno che meno di un anno fa hanno acceso il disco verde su Dolci. Contrari, naturalmente, i sindaci di centrosinistra, tra cui Trevi e Spello, secondo cui l’operazione è un salto nel buio rischioso per l’azienda, che peraltro ha chiuso l’esercizio con 3 milioni di utile, di cui quasi 1,2 distribuito ai Comuni soci: come per l’elezione del Cda di dieci mesi fa, anche il documento economico è stato approvato all’unanimità dai sindaci. In questo quadro, Dolci ha spiegato che non intende rassegnare le dimissioni, quindi eventualmente sarebbe l’assemblea a dover procedere alla revoca del Cda, operazione su cui sono anche in corso verifiche tecniche. La pratica è aperta, ma rinviata alla fine di agosto.

@chilodice

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