martedì 28 marzo - Aggiornato alle 08:19

Vitalizio da parlamentare: ecco i politici umbri che lo prendono e quanto percepiscono al mese

Ci sono una decina di umbri tra i 2.238 parlamentari in «pensione». Tra coloro, cioè, che hanno maturato il diritto di percepire il famoso «vitalizio»

La Camera dei deputati

di Ivano Porfiri

Ci sono una quindicina di umbri tra i 2.238 parlamentari in «pensione». Tra coloro, cioè, che hanno maturato il diritto di percepire il famoso «vitalizio», quella sorta di bacio in fronte della fortuna che distingue un comune cittadino da un eletto dal popolo che, solo per questo, a fronte di 5 anni di contributi ha diritto a un assegno minimo di circa 2.300 euro netti al mese dal 65° anno di età (60° per chi fa due legislature) per tutto il resto della vita.

Nel mirino di Tremonti E il vitalizio è entrato nel mirino di Tremonti. Il taglio del 5% e del 10% previsto per le pensioni d’oro che superano i 90 e i 150 mila euro non colpisce, infatti, direttamente i vitalizi dei parlamentari, ma il ministro dell’Economia ha inviato martedì una lettera ai capigruppo di maggioranza di Camera e Senato nella quale invita a procedere all’applicazione di tali tagli anche ai politici. «La disciplina sul contributo di perequazione – scrive il ministro – potrebbe essere ritenuta immediatamente applicabile ai vitalizi dei parlamentari».

La regola Secondo quanto si apprende dal sito di Montecitorio, «il deputato versa mensilmente una quota – l’8,6%, pari a 1.006,51 euro – della propria indennità lorda, che viene accantonata per il pagamento degli assegni vitalizi, come previsto da un apposito Regolamento approvato dall’Ufficio di Presidenza il 30 luglio 1997 e successive modificazioni». In base alle norme contenute in tale Regolamento, il deputato, dopo 5 anni di mandato effettivo, riceve il vitalizio a partire dal 65° anno di età. Ma il limite di età diminuisce fino al 60° anno di età in relazione agli anni di mandato parlamentare svolti. L’importo dell’assegno varia da un minimo del 20% a un massimo del 60% dell’indennità parlamentare, a seconda degli anni di mandato parlamentare.

L’elenco A pubblicare l’elenco dei 2.238 ex parlamentari (1.377 ex deputati e 861 ex senatori) è l’Espresso, che ha calcolato le indennità percepite in base ai coefficienti di calcolo previsti dai regolamenti di Montecitorio e Palazzo Madama, a seconda della durata del mandato parlamentare. Scorrendo l’elenco balzano all’occhio anche una decina di ex onorevoli umbri. Si parte dall’attuale presidente del Corecom Mario Capanna che, per 10 anni alla Camera, ha diritto a 4.725 euro lordi di vitalizio al mese. Stessa cifra per l’ex senatore socialista Giorgio Casoli. Ancora meglio va all’ex senatore di Ppi e Margherita (nonché sottosegretario) Pierluigi Castellani, che per tre legislature tra il ’94 e il 2006 percepisce 6.590 euro al mese, mentre il tifernate ex Dc Franco Ciliberti per sette anni ha diritto a 3.605 euro lordi al mese. E’ genovese di nascita ma ternano di adozione Guido De Guidi, che per due legislature uliviste ha maturato 4.725 euro di vitalizio, proprio come il collega senatore di Rifondazione Leonardo Caponi. Due legislature, stavolta alla Camera, anche per il vicedirettore dell’Istituto Gramsci Alberto Provantini. Sono bastati solo 5 anni (dal 1983 al 1987) da senatore Pci a Ilvano Rasimelli e altrettanti agli spoletini Giancarlo Comastri e Maria Antonia Modolo per percepire 3.108 euro al mese a vita. Due legislature, invece, per l’orvietano Carlo Carpinelli dell’Ulivo che ora intasca 4.725 euro così come il tifernate Venanzio Nocchi e il docente universitario Giovanni Paciullo. Il ternano Mario Andrea Bartolini per tre legislature percepisce 6.590 euro, così come il perugino Fabio Maria Ciuffini e la ternana Alba Scaramucci.  Ma il record per 35 anni in Parlamento con 9.947 euro spetta al Dc folignate Luciano Radi (ingresso alla camera nel 1958). Nell’elenco figurano anche Alfredo De Poi, Enrico Manca e Raffaele Rossi, scomparsi di recente, mentre non sono inseriti i circa mille assegni di reversibilità per i familiari degli ex parlamentari deceduti.

In attesa di vitalizio Se quelli sopra elencati già percepiscono il vitalizio, ci sono altri politici umbri che lo hanno maturato ma sono in attesa di percepirlo. Il Regolamento prevede infatti la sospensione del pagamento del vitalizio qualora il deputato sia rieletto al Parlamento nazionale ovvero sia eletto al Parlamento europeo o ad un Consiglio regionale. E’ il caso dell’ex An (oggi Pdl) Domenico Benedetti Valentini (4 legislature alla Camera e l’attuale in Senato) che a fine mandato avrà maturato 8.455 euro. Una legislatura e circa 1.500 euro in meno per Franco Asciutti (ex Forza Italia oggi Pdl). L’attuale consigliere regionale Paolo Brutti per i due mandati tra il 2001 e il 2008 ha maturato 3.605 euro. Stessa cifra per l’attuale assessore Fabrizio Bracco. Altri politici umbri avrebbero maturato i requisiti ma non raggiungono l’età (ad esempio Mauro Agostini, erroneamente inserito nell’elenco de l’Espresso, che compirà 60 anni nel 2012 ed è comunque ancora in carica)

Precisazioni Sul vitalizio tanto si è scritto. Umbria24.it si è già occupata dei vitalizi regionali. Vale la pena solo ricordare come quello dei parlamentari italiani è all’incirca il triplo di quello dei colleghi europei. In Francia, per fare un esempio, con 5 anni di mandato si percepisce un vitalizio di  780 euro, in Gran Bretagna a 15 anni di mandato corrisponde un vitalizio d 2.381 euro. Infine sul frequente equivoco per cui si percepirebbe il vitalizio dopo solo un giorno di legislatura, ciò avveniva prima della riforma Violante. Dal 2007, poi, è stata stabilita la soglia di età dei 65 anni (60 per chi abbia fatto almeno due legislature) ed è stata tolta la possibilità di riscattare i periodi vacanti versando i contributi figurativi. Malgrado ciò, nel bilancio della Camera la voce «fondo vitalizi» pesa e non poco, con un rapporto di 1 a 9 tra contributi versati e spesa corrente.

  • rometta roberto

    ALLIBITO !!
    CHE SI FACCIA, IN FRETTA, PIAZZA PULITA !!!!!!!
    UNA SOLA LEGISLATURA PER TUTTE LE CARICHE E NIENTE PENSIONE !!!!!!!

  • Ma ci pensano questi signori a quanti vivono di sola pensione sociale di 450,00 euro , di stipendi di 1.200,00 euro a famiglia con 4o 5 persone, ecc… ??
    Oggi il nostro stile di vita impone che la vergogna è una virtù,rubare è furbizia e l’ineguaglianza dei diritti è una regola.
    E’ giunto il momento di cambiare questi principi poichè ci sono segnali molto forti di malcontento e la classe politica deve tenerne conto in modo preoccupante.

  • alias

    Non so xchè i signori politi predicano bene e razzolano male.Ma non si vergognano a prendere la pensione dopo due anni e sei mesi di legislatura e a prendere euro 2.300.00.mentre al popolo italiano chiedono di lavorare 40 anni.Con quale faccia stanno al governo, x chiedere i sacrifici agli altri e mai a loro.Se uno va in pensione non deve più lavorare e loro fanno tanti lavori.Secondo me si devono abbassare i stipendi,e anche loro versare contributi x 40 anni.e non prendere non più di 3.000.00 al mese di pensione ,non avere più benefici,treni ,aerei ,devono fare come facevano i politici nel 1860 viaggiare con il treno a loro spese.o no,Loro se volessero l’Italia sarebbe il primo paese al mondo,e anche gli italiani:se tutti pagassero le tasse,come gli impiegati e i pensionati,e chi venisse beccato a portare il denaro all’estero venisse sequestrati il denaRO E MANDATI NEI campi di lavoro,a tutti i mafiosi ecc che hanno soldi senza giustificare la provenienza dovrebbero essere mandati nelle isole a pane e acqua-