mercoledì 18 settembre - Aggiornato alle 03:43

Vitalizi ex consiglieri regionali, ok al taglio: elenco verrà pubblicato sul sito. Polemiche su caso Nevi

La legge passa all’unanimità. Pd: «Massimo che consentiva la normativa». M5S: «Buon provvedimento ma è solo l’inizio»

L'aula del consiglio regionale (foto © Fabrizio Troccoli)

L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato all’unanimità dei presenti (Pd, SeR, Misto-Mdp, M5S, Lega, Misto-Umbria Next) la proposta di legge per la riduzione temporanea dell’assegno vitalizio degli ex consiglieri regionali. L’atto prevede un risparmio di circa 900 mila euro nel triennio di applicazione che saranno destinati a finanziare politiche a favore delle fasce di popolazione a maggior rischio di esclusione sociale. L’atto unitario uscito dalla Prima Commissione consiliare ha preso il via da due diversi provvedimenti presentati dall’Ufficio di presidenza di Palazzo Cesaroni e dai consiglieri del Movimento 5 Stelle.

Come funziona La proposta di legge prevede che gli importi lordi mensili dei 102 assegni vitalizi e di reversibilità in pagamento siano ridotti per la durata di 36 mesi con i seguenti scaglioni: il 5 per cento per importi fino a mille euro, l’8 per cento per la parte oltre i mille e fino a 2 mila euro, il 10 per cento da 2 mila a 4 mila, il 12 per cento per la parte da 4 fino a 6 mila euro e il 15 per cento per la parte oltre i 6 mila euro. La riduzione è prevista anche per i soggetti che, alla data di entrata in vigore della legge, non hanno ancora conseguito i requisiti di età previsti per l’erogazione dell’assegno vitalizio e per coloro che, nonostante il possesso dei requisiti, non hanno ancora percepito l’assegno vitalizio. Inoltre è prevista l’esenzione per i redditi lordi complessivi annui fino a 18 mila euro. Come indicato da varie decisioni della Corte costituzionale il taglio degli assegni vitalizi proposto tiene conto «dei criteri di temporaneità, ragionevolezza e proporzionalità».

Emendamenti È stato approvato a maggioranza, con l’astensione di Solinas (Misto-Mdp), l’emendamento a firma Liberati (M5S), Rometti (SeR), Chiacchieroni, Porzi (Pd), Mancini, Fiorini (Lega), De Vincenzi (Misto-Umbria Next) che prevede di pubblicare sul sito istituzionale dell’Assemblea legislativa i nominativi e gli importi dei percettori degli assegni vitalizi.

Dibattito Per il relatore Andrea Smacchi (Pd) «è un segnale positivo, di serietà, consapevolezza e responsabilità. I risparmi di spesa conseguenti da queste misure andranno a costituire un Fondo di solidarietà, che sarà a disposizione della Giunta e dell’Assemblea legislativa che concorderanno insieme le modalità e i criteri di destinazione delle risorse che saranno comunque destinate al finanziamento di politiche a favore delle fasce di popolazione a maggior rischio di esclusione sociale». Per Maria Grazia Carbonari (M5S) si tratta di un «provvedimento importante, un primo passo ma altri ne andranno fatti con cui potremmo ottenere un risparmio di 15 milioni di euro in tre anni». Claudio Ricci ha parlato di «atto condivisibile ma tiepido». Giudizio positivo anche da Valerio Mancini (Lega) e Giacomo Leonelli, per il quale «è il massimo che ci era consentito, molto è ancora da fare, ma molto è stato fatto nei Comuni, nelle Province, nelle società partecipate regionali, sulle indennità dei consiglieri regionali e su molto altro».

Il caso Nevi Nel corso della seduta è stato approvato, all’unanimità e non senza qualche polemica, l’atto che riguarda Raffaele Nevi e in particolare la «contestazione definitiva della condizione di incompatibilità» tra la carica di consigliere regionale e deputato. A Nevi, come emerso già nelle scorse ore, vengono concessi dieci giorni per fare una scelta, e il consigliere-deputato ha spiegato che si dimetterà il 26 aprile e che tutto questo tempo (è stato proclamato ufficialmente deputato il 9 marzo), è servito anche ai suoi attuali assistenti per trovare un’altra collocazione. Duro nel corso del dibattito il pentastellato Andrea Liberati: «È mancato il buongusto di dimettersi subito, e non dovrebbe aspettare il 29 aprile per accumulare le indennità: in due mesi percepirà circa 40mila euro. Dovrebbe restituire queste somme, dato che non ha lavorato per l’Assemblea legislativa, rendendoli ai terremotati o a chi vuole lui. La spiegazione fornita, rispetto ai collaboratori, non regge. Può portarseli a Roma. Serve rispetto per le istituzioni regionali e nazionali. Il suo trattamento di fine rapporto sarà di circa 85mila euro e vorremmo sapere se rinuncerà a parte di questa somma. Avrà poi un ricco vitalizio, dato che è stato in questo palazzo per circa 15 anni».

La discussione Da parte di Ricci è stato invece sottolineato il «lavoro incisivo» svolto in questi anni da Nevi. «Considerazioni sulla moralità delle persone – dice – io non le esprimo. Sono giuste le riflessioni sul bene e comune e sulla riduzione di sprechi e inefficienze». «Con questo documento – ha aggiunto il leghista Valerio Mancini – diamo semplicemente seguito ad una serie di procedure stabilite dalla legge. Condividiamo questo atto perché questa è l’Assemblea che si attiene ad un Regolamento scritto da altri molto tempo fa. È una questione di democrazia e responsabilità». Della formazione di un governo ha parlato invece il capogruppo del Pd Gianfranco Chiacchieroni, secondo il quale «governare il Paese non è un dramma, spetta ad altri, ma per farlo bisogna saper assumere le sfide della storia. Auguri quindi al collega Nevi buon lavoro».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.