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Vendita Ast, Mise convoca azienda il 28 maggio: Patuanelli apre tavolo politico

Parlamentari in conference call col Mise martedì 26, poi tocca alla multinazionale. Acciaio strategico, ma vale solo per il 2020

La sede del Mise

di M. R.

Agroalimentare e Siderurgia destinatari del sistema di Golden power: il ‘potere speciale’ si applica anche per la tutela del mantenimento dei livelli occupazionali e della produttività delle imprese di tali settori sul territorio nazionale ma vale solo fino alla fine dell’anno in corso e, in assenza di una proroga, è difficile che Ast possa beneficiarne in qualche modo. Per l’operazione di cessione serviranno mesi e mesi. Intanto, il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli sembra intenzionato a seguire in prima persona la vicenda Ast, senza delegare i sottosegretari e prima di convocare azienda e sindacati ha inteso aprire un tavolo politico con i parlamentari umbri, convocati in videoconferenza per martedì 26 maggio. Due giorni dopo, il 28, il ministero dello Sviluppo economico ha convocato alle 11 in conference call anche l’azienda.

QUALE DESTINO PER AST: VIDEOANALISI

Golden power L’estensione dello strumento alle attività produttive dell’acciaio, auspicata da diverse parti politiche come evidenziato nei giorni scorsi, è la novità delle ultime ore, arrivata con un emendamento della presidente della commissione Attività produttive, Barbara Saltamartini (Lega), al Dl Imprese, riformulato dai relatori e sottoscritto anche da componenti della maggioranza, approvato dalle Commissioni della Camera. A darne notizia è radiocor, Sole24Ore online e il commento della deputata romana, commissario della Lega Terni non si fa attendere: «Sono molto soddisfatta. Da oggi lo Stato avrà la possibilità di intervenire acquistando quote di capitale o partecipazioni azionarie per quelle aziende che sono sul mercato o in cerca di partner economici». Il Pd, attraverso il capogruppo ternano a Palazzo Spada, Francesco Filipponi, rivendica la battaglia per ottenere tale risultato.

Vendita Ast L’intervento sembra fatto su misura per l’Acciaieria di Terni e non solo ma quella scadenza del 31/12/2020 non può essere sottovalutata perché la cessione di Ast non sarà cosa da pochi giorni, certe operazioni richiedono due diligence, trattative e approvazioni dall’antitrust. «È una svolta importantissima- sottolinea comunque Saltamartini- perché da oggi ci sarà la possibilità di utilizzare uno strumento fondamentale sia per mantenere la competitività nel quadro internazionale sia per evitare che aziende estere possano compromettere la produzione italiana. Questa approvazione può rappresentare l’occasione per il Governo di intervenire per la salvaguardia del sito produttivo umbro e la tutela dei posti di lavoro. La produzione degli acciai speciali di Terni non è importante soltanto per la città umbra- continua la deputata leghista – ma si inserisce in un piano nazionale che il governo deve subito mettere in agenda dal momento che il polo siderurgico in Italia è strategico. Sono soddisfatta che a beneficiare del provvedimento sia proprio Ast Terni che, in questi anni, ha lavorato per rendersi ancora più competitiva sul piano internazionale. Rafforzare il nostro tessuto produttivo vuol dire incoraggiare il sistema industriale italiano che negli ultimi anni ha subito forti battute d’arresto creando così gap difficilmente recuperabili. La concorrenza dell’acciaio cinese e indonesiano è spietata e non possiamo farci trovare impreparati».

Acciaio Italia Sulla stessa lunghezza d’onda il deputato Fi Raffaele Nevi, intervenuto giovedì su Tgcom24: «L’Italia – ha detto – a mio avviso non si può permettere di perdere la produzione di acciaio inox. Acciai Speciali Terni è una realtà importante, unica nel suo genere in quanto mette insieme l’area a caldo e quella a freddo, rappresentando un unicum strategico. Questo purtroppo è il periodo peggiore per annunciare un disimpegno da parte di Thyssenkrupp nei confronti di Ast, nel bel pieno di una pandemia mondiale e considerando anche gli investimenti in campo ambientale che stanno andando avanti. La cessione di questo stabilimento non durerà certo pochi giorni ma ci vorrà molto tempo. Per questo bisogna vigilare in questo periodo transitorio per fare in modo che vadano avanti gli investimenti. Spero vivamente che il Governo nazionale, come fece allora il presidente Berlusconi insieme al già commissario europeo all’Industria Antonio Tajani, prenda in mano questa situazione ai massimi livelli e non tratti lo stabilimento di Terni come una realtà in crisi. Qui si stiamo parlando di un’azienda sana, competitiva, che produce utili. Quindi – dichiara a Umbria24 – la soluzione per Ast ci auguriamo non necessiti, da parte del governo il ricorso al Golden power».

Comune di Terni «Dal 2014 ad oggi, molti accordi che i governi nazionali dovevano rispettare per favorire la permanenza della più importante industria siderurgica d’Italia a Terni sono stato disattesi – dichiara la capogruppo Fi a Palazzo Spada Lucia Dominici -. Necessario che vi sia un’attenzione di tutti i livelli istituzionali a iniziare dal governo che come comune non mancheremo di sollecitare. Terni e l’Umbria non possono subire altre cure dimagranti. In relazione ad attività economiche e livelli occupazionali, con il collega Ferranti saremo in prima linea, così come i nostri parlamentari». Nel pomeriggio di giovedì, a riferire sul caso Ast è stato il sindaco Leonardo Latini in conferenza dei capigruppo: «È emerso – riferisce il presidente dell’assemblea consiliare Francesco Maria Ferranti – che tutte le forze politiche sono impegnate a vari livelli, sia nei confronti del governo che dell’opposizione, affinché la vicenda Terni sia di nuovo all’attenzione nazionale, richiesta più che legittima visto che il sito degli acciai inossidabili di Terni è un sito di rilevanza nazionale ed europea. Tutte le forze politiche presenti nella capigruppo hanno messo in risalto la necessità di una mobilitazione complessiva della città, tutte hanno detto di aver impegnato i propri rappresentanti istituzionali e i propri leader nazionali».

Strategicità del sito di Terni «Sulla Golden Power per Ast – dichiara in una nota il capogruppo dem in Comune a Terni, Filipponi – siamo felici che finalmente un governo, quello Conte giallorosso, abbia colto una richiesta che il Pd va facendo da diverso tempo e verso la quale il precedente esecutivo a trazione leghista era rimasto del tutto sordo. La Lega copia da noi, ma quando è nell’interesse di Terni siamo ben felici di avergli passato il compito. E non ci interessa se la presidente della Commissione per le Attività Produttive, tra un messaggio e l’altro alla giunta Latini, voglia a tutti i costi appuntarsi una spilletta sul petto. L’aspetto fondamentale è lavorare per il nostro sito siderugico.
Era il luglio del 2018 e il Partito Democratico, a varie articolazioni territoriali, come è documentato, aveva sollecitato il governo gialloverde sulla Golden power per Ast. Scrivevamo già all’epoca della Lega al governo che era necessaria un intervento di protezione del governo modello Golden power al fine di rendersi disponibile ad un confronto con le istituzioni e le parti sociali per individuare e attuare, da subito, le politiche industriali più idonee a consolidare e sviluppare il settore siderurgico in Italia e in Umbria, a partire dalle specifiche caratteristiche produttive del sito ternano in cui si colloca in un sistema di competenze e specificità tecnologiche sugli acciai speciali che lo rendono un compendio produttivo tra i più avanzati e competitivi d’Europa. Ancora oggi ciò è attuale ovvero l’acciaio è un settore che continua ad avere un ruolo centrale nello sviluppo economico del Paese e dell’Unione Europea e dei suoi territori. La Golden Power è un mezzo ancora idoneo, se come tale verrà utilizzato il merito sarà di chi lo aveva pensato al tempo, di chi ha la maggioranza il Parlamento, del Governo attuale che lo fa proprio. Il Pd continuerà a sollecitare il sindaco di Terni e la Regione affinchè si lavori insieme al governo nell’interesse di Terni».

Sindacati «L’Ast e le sue eccellenze siderurgiche hanno più di 130 anni di storia, lo stabilimento di Terni è un sito integrato all’avanguardia, pioniere di tante tecnologie e, ad oggi, rappresenta la più grande azienda dell’Umbria in termini di numero di addetti, che destina parte del fatturato ancora oggi alla ricerca e allo sviluppo». Lo affermano in una nota congiunta il segretario nazionale Ugl metalmeccanici, Antonio Spera, e il vice segretario nazionale con delega alla siderurgia, Daniele Francescangeli. Senza l’attuale assetto integrato dell’acciaieria, ‘l’unica italiana dei laminati a freddo’, lo stabilimento sarebbe ridimensionato e ridotto a ben poca cosa. La nostra richiesta al governo italiano e a tutti gli europarlamentari eletti in Italia è di convocare al più presto un tavolo istituzionale, a Palazzo Chigi o al Mise, nel quale analizzare e risolvere la vertenza, mettendo al primo posto tra le priorità sia la salvaguardia che la tutela di tutti i 2.350 dipendenti diretti e i mille posti di lavoro dell’indotto che ruotano intorno al sito ternano di viale Brin».

Pace (Fdi) Sulla questione interviene anche la capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione, Eleonora Pace, la quale annuncia la presentazione di una mozione, condivisa e firmata anche da tutti i capigruppo della maggioranza, Stefano Pastorelli (Lega), Roberto Morroni (FI) e Paola Agabiti Urbani (‘Tesei per l’Umbria’) che mira ad impegnare la giunta a «intervenire con forza con forza sul Governo nazionale per un’azione decisa in grado di fermare lo smantellamento progressivo delle acciaierie di Terni e avviare un confronto con la multinazionale e con l’Unione europea per contestualizzare la situazione e garantire per il presente e per il futuro un ruolo di protagonismo per le acciaierie ternane».

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