venerdì 21 settembre - Aggiornato alle 20:23

Valanga di mozioni sul consiglio: 168 in 7 mesi, 232 in tutta l’ultima legislatura. Ricci da record

Consiglio regionale (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Dal Giubileo alle Olimpiadi del 2024, dal turismo ai trasporti, dalla pace fra le città del mondo alla galleria del Cornello, dall’Ikea allo sviluppo economico fino al tartufo tu chiamale se vuoi, mozioni. Se quella partita a luglio sarà la legislatura delle grandi riforme lo si capirà solo col tempo; nel frattempo la certezza è che di questo passo la decima legislatura frantumerà ogni record per quanto riguarda il numero di atti consiliari presentati. Un risultato ascrivibile quasi interamente ai gruppi di opposizione. Sul piano dell’efficacia, dell’incisività politica e mediatica di una strategia di questo tipo molte sono le possibili valutazioni (produrre molto in generale non significa necessariamente svolgere un lavoro efficace e utile per la comunità regionale), di sicuro però al momento ci sono i numeri, che arrivano dal portale istituzionale dell’Assemblea legislativa: 168 mozioni (atti da discutere e votare con i quali uno o più consiglieri mirano a indirizzare politicamente la giunta su un determinato argomento) in appena 210 giorni, cioè in meno di sette mesi di legislatura.

Mozioni Tanto per dare un’idea, in tutta quella passata, cioè in cinque anni e quando i consiglieri erano 30 e non 20 come ora, ne furono presentate 232. Utile anche un raffronto con le precedenti consiliature: 333 mozioni dal 1985 al 1990, 231 dal 1990 al 1995, 317 dal 1995 al 2000, 405 dal 2000 al 2005 e 266 dal 2005 al 2010. Da luglio in qua il ‘presentatore’ per eccezione è Claudio Ricci, candidato presidente e poi portavoce del centrodestra: il suo nome compare in ben 108 mozioni, delle quali ‘solo’ 31 portano la firma anche di altri consiglieri; quindi ben 77, circa una ogni tre giorni, è stata vergata dal solo Ricci. Molto a distanza segue la coppia a 5 stelle Liberati-Carbonari: il nome del capogruppo pentastellato compare in 30 atti, dei quali 23 firmati o da solo (una piccola parte) o in coppia con la collega Carbonari.

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Interrogazioni I due preferiscono di gran lunga un altro strumento come l’interrogazione (attraverso di essa i consiglieri chiedono alla giunta una risposta, scritta od orale, su un determinato argomento): 149 da luglio a oggi, 78 presentate dalla coppia Carbonari-Liberati (anche qui, una su per giù ogni tre giorni) e 8 da Ricci. E nell’ultima legislatura? In tutto 1.013 interrogazioni. Anche qui, visto che è trascorso poco più di un decimo della legislatura, se il passo continuerà a essere questo si va verso la demolizione del record. Numeri insignificanti invece per le interpellanze (domande rivolte all’esecutivo circa i motivi o gli intendimenti della sua condotta su determinate questioni): una in questa legislatura e 12 in quella passata.

Proposte di legge Che succede invece se si guarda ad atti più strutturati, che richiedono più impegno, elaborazione e analisi come i disegni di legge? Da luglio a oggi sul tavolo dell’Assemblea ne sono planati in tutto 23 (237 negli ultimi 5 anni): 8 della giunta, 3 del solo Ricci, 2 della coppia Carbonari-Ricci. Dietro la valanga di mozioni e interrogazioni, che rappresentano gli atti fondamentali che i consiglieri hanno per esercitare la funzione ispettiva, c’è anche una strategia mediatica precisa, ovvero la ricerca del ‘passaggio’ in tv o del titolo sul giornale. In molti casi la possibilità che una mozione dell’opposizione venga approvata sono prossime allo zero, ma quel che conta in questo caso è ‘marcare’ politicamente il territorio; in certi casi, una sorta di (legittima) campagna elettorale permanente.

Parla Ricci «Non nascondo – dice Ricci a Umbria24 – che c’è anche questo aspetto: sono convinto infatti che bisogna fare ma anche comunicare adeguatamente». Ricci parla di un’attività «che non si svolge in modo singolare: gli atti che presento sono raccordati con il mio gruppo, che include De Vincenzi, e in generale esprimono il pensiero mio e quelli del resto del centrodestra. Spesso ci incontriamo, come accaduto anche oggi, concordiamo una linea, facciamo atti comuni anche se poi è giusto che ognuno su certi temi si differenzi. L’alto numero di atti? Segno di un ampio lavoro fatto di documenti che ricalcano i 20 punti presentati in campagna elettorale. Abbiamo immaginato di essere al governo traducendo in atti il nostro programma. Quindi non ci limitiamo a denunciare quello che non va ma anche a comunicare quello che avremmo fatto».

Twitter @DanieleBovi

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