domenica 22 settembre - Aggiornato alle 16:50

Vaccini obbligatori, Regione al governo: «Ci dicano cosa fare con gli inadempienti a scuola»

Passa all’unanimità mozione che chiede di poter far terminare l’anno scolastico: «Questo non mette in dubbio la validità delle vaccinazioni»

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Un bambino mentre viene vaccinato

Cosa fare con i 1.500 inadempienti agli obblighi vaccinali (di cui 318 multati e 443 in corso di valutazione) che, ad oggi, secondo la legge non avrebbero diritto a tornare a scuola? La giunta regionale dell’Umbria ha deciso di rivolgersi al governo dopo che l’Assemblea legislativa ha approvato all’unanimità una mozione che la impegna a «richiedere una indicazione che possa permettere ai minori non in regola con le vaccinazioni, ma regolarmente iscritti e accettati, di poter giungere a conclusione dell’anno scolastico 2017/2018 senza interruzione della continuità educativa».

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La mozione emendata L’atto, di iniziativa dei consiglieri Valerio Mancini e Emanuele Fiorini (Lega) era stato discusso in Aula il 4 aprile scorso e rinviato in terza commissione, che ha svolto l’11 aprile scorso un’audizione con i rappresentanti delle associazioni e delle famiglie. In Aula sono stati quindi condivisi da tutti i consiglieri presenti due emendamenti “unitari” proposti da Mancini e Fironi (Lega) e Solinas (Mdp), sui quali vi è stato il via libera della Giunta regionale espresso dall’assessore alla sanità Barberini che sul secondo emendamento, riguardante l’impegno dell’Esecutivo nei confronti del Governo, ha aggiunto un’ulteriore precisazione poi accolta da tutti. Solinas ha sottolineato come «questo è un anno di transizione». Con il primo emendamento si sopprime il capoverso della mozione nel quale si fa riferimento al limite del 10 marzo per portare a termine la vaccinazione che avrebbe potuto non essere rispettato a causa del periodo influenzale. Nel secondo emendamento si sostituisce di fatto il dispositivo finale della mozione che impegnava la Giunta regionale a intervenire «direttamente», perché la Regione non ha questa potestà.

Appello al governo L’assessore alla Sanità Luca Barberini ha espresso il punto di vista dell’Esecutivo. «Senza arretrare di un passo sulla netta volontà di riaffermare l’utilità dei vaccini, sulla cui efficacia non abbiamo dubbi – spiega – la Giunta regionale si impegna a rappresentare al Governo la situazione della presenza nelle scuole di bambini per i quali non è stato avviato l’iter di vaccinazione, al fine di trovare una soluzione che tenga insieme l’esigenza dell’avvio del programma di vaccinazione, con la conclusione dell’anno scolastico da parte dei bimbi stessi».

Superata soglia 95 per cento «Siamo convinti e molto soddisfatti – ha aggiunto Barberini – delle azioni messe in campo come Regione in collaborazione con le Aziende sanitarie, che hanno collocato l’Umbria tra le prime regioni per le coperture vaccinali obbligatorie nei bambini. Nella nostra regione è stata ampiamente superata la soglia di ‘sicurezza’ del 95 per cento, che assicura la cosiddetta immunità di gregge». Rispetto ai cosiddetti inadempienti, cioè i bimbi per i quali ad oggi non è stato avviato l’iter vaccinale, Barberini ha precisato che «il problema è disciplinato a livello nazionale e in materia le Regioni non hanno nessuna potestà legislativa. Abbiamo però recepito lo spirito della mozione con la quale ci si chiede un intervento presso il Governo per far completare l’anno scolastico ai bambini. Su questo versante ci impegniamo, come fatto da altre regioni, ribadendo comunque in modo chiaro l’obbligatorietà dei vaccini».

Pd e SeR «La mozione approvata oggi in Assemblea legislativa sulla questione della conclusione dell’anno scolastico per i bambini non ancora vaccinati non mette in discussione la validità dell’obbligo vaccinale, precisano in una nota i consiglieri regionali dei gruppi del Partito democratico e dei Socialisti e Riformisti. Per i consiglieri Pd e SeR, infatti, con la mozione approvata oggi affronta «solo il tema di consentire il regolare svolgimento dell’anno scolastico, senza creare problemi soprattutto allo stato psicologico dei bambini non ancora vaccinati. Ma resta fermo il principio sancito dalla legge che, introducendo un obbligo, tutela in primo luogo i bambini più deboli che, per immunodeficienza o altre patologie, non possono vaccinarsi e rischiano, in tal modo, di contrarre malattie che ormai si pensavano debellate».

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