mercoledì 24 luglio - Aggiornato alle 02:18

Triello per l’ermellino, caccia a 484 voti. Elisei: «Università non è azienda privata». Gli schieramenti

Gli ultimi cinque si ritirano: Mazzeschi ufficialmente con Cotana, nessuna indicazione da Santambrogio, Tei e Figorilli

Oliviero, Cotana ed Elisei

di Daniele Bovi

L’ingegnere, il giurista e il chimico. Sarà il triello di giovedì a stabilire chi saranno i due contendenti che il 23 maggio si giocheranno l’ermellino. Tra poche ore infatti all’Università di Perugia si apriranno nuovamente i seggi per l’elezione del nuovo rettore e sulla scheda, stavolta, ci saranno non otto nomi ma solo tre, quelli di Franco Cotana, Maurizio Oliviero e Fausto Elisei. Tutti gli altri infatti hanno deciso di ritirare le proprie candidature e così come al primo turno, anche stavolta per indossare l’agognato ermellino servirà il 50 percento più uno dei voti; un’asticella che molto difficilmente uno dei tre toccherà. La sfida decisiva perciò sarà quella del 23 e giovedì la battaglia per un posto al ballottaggio sarà all’ultimo voto.

PRIMO TURNO, L’ANALISI

Il triello A essere tramontata nelle ultime ore è l’ipotesi, circolata subito dopo il primo turno, di una cordata composta dagli ultimi cinque (Santambrogio, Tei, Mazzeschi, Stanghellini e Figorilli) pensata da alcuni per appoggiare uno del terzetto di testa e da altri per convergere sulla Mazzeschi. Visto il naufragio delle trattative, ognuno sceglierà chi meglio crede e il quadro delle alleanze è questo: Mazzeschi si è schierata ufficialmente con Cotana e anche Stanghellini dovrebbe essere a bordo; quanto a Tei, Santambrogio e Figorilli, libertà di voto. Questi ultimi martedì hanno spedito delle brevi mail ai colleghi con cui ringraziare chi li ha supportati e comunicare il loro ritiro dalla corsa, senza dare indicazioni. Tei augura allo Studium un futuro rettore che sia «convintamente al di sopra di tutti gli interessi di parte, con il più fermo senso istituzionale e che governi con responsabilità e competenza un innovativo processo di concertazione».

LA DIRETTA DELLO SPOGLIO: TUTTI I NUMERI

Le mail «Le settimane trascorse a discutere il programma e gli incontri pubblici che ne sono scaturiti – si limita a scrivere Figorilli – hanno rappresentato per me un’opportunità molto formativa, a prescindere da ogni altra considerazione sul piano dei voti concretamente ottenuti». Ai ringraziamenti Santambrogio aggiunge anche «una precisazione. Nel fine settimana scorso, alcuni giornali – dice – hanno sostenuto che appoggerei candidati a me affini per “colore politico”. Non è una posizione che mi appartiene. Ho sempre sostenuto, e sono ancora dello stesso avviso, che l’Università debba essere indipendente dalla politica». Nessuna indicazione ufficialmente anche da Stanghellini: «Anche se la mia avventura elettorale si ferma qui, mi piace pensare – dice – che molte delle nostre idee andranno avanti. Gli incontri avuti con molti di voi sono stati per me un’importante occasione di confronto. Continuerò pertanto a lavorare con la stessa passione di sempre nel fare ricerca e didattica e a dare così il mio contributo alla visibilità e al prestigio del nostro Ateneo».

Elisei attacca Nel pomeriggio nelle caselle degli elettori è arrivata anche la mail di Elisei il quale, oltre a ricordare il suo progetto di università «aperta e autorevole», parla di «posta in gioco molto alta». «Le barriere ideologizzate messe in campo nella campagna elettorale – scrive – non hanno nulla a che fare con il raggiungimento degli obiettivi universitari. Sono altre le questioni che impattano e impatteranno». Poi arriva l’attacco: per Elisei il nuovo rettore deve essere una persona che «nel corso della propria vita accademica abbia sempre messo l’Ateneo al primo posto, dimostrando con i fatti di saper valorizzare con competenza e trasparenza tutte le risorse disponibili. L’Università è un bene comune e non un’azienda privata». Insomma, il clima in vista di giovedì è caldissimo.

L’unione In mattinata a uscire ufficialmente allo scoperto per sancire «l’unione» con Cotana era stata Mazzeschi, cioè la docente sulla quale aveva puntato il rettore uscente Franco Moriconi. «Abbiamo deciso – scrivono Mazzeschi e Cotana – sulla base di una comune visione innovatrice e generalista dell’Ateneo di unire le nostre forze. Abbiamo quindi integrato i nostri progetti per collaborare insieme al governo, al rinnovamento e allo sviluppo dell’Università». I due parlano di «forte ed evidente complementarietà» dei programmi e hanno diffuso anche una «lettera di accordo» in cui si parla di rafforzamento dell’offerta formativa, più servizi, equilibrio nella distribuzione delle risorse, sostegno e ampliamento delle Scuole di specializzazione e «forte impegno» sul dossier sanità, più partecipazione del personale, rafforzamento delle sedi decentrate e altro ancora.

I numeri Dal primo turno Oliviero era uscito con 277,4 voti, seguito da Elisei con 199,7 e Cotana con 180,4; i cinque che hanno deciso di fare il passo indietro lasciano un ‘tesoretto’ di 484 voti, 125 dei quali di Mazzeschi; una riserva di caccia dove nelle prossime ore impazzerà la battaglia. Al secondo turno infatti il voto si fa più liquido, si punta a quello in libera uscita e, nonostante gli accordi, non è detto che i ‘pacchetti’ si trasferiscano in modo automatico da un candidato all’altro, anzi. Tra le certezze, alcuni blocchi solidi come quello dei ciellini e di un pezzo di mondo cattolico con Elisei, mentre larga parte del personale, della Cgil e degli studenti è schierata con Oliviero.

I commenti sono chiusi.