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giovedì 24 settembre - Aggiornato alle 16:08

Umbria mobilità e non solo, Bacchetta su nomine della Regione: «Troppi non umbri»

Il presidente della Provincia di Perugia: «Rettighieri? Non abbiamo partecipato al voto dato che non siamo stati consultati»

Luciano Bacchetta

Niente da dire sul nome, ma almeno la Regione avrebbe potuto consultarci. È questo il senso dell’intervento fatto venerdì dal presidente della Provincia di Perugia, Luciano Bacchetta, a qualche ora dalla nomina ad amministratore unico di Umbria mobilità del manager Marco Rettighieri. Un intervento in cui Bacchetta parte da UM per fare una riflessione generale sulle nomine fatte dalla Regione. «La Provincia – scrive – non ha partecipato alla votazione per l’indicazione del nuovo amministratore unico con grande dispiacere. Ovviamente non possiamo né vogliamo entrare nel merito della scelta della Regione, perfettamente legittima, ma la ragione per la quale non abbiamo partecipato alla votazione è per un motivo di metodo serio. Infatti la Provincia, azionista di maggioranza relativa, non è stata consultata come sarebbe stato opportuno e doveroso. Si tratta di un problema di corretti rapporti istituzionali finalizzati alla collaborazione tra gli enti».

UMBRIA MOBILITÀ, CHI È MARCO RETTIGHIERI

Troppi non umbri Bacchetta sottolinea che sulla figura di Rettighieri, manager dalla lunga esperienza che ha lavorato anche per Italferr ed Expo 2015, non c’è alcuna valutazione negativa «anche se crediamo che sarebbe stato opportuno andare verso un’indicazione umbra. Riteniamo – aggiunge – che le nomine compiute dalla Regione nel corso di questi mesi siano scelte assolutamente legittime, ma notiamo con un certo sconcerto il fatto che molti amministratori provengano da fuori regione e crediamo che in Umbria ci sarebbero state le capacità e le risorse sufficienti per governare molti enti che sono sotto la competenza regionale». Tra le motivazioni di queste scelte Bacchetta ricorda «le ferite» inferte dall’inchiesta sui presunti concorsi truccati, «ma tuttavia ciò non può impedire di aprire una seria e pacata riflessione sul fatto che in Umbria abbiamo tanti bravi manager, tanti bravi tecnici che potrebbero essere valorizzati come meritano».

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