mercoledì 16 ottobre - Aggiornato alle 21:34

Umbria meno rappresentata in Parlamento: maxi sforbiciata al Senato. E ora servono i correttivi

Via libera alla riduzione del numero dei parlamentari: la regione passerà da 19 a 7 onorevoli

L'aula del Senato

di Dan.Bo.

Da 16 a 9, con un taglio del 33% alla Camera e di quasi il 60% al Senato. Martedì ha ricevuto l’ultimo via libera alla Camera la legge costituzionale, che porta la firma di Riccardo Fraccaro, in base al quale il numero dei parlamentari viene ridotto di un terzo. A favore le forze di maggioranza e di opposizione, anche se con alcuni distinguo, mentre gli unici contrari sono stati i (pochi) rappresentanti di +Europa e Noi con l’Italia; e già in molti si stanno attivando per dare vita a un referendum confermativo. In questo modo l’Umbria perde tre deputati (da 9 a 6) e ben quattro senatori (da 7 a 3). Complessivamente la prossima legislatura partirà con 345 onorevoli in meno: 400 deputati al posto dei 630 attuali e 200 senatori invece di 315. A Montecitorio ci sarà un deputato per ogni 151.210 abitanti (oggi 96.006) e a Palazzo Madama un senatore per ogni 302.420 al posto degli attuali 188.424. Per quanto riguarda l’Umbria, il taglio crea problemi di rappresentanza dato che vengono penalizzati in particolare i partiti più piccoli, che con maggiore difficoltà riusciranno a conquistare uno scranno, soprattutto al Senato.

Servono dei correttivi Una riforma che, come spiegato a Umbria24 dal costituzionalista Francesco Clementi, rischia di lasciare interi territori scoperti, cioè senza rappresentanza. A testimonianza del fatto che si tratta di un intervento spot, senza un vero disegno complessivo (ad esempio non viene toccato il bicameralismo perfetto) e ad alto tasso di demagogia, c’è l’accordo tra i membri della maggioranza giallorossa per apportare una serie di modifiche di sistema. Prima di tutto c’è il capitolo legge elettorale: un testo dovrebbe essere presentato entro dicembre, ma al momento non è chiaro (il tema è delicatissimo) se si opterà per un sistema proporzionale o per uno maggioritario e, in caso, con quali paletti. Sempre entro dicembre dovrebbe arrivare il ddl per permettere ai presidenti di Regione di essere presenti in Senato quando si discutono leggi sull’autonomia differenziata, mentre sarà ridotto il numero di delegati regionali che prenderanno parte all’elezione del presidente della Repubblica.

Pochi risparmi Entro ottobre dovranno essere modificate anche la base territoriale di elezione del Senato (da regionale a circoscrizionale, come alla Camera) e rese uniformi le età per l’elettorato attivo e passivo, con la conseguenza che si potrà votare per il Senato a 18 anni ed essere eletti se se ne hanno 25. Tra le idee anche quella di introdurre la sfiducia costruttiva a camere riunite (meccanismo presente e ben funzionante ad esempio in Germania), in base alla quale è impossibile votare la sfiducia al governo in carica se, contestualmente, non la si concede a un nuovo esecutivo. Ma se per qualche motivo il governo dovesse cadere, rimarrebbe solo un accordo scritto sulla sabbia mentre il taglio sarebbe reale, con tutte le conseguenze del caso. Quanto ai risparmi derivanti dalla riduzione dei parlamentari, secondo l’Osservatorio sui conti pubblici sono ben inferiori ai 500 milioni annui ipotizzati da Fraccaro: in tutto si parla di 57 milioni all’anno, lo 0,007 per cento della spesa pubblica italiana. Di seguito riportiamo il numero attuale di parlamentari di ogni regione, quello dopo il taglio e la differenza percentuale.

CAMERA

Piemonte 1 23 15 -34,8%
Piemonte 2 22 14 -36,4%
Lombardia 1 40 25 -37,5%
Lombardia 2 22 14 -36,4%
Lombardia 3 23 14 -39,1%
Lombardia 4 17 11 -35,3%
Veneto 1 20 13 -35,0%
Veneto 2 30 19 -36,7%
FVG 13 8 -38,5%
Liguria 16 10 -37,5%
Emilia-Romagna 45 29 -35,6%
Toscana 38 24 -36,8%
Umbria 9 6 -33,3%
Marche 16 10 -37,5%
Lazio 1 38 24 -36,8%
Lazio 2 20 12 -40,0%
Abruzzo 14 9 -35,7%
Molise 3 2 -33,3%
Campania 1 32 20 -37,5%
Campania 2 28 18 -35,7%
Puglia 42 27 -35,7%
Basilicata 6 4 -33,3%
Calabria 20 13 -35,0%
Sicilia 1 25 15 -40,0%
Sicilia 2 27 17 -37,0%
Sardegna 17 11 -35,3%
Valle d’Aosta 1 1 0,0%
Trentino-AA 11 7 -36,4%
Estero 12 8 -33,3%

SENATO

Piemonte 22 14 -36,4%
Valle d’Aosta 1 1 0,0%
Lombardia 49 31 -36,7%
Trentino-AA 7 3+3 -14,3%
Veneto 24 16 -33,3%
FVG 7 4 -42,9%
Liguria 8 5 -37,5%
Emilia-Romagna 22 14 -36,4%
Toscana 18 12 -33,3%
Umbria 7 3 -57,1%
Marche 8 5 -37,5%
Lazio 28 18 -35,7%
Abruzzo 7 4 -42,9%
Molise 2 2 -0,0%
Campania 29 18 -37,9%
Puglia 20 13 -35,0%
Basilicata 7 3 -57,1%
Calabria 10 6 -40,0%
Sicilia 25 16 -36,0%
Sardegna 8 5 -37,5%
Estero 6 4 -33,3%

Twitter @DanieleBovi

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