domenica 15 dicembre - Aggiornato alle 17:53

Umbria al voto all’ombra di Concorsopoli: la domenica che può cambiare il volto politico della regione

A Foligno la linea Maginot del Pd, il centrodestra a trazione Lega tenta lo sfondamento. M5s presente solo in 6 città

La mappa politica dell'Umbria

di Daniele Bovi

Quella che si giocherà domenica sarà una partita al termine della quale il volto politico dell’Umbria potrebbe uscire radicalmente cambiato. Europee e amministrative rappresentano il primo appuntamento elettorale di peso dopo il 5-0 rifilato dal centrodestra alle politiche del 2018 e cascano, per il centrosinistra, in un momento politicamente e per certi versi umanamente drammatico: come se non bastasse il vento che da più di un anno gonfia i sondaggi della Lega e un M5s che, alle europee, si giocherà il secondo posto con il Pd, il fu partitone umbro, alle prese con un cambio di fase traumatico e la sensazione di una lunga storia ai titoli di coda, deve fare i conti anche con gli effetti politicamente e mediaticamente devastanti di ‘Concorsopoli’, con annesso psicodramma sulle dimissioni di Catiuscia Marini.

INTERATTIVO: MAPPA POLITICA DELL’UMBRIA

Lo scenario L’ombra dell’inchiesta che ha decapitato i vertici della Regione e del Pd umbro si allungherà anche sui seggi e bisognerà capire quanto, in termini di consenso, il colpo sarà forte e dove si avvertirà di più, con gli occhi in questo caso puntati in primis su Perugia. E i risultati saranno, per tutti, la base su cui costruire il percorso verso il voto regionale anticipato che, con ogni probabilità, si terrà tra la seconda metà di ottobre e l’inizio di novembre. Politicamente, dunque, saranno i mesi più importanti per l’Umbria da molti anni a questa parte. Partendo dalle amministrative, in tutto sono ben 63 i Comuni al voto, cioè i due terzi del totale, con 408 mila umbri (54 mila per i 22 Comuni in provincia di Terni) chiamati a scegliere sindaci e consiglieri (quasi 700 mila invece gli aventi diritto per le europee); il Comune più piccolo è Poggiodomo (96 elettori) e il più grande, ovviamente, Perugia (128 mila).

REGIONALI, IL PERCORSO VERSO IL VOTO

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I numeri Il centrosinistra, più o meno civico, parte in netto vantaggio: 48 Comuni governati contro gli 11 del centrodestra e ben 38 sindaci (anche se alcuni di loro hanno deciso di non ricandidarsi) al primo turno. Otto quelli sopra i 15 mila abitanti, dove quindi potrebbe servire un ballottaggio: Perugia, Bastia Umbra, Castiglione del Lago, Foligno, Gualdo Tadino, Gubbio, Marsciano e, unico in provincia di Terni, Orvieto. Dividendo i Comuni in aree omogenee per ovvi motivi è il Perugino-Media Valle del Tevere quella con più elettori (172 mila), seguita da Foligno-Valnerina (65 mila), fascia appenninica (42 mila), Trasimeno (39 mila), Orvietano (30 mila), Ternano (22 mila) e Alto Tevere (14 mila).

INTERATTIVO: TUTTI I NUMERI DEL VOTO

A Foligno la ‘linea Maginot’ Gli occhi ovviamente saranno puntati su Perugia, dove però Romizi pare in netto vantaggio tanto che la vittoria al primo turno, nonostante i 10 candidati in lizza, viene giudicata una possibilità reale. La vera ‘linea Maginot’ per il Pd umbro sarà Foligno: il terzo Comune dell’Umbria (57 mila abitanti) è, insieme a Città di Castello, ormai l’ultima tra le cinque città più popolose governata dal centrosinistra; tenere qui, visto che di fiches sul capoluogo di regione ne vengono puntate poche, sarebbe già un buon risultato per Pd e soci. Il centrodestra, nel corso degli anni, ha sfondato nel Perugino e nella Media valle del Tevere oltre che a Terni e Spoleto e dalle urne, con tutta probabilità, ne uscirà uno nuovo con la Lega a fare da architrave. Una zona di grande interesse sarà quella del Trasimeno: qui Lega e soci non governano alcun Comune e in sei casi su otto c’è un sindaco al primo turno; il centrosinistra, dunque, è chiamato alla difesa del fortino rosso.

FOTO: LA CHIUSURA DELLA CAMPAGNA ELETTORALE

Le sfide Procedendo per zone, in Alto Tevere il Comune più grande è San Giustino (quasi 9 mila elettori), mentre lungo la fascia appenninica, dove l’unico comune di centrodestra è Sigillo, occhi puntati su Gubbio (28 mila) e Gualdo Tadino (13 mila), entrambe con sindaci di centrosinistra al primo mandato. A pochi km da Perugia altra sfida pesante a Bastia, dove il centrodestra che ha governato negli ultimi 10 anni si è diviso in due tronconi; grande attenzione su Marsciano (altra roccaforte di centrosinistra coi suoi 14 mila abitanti). Nel Folignate attenzione su Spello, dove c’è il centrosinistra, e Montefalco, guidato negli ultimi 10 anni dalla senatrice leghista Donatella Tesei e dove il centrosinistra schiera l’ex assessore regionale Vincenzo Riommi. C’è poi da parlare della Valnerina terremotata, dove al voto andrà il Comune simbolo del sisma 2016, cioè Norcia, oltre a Preci, Vallo di Nera e Scheggino. E qui sarà interessante vedere quali scelte faranno gli elettori. In provincia di Terni la sfida clou sarà a Orvieto, dove sulla ricandidatura del sindaco uscente Giuseppe Germani si è consumata dentro il Pd cittadino una battaglia feroce che potrebbe ripercuotersi in modo negativo in termini di consenso. Tutti molto piccoli gli altri Comuni della provincia, considerando che il più grande del blocco è San Gemini coi suoi 4 mila abitanti.

FOTO: EUROPEE, I CANDIDATI UMBRI

Il ‘caso’ M5s Un capitolo a parte lo merita il Movimento 5 stelle, che ha nelle amministrative (non solo in Umbria) un tallone d’Achille. Mesi fa il vicepremier Di Maio è stato chiaro: dove il Movimento non è nelle condizioni è meglio non presentare alcuna lista e i pentastellati, che non governano nessun comune umbro, arrivano al voto dopo settimane molto difficili. A Castiglione del Lago hanno alzato bandiera bianca, rinunciando a presentare una candidatura nonostante cinque anni di presenza in consiglio comunale, mentre a Perugia, Orvieto e Marsciano il misterioso «staff» di Rousseau non ha certificato le liste, tutte guidate dai grillini della prima ora, col risultato che a Perugia Cristina Rosetti ha optato per la scissione. Su 63 Comuni perciò, i pentastellati correranno appena in sei: Perugia, Bastia, Foligno, Piegaro, Gualdo Tadino e Gubbio.

Twitter @DanieleBovi

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