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venerdì 22 gennaio - Aggiornato alle 01:15

Treofan Terni, 69 giorni alla fine: atto del consiglio comunale per obbligare Jindal a vendere

Palazzo Spada vota il documento atteso da giorni e c’è pressing sul sindaco, dall’opposizione: «Latini assente per mesi»

Con qualche giorno di ritardo rispetto al previsto, ma alla fine l’atto di indirizzo del consiglio comunale di Terni relativo alla vicenda Treofan è arrivato: nel pomeriggio di lunedì, con  30 voti a favore e 2 astensioni, la massima assise cittadina ha approvato un documento col quale si chiede ai  vari livelli istituzionali di far sì che Jindal sia obbligata a vendere piuttosto che chiudere e dismettere la produzione di film di polipropilene.

Palazzo Spada “Il consiglio comunale – si legge nell’atto – condanna le scelte scellerate della multinazionale, che intende chiudere lo stabilimento  di  Terni,  nonostante  il  suo  indubbio  valore  produttivo  e  la  sua virtuosità a livello nazionale ed europeo; sottolinea  la  valenza  strategica  che rappresenta il sito  produttivo  Treofan  per  Terni,  per l’Umbria e per l’intero Paese, tanto da renderlo,  insieme all’intero comparto chimico ternano, confacente con quanto previsto dall’art. 43 della Costituzione; ritiene che il Sindaco debba intervenire in tutte le competenti sedi istituzionali, in primis  al  Mise,  per  tutelare  i  livelli  occupazionali  e  produttivi della Treofan; ritiene fondamentale  l’esigenza  di  operare  per  obbligare  Jindal  alla  cessione  dello stabilimento ternano; richiede altresì al sindaco di riferire periodicamente al  consiglio  comunale  sugli sviluppi ed esiti di questa vertenza; esprime solidarietà alle maestranze tutte e alle loro famiglie, che vivono da mesi  una  situazione  critica  e  che  chiedono soltanto  di  avere il diritto di  continuare  a lavorare”.

Le critiche Se c’è una cosa su cui hanno puntato molto le forze sindacali in questa vicenda è l’unitarietà della politica ma a Palazzo Spada non manca chi in qualche modo si dissocia. Il consigliere comunale di Forza Centro, Emanuele Fiorini, astenutosi, dichiara: «Voglio prendere le distanze da un certo modo di fare che non serve a niente, che non aiuta in alcun modo i lavoratori e le loro famiglie. L’atto di indirizzo è la foglia di fico per coprire chi non ha fatto niente, che non si è mosso per tempo, Io sono per fare una azione veramente forte, tutta l’Amministrazione Comunale, tutto il consiglio comunale, devono andare a parlare con il presidente Conte perchè ormai solo un intervento del governo nazionale, forse, può fare qualcosa». In questo senso vale la pena ricordare, e i dipendenti Treofan non perdono occasione, che per un salvataggio in extremis prima che sia troppo tardi, mancano 69 giorni.
Pd Dal Partito democratico, la consigliera comunale Tiziana De Angelis ha dichiararato: «Ho votato l’atto di indirizzo per il grande rispetto che ho per i lavoratori della Treofan e del dramma che stanno vivendo. Condivido però molte delle parole della dichiarazione di voto di Fiorini in quanto in questi mesi su questa vicenda il sindaco Latini è stato  assente e non può essere certo ora un atto di indirizzo a colmare il lavoro non fatto».

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