sabato 15 dicembre - Aggiornato alle 12:57

«Tre omofobi a Terni», sindaco in consiglio: «Non lo sono. Tutelo i bambini»

Angeletti all’attacco: «Post ignobile», il richiamo all’infanzia accende Gentiletti e De Luca: «Scioccante». Latini: «Non è correlazione»

Dice di «non essere ovviamente omofobo» e anche di «tutelare i bambini» il sindaco Leonardo Latini, lunedì pomeriggio in consiglio comunale, intervenendo sul caso della foto ‘Tre omofobi a Terni’, postata sui social per «autoironia» e in cui si vede il sindaco, il vicepresidente del consiglio Devid Maggiora e il senatore Simone Pillon. Ma il richiamo all’infanzia accende l’opposizione: Thomas De Luca (M5s) lo definisce «scioccante» e alla fine il primo cittadino è costretto a intervenire ancora: «Ho voluto esprimere due concetti ovvi, non metterli in correlazione».

Angeletti porta il caso in aula A portare in aula il caso del post ‘Tre omofobi’ è stato il consigliere Paolo Angeletti (Terni immagina) che, in apertura di lavori, aveva evidenziato: «Quella foto è talmente offensiva da creare vergogna. È stato detto che era uno scherzo ma non lo è, è un gesto gratuito e ignobile. I responsabili si scusino pubblicamente con i ternani e gli italiani tutti». Gli animi, però, si sono accesi solo qualche ora più tardi, con la risposta del sindaco, che non si è scusato per il selfie come aveva chiesto anche il consigliere Alessandro Gentiletti (Senso civico).

 «Non sono omofobo. Tutelo i bambini» In aula Latini ha esordito dicendo: «Mi scuso con il consigliere Angeletti per non essere stato in aula al momento della sua comunicazione, conosco l’onesta intellettuale del consigliere e so che il suo intervento non era indirizzato nei confronti del sindaco, ciò nonostante ho sentito l’obbligo di intervenire su questo punto purtroppo per ribadire un’ovvietà a cui sono costretto a causa delle strumentalizzazioni a cui abbiamo assistito in questi ultimi giorni». E quindi: «L’ovvietà che io volevo affermare, e questo lo depone la mia storia, le mie amicizie, prima ancora che le mie valutazioni personali, è chiaramente che il sindaco non è in alcun modo una persona omofoba né ovviamente ha alcuna tendenza o afflato verso l’omofobia. Credo che questa fosse una precisazione scontata, ma sembrerebbe che cosi scontata non fosse. Altrettanto ovvio, perché in questo caso lo afferma la mia storia e i valori che io rappresento, è che nell’azione politica di questa amministrazione negli ambiti di riferimento ha l’interesse e perseguirà sempre ed esclusivamente la tutela dei bambini, questo sia ben chiaro. Detto questo colgo l’occasione per richiamare Gentiletti a espressioni più consone nei confronti del sindaco». Le parole di Latini vengono accolte in aula da un applauso.

Gentiletti e De Luca sull’infanzia Ma la scelta del sindaco di parlare dei bimbi nell’intervento sul selfie ‘Tre omofobi a Terni’ non passa inosservato e in due chiedono la replica: «Il richiamo ai bambini è del tutto fuori luogo – dice Gentiletti – non vedo alcuna attinenza tra i due temi, anzi mi sembra che avvicinare le due tematiche sia del tutto gratuito, offensivo. Mi sembra inoltre che non ci siano i presupposti per un richiamo nei miei confronti comunque se lei si sente offeso le chiedo scusa. Cosa che non ha fatto lei». A tenere il punto è Thomas De Luca (M5s): «Io non so chi gli scrive i testi, se li pensa lei o se ha qualcuno che la consiglia signor sindaco, ma io trovo assurdo, scioccante, mettere in correlazione il tema dell’omossessualità e dell’omofobia con quello dell’infanzia, sono due cose che non c’entrano assolutamente nulla. Io sono veramente indignato, sono parole inaccettabili. Voi pensate di poter andare avanti con questa retorica, vedo le interpretazioni dei giornalisti, il fatto che questo accresce il vostro consenso, ma se pensate che questa città possa continuare a stare senza risposte per parlare di cazzate, allora noi». Il presidente Ferranti interrompe De Luca per richiamarlo alla calma, ma il consigliere sbotta: «E’ stata messa in relazione l’omosessualità coi bambini, come se un omosessuale fosse una minaccia per un bambino, di cosa stiamo parlando, il sindaco chiarisca».

Replica del sindaco E Latini è costretto a riprendere la parola per spiegarsi meglio: «Credo abbia equivocato le mie parole – dice – io non ho assolutamente messo in correlazione, ho detto un’altra cosa, cioè che si viene tacciati di omofobia anche quando si vogliono difendere i diritti dei minori: è successo, non è successo a me, ma è successo da altre parti. Non c’è alcuna correlazione tra omosessualità e diritti dei bambini, è fuori da ogni mia immaginazione». E’ successo al parlamentare Pillon di essere bollato come omofobo per il disegno di legge 735 che introduce una serie di modifiche in materia di diritto di famiglia, separazione e affido condiviso dei e delle minori. Alla replica del sindaco non è seguito l’applauso.

@chilodice

I commenti sono chiusi.