Currently set to Index
Currently set to Follow
sabato 1 ottobre - Aggiornato alle 02:24

Trasporti, Regione non invita Cgil e Cisal a riunione: «Inaccettabile, partite lettere ai prefetti»

Filt e Faisa hanno denunciato l’episodio nel corso di una conferenza stampa: «Rappresentiamo il 60 per cento dei lavoratori del settore»

Un momento della conferenza stampa

Cisl e Uil sono stati invitati dalla Regione alla riunione del 29 settembre prossimo per discutere dei temi che riguardano i trasporti in Umbria, Cgil e Cisal no. È per questo motivo che Filt Cgil e Faisa Cisal giovedì hanno tenuto una conferenza stampa per denunciare il mancato invito: «Per questo – hanno detto – ci siamo rivolti ai prefetti di Perugia e Terni per ripristinare le corrette procedure democratiche in questa regione». I due sindacati sono reduci dallo sciopero di venerdì scorso al quale, secondo le cifre fornite, ha aderito l’80 per cento (fuori dalle fasce di garanzia ed esclusi i precettati); dato «che non ha precedenti nella storia recente del Tpl in Umbria».

Le divisioni La frattura sul fronte sindacale si è aperta ormai da diverse settimane: Cgil e Cisal hanno scelto la linea dura mentre Cisl e Uil quella più dialogante. «Rappresentiamo il 60 per cento dei lavoratori – hanno attaccato Ciro Zeno (Filt Cgil) e Christian Di Girolamo (Faisa Cisal) – ma nonostante ciò la presidente Donatella Tesei e l’assessore Enrico Melasecche non ci hanno invitati solo perché non siamo d’accordo con loro. Questo è democraticamente inaccettabile e illegittimo». Nella lettera indirizzata ai prefetti di Perugia e Terni, Filt Cgil e Faisa Cisal scrivono: «Riteniamo che le istituzioni non possano scegliersi gli interlocutori sindacali e non possano dividere le organizzazioni dei lavoratori tra buone e cattive solo perché vi sono diversi punti di vista. Chiediamo dunque la possibilità di poterci confrontare con voi, ovviamente nei tempi più consoni e funzionali alla risoluzione di questa grave difformità democratica e istituzionale».

La gara Giovedì i due sindacati sono poi tornati a parlare della gara attraverso la quale sarà affitto il servizio: «Il taglio da 13 milioni di euro messo nero su bianco nell’ultima delibera di giunta del 10 agosto e il ritorno al passato – hanno detto – con la divisione della regione Umbria in 4 lotti, rappresentano secondo noi e secondo la stragrande maggioranza dei lavoratori di Busitalia un colpo durissimo e forse letale al trasporto su gomma e ferro in questa regione. Accanto a questo nessuna risposta arriva sul futuro di altri servizi essenziali, come i traghetti del Trasimeno, la mobilità alternativa e le manutenzioni. E per non dover rispondere alle nostre legittime perplessità ora si intraprende la strada antidemocratica dell’esclusione dei sindacati “cattivi”, che però sono anche quelli che da soli rappresentano sei lavoratori su dieci in questo settore».

L’istanza I due sindacati hanno poi deciso di rivolgersi, attraverso i loro legali, anche all’Autorità di regolamentazione dei trasporti (l’Art) e all’Autorità nazionale anticorruzione. Un’istanza con la quale evidenziano «diverse criticità presenti nelle delibere della giunta regionale umbra, in particolare in materia di concorrenza e di sperequazione tra diversi territori regionali». In un passaggio dell’istanza si legge infatti che «i quattro lotti così come proposti dalla Regione, allo stato, non garantiscono certezza e affidabilità al Tpl né garantiscono il mantenimento dei livelli minimi occupazionali, poiché si verrebbero a creare zone e punti di convergenza con più vettori di trasporto rispetto ad altri, penalizzando i territori più disagiati sotto il profilo logistico ed economico, con conseguenti disparità di trattamento territoriale».

I commenti sono chiusi.