mercoledì 18 settembre - Aggiornato alle 19:53

Trasimeno, verso il voto la quarta città dell’Umbria: il centrosinistra prova a fermare l’onda blu

Sette Comuni, 52 mila abitanti e l’unica zona della regione senza comuni guidati dal centrodestra. Ecco la situazione città per città

La rocca di Castiglione del Lago

di Daniele Bovi

La zona, va detto, si presta al ricamo. Piazzandosi idealmente in mezzo al Trasimeno, tra le dolcezze dell’Isola Maggiore, si possono guardare tutti i Comuni che si affacciano sul lago e lì lasciarsi andare al merletto, immaginando trame intrecciati con diverse suggestioni. E allora il lago diventa il luogo dove il centrodestra guidato dalla Lega di Salvini, ormai tra rosari, vangeli e madonnine in piena deriva devozionale, tenterà la pesca miracolosa del consenso (prendete il largo e calate le reti, si potrebbe parafrasare rimanendo in tema) così da tingere di blu almeno uno dei Comuni al voto; quello dove il centrosinistra proverà a difendere tutti i fortilizi – dalla rocca di Castiglione del Lago ai castelli di Magione e Panicale fino alla Casa del popolo di Moiano – quello dove Pd e soci vogliono fermare la montante onda blu, o gialloverde.

L’ETERNO FUNERALE DELL’UMBRIA ROSSA

Perché è centrale Lungo le sponde del lago le elezioni amministrative del prossimo maggio, quando al voto andranno 63 Comuni umbri, sono particolarmente interessanti per tutta una serie di motivi. A conti fatti con i suoi 52 mila abitanti potrebbe trattarsi della quarta città dell’Umbria. Tutti e sette i Comuni poi andranno alle urne nella stessa tornata (niente seggi solo a Passignano, dove pochi mesi fa il centrosinistra di Pasquali ha vinto anche grazie alle divisioni del centrodestra) e in tutti, Castiglione a parte, c’è un sindaco di centrosinistra al primo mandato. Messi gli elementi sul tavolo, è chiaro che quella del lago (l’unica zona omogenea dell’Umbria senza città guidate dal centrodestra) diventa una delle partite centrali. Dei 52 mila abitanti circa 30 mila si dividono equamente tra Magione e Castiglione, quest’ultima appena sopra la soglia dei 15 mila che farebbe scattare il possibile ballottaggio.

INTERATTIVO: LA MAPPA POLITICA DELL’UMBRIA

Castiglione All’ombra della rocca i temi politici sono sostanzialmente tre: la successione al trono del sindaco uscente Sergio Batino, che è anche segretario della federazione lacustre del Pd, l’unità (o frantumazione) del centrosinistra e il congresso regionale. Batino ha conquistato la segreteria della federazione anche grazie all’appoggio di Gianpiero Bocci, in corsa per quella regionale contro Walter Verini. Semplificando lo schema, Matteo Burico potrebbe essere il candidato che più garantirebbe la discontinuità rispetto all’era Batino, che invece è pronto a sostenere la corsa del suo ex assessore Alessio Meloni (bocciano anch’egli), o di Mariella Spadoni.

L’ASSE BOCCI-MARINI

Primarie e congresso Burico è anche il candidato che potrebbe garantire un centrosinistra più largo e unito: in ballo infatti ci sono le difficoltà a unirsi ai dem della galassia a sinistra del Pd e l’annosa spaccatura col Progetto democratico di Fabio Duca. La disfida potrebbe essere risolta attraverso primarie di coalizione, ma è difficile che una decisione venga presa prima dell’esito del congresso. Sulla rocca dunque il centrosinistra dovrà aspettare almeno il 16 dicembre per tracciare una rotta. Idee più chiare sembrano esserci invece in casa centrodestra, dove vengono date in rialzo le quotazioni del leghista Paolo Terrosi. Di sicuro, ballottaggio neanche da queste parti è più una parola tabù.

IL DUO VERINI-PENSI PUNTA SUL «CAMBIAMENTO»

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Magione A Magione invece questa opzione non ci sarà perché il Comune ha un numero di abitanti (14.800) appena inferiore alla soglia stabilita dalla legge. Qui il nodo è la ricandidatura o meno del sindaco uscente Giacomo Chiodini che, dopo aver tracciato nei giorni scorsi un bilancio del quinquennio, ha promesso di sciogliere la riserva al massimo entro l’inizio dell’anno. La riflessione riguarderebbe solo motivi personali legati alla volontà o meno di guidare un Comune per altri 5 anni. Molto probabilmente Chiodini, che al congresso non si schiererà, si ricandiderà dando una forte impronta civica al progetto intorno al quale dovrebbe coagularsi buona parte del centrosinistra (e un pezzo di mondo civico). Quanto al centrodestra si fa il nome del 47enne dipendente comunale Michele Carrozza, e su questo fronte va registrato il pressing nei confronti del M5S allo scopo di dare vita a un fronte gialloverde unico, anche perché nello stesso giorno i cittadini saranno chiamati a votare anche per le europee. Uno schema che nei comuni sotto i 15 mila abitanti, dove non ci sono simboli di partito, potrebbe ripetersi.

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Pieve A Città della Pieve anche Fausto Scricciolo valuta se ricandidarsi o meno. La questione legata al pronto soccorso e più in generale all’ospedale è stata un colpo molto duro sul fronte del consenso e intorno a questa battaglia si sono uniti – contro chi governa – diversi mondi. A ciò vanno sommate le spaccature nel centrosinistra che risalgono ormai al 2014, quando il fronte si presentò con due candidati, quelle tra la Pieve (storicamente più ‘bianca’) e frazioni rosso fuoco come Moiano che vorrebbero un cambio della guardia. Se Scricciolo riuscirà a gettare le basi per un nuovo centrosinistra potrebbe tentare un secondo mandato, altrimenti si cambia e all’orizzonte, anche qui, c’è una possibile lista unica centrodestra più M5S.

Le altre A Panicale è più che probabile la ricandidatura dell’uscente Giulio Cherubini. La partita si giocherà fondamentalmente a Tavernelle, frazione dove abitano circa due terzi degli elettori. Il Pd in queste zone pare più debole rispetto ad altre realtà lacustri ma Cherubini, complice l’assenza di un competitor forte, dovrebbe riuscire a spuntare un secondo mandato. A Tuoro l’uscente Patrizia Cerimonia, area ex Margherita, ha già spiegato che per lei l’avventura si ferma qui. Il Pd è però spaccato a metà e anche qui si pone il tema di quello che farà la sinistra, in particolare Rifondazione, anche se va registrato un riavvicinamento dopo anni di lontananza del Psi. Idee sul nome da schierare al momento non ce ne sono, mentre dall’altra parte il tam-tam parla di Maria Elena Minciaroni, agguerrita consigliera comunale di opposizione.

Piegaro e Paciano A Piegaro invece si va verso la ricandidatura dell’uscente Roberto Ferricelli, che ha come suo vice Simona Meloni: qui per la possibile rielezione sarà centrale la risoluzione dei problemi che ruotano intorno all’area ex Enel e alla vetreria. Con grande probabilità, a sfidarlo sarà Augusto Peltristo, capogruppo dell’opposizione spinto da tutto il centrodestra e in particolare dalla Lega. Il Comune più piccolo con i suoi 980 abitanti è Paciano: qui, a meno di scossoni per il momento impensabili, il sindaco uscente Riccardo Bardelli dovrebbe guadagnare il secondo mandato. A giugno si capirà se le sponde del lago cambieranno colore.

Twitter @DanieleBovi

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