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sabato 8 agosto - Aggiornato alle 18:13

Tra santi e sottosegretari in consiglio regionale spuntano i supplenti per il caso Melasecche

Commissione statuto approva programma di lavoro: proposti consiglieri delegati e santi umbri nella carta fondamentale. Sullo sfondo la battaglia dentro la Lega

Una seduta dell'assemblea (foto ©Fabrizio Troccoli)

di Daniele Bovi

Santi, sottosegretari, consiglieri delegati e pure quelli supplenti, in teoria utili anche per poter risolvere la battaglia che da mesi si combatte dentro la Lega. Nelle scorse ore la Commissione per le riforme statutarie del consiglio regionale, guidata dal leghista Daniele Carissimi, ha approvato all’unanimità il programma di lavoro che, dopo la pausa estiva, partirà con due modalità e due distinte tempistiche: l’obbiettivo è quello di «apportare le modifiche che risultano urgenti, indispensabili e utili al buon funzionamento dell’Assemblea legislativa» e, dall’altra, «lavorare all’attuazione delle riforme regolamentari e statutarie maggiormente incisive e che richiedono scelte politiche di ampio respiro».

Due pacchetti Il primo pacchetto di modifiche, quello che dovrebbe essere approvato a breve, ha l’obbiettivo di tagliare i tempi negli interventi e nelle decisioni dell’Aula così da rendere più efficienti i meccanismi decisionali; «si interverrà quindi su istituti, procedimenti e attività – spiega la commissione – con l’intento di renderli più funzionali e produttivi. Modifiche urgenti, indispensabili e utili al buon funzionamento dell’Assemblea». Per il secondo invece serviranno «scelte politiche di ampio respiro e quindi la ponderazione comparativa di diversi interessi», oltre che la «la partecipazione dei soggetti sociali, dei portatori di interesse e dei rappresentanti istituzionali dei vari territori».

Incarichi moltiplicati L’ultima riforma dello statuto risale al 2005 e sulla base del programma approvato si può notare una vera e propria moltiplicazione degli incarichi. Nel documento si parla di istituire i «consiglieri delegati» ai quali, come avviene nei consigli comunali, vengono affidate determinate materie. Spunta poi il sottosegretario come «organo di supporto al presidente della Regione e ai singoli assessori», una figura «di raccordo tra il presidente, l’Assemblea e la struttura regionale, e tra le istituzioni e gli organismi pubblici e privati». Ma non solo: tra le possibili novità ci sono anche i consiglieri supplenti, quelli cioè che potrebbero prendere il posto di un collega di lista eletto e poi nominato assessore.

Il caso Melasecche Esattamente il caso del leghista Enrico Melasecche che, nonostante le pressioni di pezzi del partito, non ha alcuna intenzione di dimettersi lasciando così il paracadute di un possibile rientro in consiglio in caso di siluramento dalla giunta («lo faccio – scherza ma non troppo – se mi chiama Mattarella»). Per capire il caso bisogna andare con la memoria a poche ore dopo le elezioni, quando in una riunione in un hotel di Ponte San Giovanni Matteo Salvini disse ai suoi che i nominati in giunta avrebbero dovuto lasciare il posto in aula. In ballo c’è l’ingresso in consiglio dell’altotiberina Manuela Puletti, prima dei non eletti e vicina al segretario regionale Virginio Caparvi, che potrebbe così rafforzare la sua posizione in un gruppo leghista diviso in diverse fazioni e correnti. I tempi per approvare questa modifica saranno lunghi ma questa potrebbe essere una via d’uscita dalla battaglia che si combatte da mesi dentro il partito. Consiglieri delegati e sottosegretario potrebbero poi servire anche a dare soddisfazione a chi è rimasto fuori da tutte le partite.

Le altre proposte Prevedibilmente la discussione si accenderà pure su un’altra proposta di modifica, spuntata anche negli anni scorsi: l’inserimento nello statuto del riferimento ai santi umbri considerati parte dell’identità regionale. Più agevole dovrebbe essere il percorso per il «diritto di ciascuno a vivere in un ambiente salubre». Nell’agenda dei lavori compare anche la questione della contestatissima legge elettorale, ribattezzata dal 2015 «Umbricellum, e pure il regionalismo differenziato, ovvero la partita per ottenere una maggiore autonomia su alcune materie. Sul tavolo c’è ancora il testo varato nel 2018 dalla precedente giunta e la promessa di istituire un referendum per far esprimere gli umbri. «Grande attenzione» infine anche per il «rilancio degli istituti di partecipazione» e per «rendere effettivo il diritto di accesso dei cittadini agli atti e la trasparenza del complesso delle attività della pubblica amministrazione». Da settembre si inizia a lavorare.

Twitter @DanieleBovi

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