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domenica 27 settembre - Aggiornato alle 10:13

«Test Covid-19 obbligatori per chi rientra in Umbria dall’estero»: Bori in pressing sulla giunta

Interrogazione del capogruppo Pd dopo i casi dei frati novizi contagiati ad Assisi e del 62enne di Orvieto rientrato col virus dell’Albania

«Rendere obbligatori i test Covid 19 per chi rientra in Umbria dall’estero». Questa la proposta contenuta in un’interrogazione che il consigliere Tommaso Bori (Pd) ha presentato alla giunta, a cui chiede di indicare quali sono le misure adottate «per prevenire il diffondersi di nuovi contagi, a cominciare da quelli di importazione».

«Test obbligatori per chi rientra dall’estero» Anche in Umbria, come in tutte le regioni italiane, nelle ultime settimane sono state rilevate positività di soggetti arrivati o tornati dall’estero, come i frati di Assisi o il 62enne di Orvieto rientrato dopo un viaggio di lavoro dall’Albania, ma anche da località balneari italiane, come capitato a Spoleto per la mamma rientrata in città col Covid 19 dopo una vacanza a Porto Sant’Elpidio. Bori con l’atto ispettivo rileva che «in Veneto e nel Lazio sono stati già adottati i primi piani di difesa per individuare e circoscrivere il rischio di nuovi focolai» mentre in Umbria «la Regione non ha accolto la proposta Pd per rendere obbligatoria la comunicazione dell’arrivo o del rientro in Umbria dall’estero e l’adozione di misure di isolamento preventivo in attesa del tampone». Per il capogruppo dei dem in consiglio regionale, quindi, è «importante che vengano presi quanto prima dei provvedimenti per chi arriva dai Paesi a rischio così come proposto anche dal presidente della Regione Zingaretti che ha chiesto che le misure adottate nel Lazio vengano applicate anche nelle altre Regioni affinché non vengano vanificati gli sforzi fatti durante il lockdown che hanno permesso all’Italia di diventare un modello di prevenzione e contenimento del virus».

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